Quantum Visivo e Fascinazione

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Quantum Visivo e Fascinazione (nei materiali interni anche Eye of the Dragon) è la parte delle quantum techniques che riguarda l'occhio: il modo in cui lo sguardo costruisce la realtà tridimensionale, e il modo in cui, cambiando l'uso dello sguardo, cambia l'esperienza che se ne ha. È il punto in cui la psicologia quantistica incontra la fascinazione e la rende una questione percettiva, non solo relazionale.

1. Come l'occhio costruisce il mondo

Il modello parte da due meccanismi fisiologici elementari della visione binoculare:

  • la convergenza — il movimento coordinato dei due occhi per mantenere un oggetto in visione binoculare: è ciò che genera l'idea di spazio;
  • l'accomodazione — il processo che mette a fuoco sulla retina oggetti posti a distanze diverse: è ciò che genera l'idea di massa e solidità.

La conseguenza dichiarata è che ciò che vediamo non è una visione oggettiva ma un punto di vista: il risultato di processi influenzati dalla mente, dalle emozioni e dal corpo di chi guarda.

2. Il collasso del punto di vista

Nel linguaggio adottato dalla scuola, la realtà esterna contiene molte dimensioni possibili, e noi scegliamo di collassarla sempre nella stessa maniera. L'esperienza visiva è creata dall'atto di osservazione: nel momento in cui decidiamo di focalizzarci su qualcosa, quel qualcosa appare distinto dal resto. Scegliamo dove convergere, e quindi cosa sperimentare.

Anche qui vale il caveat della scuola: il vocabolario quantistico è usato come modello descrittivo dell'esperienza percettiva, non come affermazione di fisica.

3. Visione centrale e visione periferica

Più ci si centra sulla visione centrale, più si mette fuori gioco quella laterale, e più si costruisce una realtà specifica e ristretta. Questo accade in modo particolare quando le emozioni "colorano" ciò che si vede, sottraendo la percezione dello spazio esterno: lo sguardo si pietrifica in un punto. L'obiettivo dell'esercizio è la capacità di tenere insieme le due cose — vedere il dettaglio e vedere il tutto.

Il tema si salda a quello delle lenti interne: i processi automatici, prodotti dall'equilibrio fisso fra pensieri, emozioni e corpo, funzionano come lenti che deformano stabilmente ciò che entra.

4. Lo sguardo mutuo e il corpo magnetico

Il passaggio dalla percezione alla fascinazione avviene attraverso lo sguardo mutuo. Aprendo il livello di interazione con un'altra persona, la tridimensionalità perde presa e l'esperienza si sposta oltre la coordinata abituale di tempo e spazio. Se il lavoro dello sguardo è accompagnato da un lavoro corporeo — il risveglio del corpo magnetico, cioè l'aumento e l'integrazione della percezione cenestesica e tattile — la trasformazione avviene su più livelli insieme.

Lavorare sulla presenza, in questa prospettiva, significa aumentare il proprio livello di energia e vedere la realtà a un livello sempre più aperto, senza essere costretti a ridurne le dimensioni: un'espansione di coscienza.

5. Il riferimento ermetico

I materiali accompagnano il modello con una lettura simbolica di tradizione ermetica: il cerchio come simbolo del tutto e di tutte le possibilità; il triangolo rivolto verso il basso come la condizione di chi è "trascinato" dalla realtà anziché coscientemente presente ad essa; la linea orizzontale come il blocco che fissa il flusso in una sola posizione.

Vedi anche

Bibliografia

  • Materiali interni ISI-CNV: Quantum Visivo e Fascinazione (ed. italiana e inglese); Quantum Extreme (a cura di Ippolito Lamedica, 2014).
  • Paret, Marco, opere sulla fascinazione e il magnetismo — vedi Fascinazione.