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Presenza

Da Wiki Progetto di Ricerca Metodo Paret.

La presenza (ingl. presence, fr. présence) è, nel Metodo Paret, la qualità di essere pienamente qui e ora — nel corpo, nel respiro, nello sguardo — e insieme il fondamento operativo su cui poggiano tutte le tecniche non verbali della scuola. Non è un'atmosfera né un carisma innato: è uno stato addestrabile, e il suo addestramento precede logicamente ogni tecnica di induzione.

La tesi centrale è che la maggior parte delle persone viva in uno stato di trance quotidiana: attenzione dispersa nel rimuginio, nel ricordo e nell'anticipazione, cioè fuori dal presente. Il lavoro sulla presenza consiste nell'uscire da questa trance abituale. Sul piano neuroscientifico la scuola riconduce questo meccanismo all'attività della rete in modalità predefinita.

1. Perché la presenza viene prima della tecnica

Nel corpus della scuola gli esercizi di presenza compaiono come prerequisito, non come complemento. La fascinazione eseguita senza presenza è uno sguardo fisso e vuoto; i passi magnetici eseguiti senza presenza sono gesti. Ciò che rende un'azione non verbale efficace non è la forma esteriore, ma il fatto che l'operatore ci sia davvero mentre la compie.

Da qui l'ordine di insegnamento: prima si costruisce la presenza, poi la si proietta. Il magnetismo personale è, in questa lettura, presenza resa percepibile all'altro.

2. Gli esercizi

Le fonti interne documentano una progressione ricorrente:

  • Consapevolezza corporea — riportare l'attenzione al corpo, al peso, al contatto con il suolo (grounding).
  • Esercizi di presenza e vitalità (Presence and vitality exercises) — respiro, tono, apertura del campo percettivo.
  • Lavoro allo specchio — il Miroir Magique e l'esercizio del Tratak: fissare il proprio riflesso senza battere le palpebre. È il ponte fra presenza a sé stessi e presenza all'altro, e confluisce nella Mirror Fascinazione.
  • Iperpresenza — l'intensificazione dello stato oltre la soglia ordinaria, base delle metodiche istantanee.
  • Quantum Presence — l'integrazione della presenza con il quadro della psicologia quantistica.

I caveat documentati sono costanti: non perdere coscienza, evitare il sonno ipnotico, non riciclare un'energia limitata ma attingere a un campo più ampio. La presenza è uno stato di veglia aumentata, non di sonnolenza.

3. Presenza e stati profondi

Il paradosso apparente della scuola è che la presenza dell'operatore serva a produrre nel soggetto stati di coscienza modificati. Non c'è contraddizione: è precisamente perché l'operatore è ancorato al presente che il soggetto può lasciarsi andare. Nelle tecniche hieratic questa qualità viene portata alla sua forma più formale e rituale — la hieratic presence, la presenza come postura sacra.

4. Nota etica

Gli esercizi descritti richiedono, secondo le stesse fonti, la guida di un insegnante esperto e una pratica continua. Non sono protocolli terapeutici e non sostituiscono un intervento medico o psicologico.

Vedi anche

Bibliografia

  • Paret, Marco, The Magnetic Gaze, 2011.
  • Paret, Marco, General Study Plan, 2012.
  • Materiali interni ISI-CNV: Presence and vitality exercises, Esercizio di iperpresenza, Levels of Mirror — Livelli dello Specchio, Esercizio del Miroir Magique.
  • Wolinsky, Stephen, opere sulla trance quotidiana e la trance per osservazione — vedi Stephen Wolinsky.