Donato — L'Articolo del Cosmopolitan (con Note di Virgilio)
L'articolo del Cosmopolitan (fine '800) è uno dei testi più importanti scritti direttamente da Donato in prima persona — in inglese — dove racconta la sua scoperta, il suo metodo, le sue dimostrazioni più famose, e risponde alle domande sui pericoli del magnetismo.
Il documento nell'archivio ISI-CNV contiene anche commenti operativi aggiunti da Virgilio T., un ipnotista italiano che annotò il testo con osservazioni pratiche sull'uso teatrale della fascinazione.
Fonte primaria Drive: Articolo Cosmopolitan con commento Virgilio (Drive ISI-CNV)
Il racconto della prima scoperta
Donato racconta in prima persona come avvenne la sua prima intuizione fondamentale:
- «Sono rapido, ardente, impetuoso all'eccesso. È a questi difetti naturali che devo la mia scoperta. Sotto il dominio di un'impazienza febbrile feci il mio primo esperimento. I minuti mi sembravano secoli. La mia volontà di finire rapidamente, energicamente espressa dal mio gesto e dal mio sguardo, impressionò il soggetto, che si addormentò con una rapidità sorprendente. Eccitato dal successo provai a provocare il sonno sempre più rapidamente — in tre minuti, in due minuti, infine in un solo minuto, e il mio successo fu completo.»
La scoperta nasce quindi da un difetto di carattere trasformato in metodo: l'impazienza e l'intensità di Donato, impossibili da contenere, producono nell'operatore uno stato di presenza totale e di volontà incandescente che il soggetto percepisce immediatamente.
La teoria di Donato in inglese
- «The art consisted in captivating the mind of the subject, in striking vividly his imagination, in seducing, charming or subduing it. The phenomenon was not of a physical order, nor of a physiological or pathological. I had to solve a psychical problem.»
Questa è la definizione più sintetica che Donato abbia mai dato del suo metodo: non è fisico, non è fisiologico, non è patologico — è **psichico**. La fascinazione è un problema psichico, non magnetico nel senso di Mesmer.
La prova sperimentale che lo convinceva: «Nessuno dei miei soggetti si addormentava mai, qualunque processo impiegassi, a meno che sapesse che mi proponevo di mandarlo a dormire. E viceversa, tutti i soggetti si addormentavano quando un testimone li persuadeva che io volevo che dormissero, anche se ero lontano e non mi occupavo di loro in nessun modo.»
Il primo episodio: l'avvocato Cudell a Liegi (1874)
- «Una sera a Liegi (Belgio) nel 1874, trovandomi in un caffè, sentii un giovane avvocato — il signor Cudell — che negava il mio potere e cercava di rendermi ridicolo. Indignato e furioso mi posi davanti a lui, e senza millanteria ma con una profonda convinzione gli annunciai che con un solo sguardo lo avrei fatto cadere all'indietro. La mia audacia paralizzò la sua mente e cedendo al potere della mia volontà rotolò immediatamente a terra.»
Questo episodio è fondamentale: dimostra che la fascinazione può avvenire in un contesto di sfida pubblica, senza alcuna preparazione preliminare, senza il consenso esplicito del soggetto — grazie alla ***sorpresa*** e alla ***certezza assoluta*** dell'operatore. Il soggetto «cede al potere della volontà» non perché ci crede, ma perché la volontà di Donato è così concreta da precedere qualsiasi riflessione.
La tecnica descritta in terza persona (da Bernheim)
Donato cita con approvazione la descrizione che il professor Bernheim della Facoltà di Nancy fa del suo metodo nella seconda edizione del suo libro sulla suggestione:
- «Donato chiede al soggetto di appoggiare le palme delle sue mani sulle proprie, tese orizzontalmente, e di premere verso il basso con tutta la sua forza. L'attenzione e tutta la forza fisica del soggetto sono assorbite in questa manovra, mentre la sua innervazione concentrata verso lo sforzo muscolare impedisce ai pensieri di disperdersi. Donato guarda bruscamente, rapidamente e molto vicino; l'operatore poi gira intorno al soggetto continuando a fissarlo e provocarlo con lo sguardo; quest'ultimo, come attratto e fascinato, lo segue con gli occhi spalancati che non riescono più a staccarsi dai suoi. È una questione di suggestione per gesto.»
Donato aggiunge: «L'art de l'hypnotisme consiste à frapper l'imagination du sujet de manière à le convaincre qu'il l'attire comme l'aimant attire le fer; alors qu'en réalité l'homme ne possède aucune vertu magnétique physique, mais que, en revanche, certains hommes sont doués d'un prodigieux magnétisme moral et exercent un ascendant irrésistible sur toutes les personnes qui les entourent.»
Le dimostrazioni più celebri
L'articolo contiene una serie di aneddoti rivelatori sulla creatività di Donato:
- **Scuola di guerra di Torino (1886):** Fascinò circa trenta giovani ufficiali (su circa 100 che si sottoposero alla prova) e li fece eseguire esercizi militari immaginari. A uno suggerì di essere Garibaldi ad Aspromonte; a un altro il generale comandante della scuola. «Assunsero l'andatura, il portamento, i gesti e le voci dei personaggi che rappresentavano, e li interpretarono perfettamente.»
- **Sarah Bernhardt (Parigi):** «Confesò di essere incapace di assumere gli atteggiamenti e le espressioni estatiche che io suggerivo a quattro sue amiche in una seduta improvvisata dalla celebre pittrice Louise Abbema.»
- **Il principe Louis Murat (Parigi, 1882):** Lo trasformò in un servitore e lo fece servire Donato.
- **Teatro d'Ostenda (1887), su richiesta della Regina del Belgio:** Fece eseguire scene complicate di pesca, nuoto, navigazione e naufragio a venti cadetti della scuola marina.
- **L'avvocato più robusto di Bordeaux (1887):** Lo impedì di sollevare un fazzoletto.
- **Mounet-Sully** (il più grande tragico francese dell'epoca) scrisse dopo una seduta: «Se le sue esperienze non sono reali, i suoi soggetti sono comici di genio degni di essere ingaggiati alla Comédie Française; né il grande Talma né il prodigioso Frédéric Lemaître avrebbero potuto eguagliarli.»
Sulla questione dei pericoli
Donato è netto: «L'ipnotismo, onnipotente per il bene, è disarmato per il male. Come la fascinazione e il sonnambulismo magnetico, trae la sua fonte dalla fiducia, e non può esistere senza un abbandono volontario. Nessuno può essere fascinato o ipnotizzato contro la sua volontà.»
Il principio è confermato da Braid, Bernheim e Charcot. Donato aggiunge: «Il soggetto fascinato sente vagamente di essere lo sport di illusioni, immerso in una sorta di ebbrezza. La gode finché lusinga il suo gusto o le sue inclinazioni, ma si ritrae con tutta la sua energia non appena sente il pericolo.»
Note operative di Virgilio T.
Nell'archivio ISI-CNV il documento contiene annotazioni pratiche di Virgilio T. che commentano alcune affermazioni di Donato con tecniche operative per il lavoro teatrale:
- «I buoni soggetti sono sensibili ed intelligenti (se reagisco male faccio una cattiva figura)»
- «Non arrivano a pensare. Un consiglio: subito coricarne due o tre. Almeno 3.» — il principio della velocità e dell'effetto cumulativo
- Sulle mani incollate: «SE TI ADDORMENTO CON LE MANI NON ARRIVI PIÙ — (spiega che le mani rimarranno incollate) — TIRA ADESSO, TIRA ADESSO»
- «parlare duro. non le apri più (due o tre volte ripetere)»
- «Volendo potrei addormentarvi tutti ma poi chi lo vede lo spettacolo» — la tecnica del presupposto ipnotico in apertura
Fonti
Vedi anche
- Donato — Il Padre della Fascinazione
- La Fascinazione di Donato — Guida Completa al Metodo
- Le Magnétisme Expliqué par Donato — Come Tutto Iniziò
- Canonico Mouls — Colui che Scoprì Donato
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