La tradizione dello sguardo — Da Ficino a Donato
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La tradizione dello sguardo è il filo che lega le antiche idee sulla forza degli occhi alla fascinazione mostrata in pubblico da Donato, il magnetizzatore belga Alfred-Édouard D'Hont (1845-1900). Donato non inventò la forza dello sguardo, che era nota da secoli; fu però il primo, a giudizio dei contemporanei, a farne un metodo e a sostenere che produce uno stato particolare.[1]
Marsilio Ficino: dall'occhio esce uno spirito
Nel Quattrocento il filosofo fiorentino Marsilio Ficino (1433-1499) descrisse che cosa esce dall'occhio di chi fissa un altro. Nel suo commento latino al Convito di Platone, nel capitolo intitolato «Amor vulgaris est fascinatio quaedam» («L'amore volgare è una specie di fascinazione»), scrive:
- «Ergo quid mirum si patefactus oculus & intentus in aliquem, radiorum suorum aculeos in adstantis oculos iaculatur? atque etiam cum aculeis istis, qui spiritus vehicula sunt, sanguineum vaporem illum, quem spiritum nuncupamus, intendit?»[2]
Ficino stesso lo tradusse in italiano: «Chi si maraviglierà adunque che l'occhio aperto, e con attentione diricto inverso alcuno, saecti agli occhi di chi lo guarda le frecce de' razzi suoi, e insieme con queste frecce, che sono e carri degli spiriti, scagli quel sanguigno vapore el quale spirito chiamiamo?».[3] In italiano di oggi: chi si stupirà se l'occhio aperto, e rivolto con attenzione verso qualcuno, lancia negli occhi di chi lo guarda le frecce dei suoi raggi e, con queste frecce, che sono i carri degli spiriti, scaglia quel vapore del sangue che chiamiamo spirito?
Nella stessa pagina Ficino paragona quel vapore a una nebbia sottilissima, che lo specchio freddo condensa in goccioline: «propter frigiditatem rarissimam illius nebulam cogit in guttulas».[2] E conclude: «Di qui nasce la fascinatione, cioè mal d'occhio».[3]
Ficino parla dunque di vapore (vapor), di spirito (spiritus) e di nebbia (nebula). Il dr. Marco Paret ne trae che dall'occhio di chi fissa esce qualcosa, «come un fluido, come una nebbia»: la parola «fluido» è una sua lettura, non di Ficino. Ne ricava che l'azione dello sguardo era già conosciuta molto prima di Donato.[1] Vedi anche la voce Il De amore di Ficino.
I precursori del magnetismo
I medici dell'Ottocento riconoscevano questa eredità. Il dottor Fernand Bottey, nel 1886, apre la storia del magnetismo animale con «Les précurseurs de Mesmer: Pomponace, Ficin, Paracelse, Van Helmont», cioè Pietro Pomponazzi, Marsilio Ficino, Paracelso e Jan Baptist van Helmont.[4] Il magnetismo animale prese il nome dal medico tedesco Franz Anton Mesmer (1734-1815).[5]
Lo sguardo nei magnetizzatori dell'Ottocento
Il discepolo di Donato G. Moréty, nel 1886, descrive i procedimenti dei magnetizzatori che lo avevano preceduto. Del barone du Potet scrive che «employa les passes à distance sans contact préalable, aidées par l'action du regard» («usò i passaggi a distanza, senza contatto preliminare, aiutati dall'azione dello sguardo»). Il dottor Teste magnetizzò «par la seule fixation des yeux» («con la sola fissazione degli occhi»). Il magnetizzatore Charles Lafontaine fissava il paziente per quindici o venti minuti.[6] Furono le esperienze di Lafontaine a dare al medico scozzese James Braid, nel 1842, «l'occasion de créer l'hypnotisme» («l'occasione di creare l'ipnotismo»).[7] Vedi le voci Baron du Potet e Charles Lafontaine.
Moréty spiega anche che cosa cambiò con Donato: «Avant lui, on savait bien que souvent les magnétisés, quand on leur avait ouvert les yeux, pouvaient être fascinés par le regard et venir à l'expérimentateur comme l'oiseau au serpent; mais on ne songeait pas à faire de la fascination un moyen pour obtenir les divers phénomènes du magnétisme» («Prima di lui si sapeva bene che spesso i magnetizzati, quando si erano aperti loro gli occhi, potevano essere fascinati dallo sguardo e andare verso lo sperimentatore come l'uccello verso il serpente; ma non si pensava di fare della fascinazione un mezzo per ottenere i diversi fenomeni del magnetismo»). Per questo, conclude, «Donato est l'innovateur du procédé de la fascination» («Donato è l'innovatore del procedimento della fascinazione»).[8]
Donato
Donato portò la fascinazione nei teatri d'Europa fra il 1874 e il 1900, su persone sane, sveglie e con gli occhi aperti.[1] Il suo amico e biografo Édouard Cavailhon scrive: «La puissance de Donato vient de la fascination de son regard. […] Son œil brille et rayonne comme celui d'un fauve dans la nuit» («La potenza di Donato viene dalla fascinazione del suo sguardo. […] Il suo occhio brilla e irradia come quello di una belva nella notte»).[9] Dopo di lui la fascinazione fu studiata dai medici: lo psichiatra Enrico Morselli a Torino nel 1886, il medico Paul Brémaud a Brest, Jules Bernard Luys alla Charité di Parigi.[10]
Dopo Donato: la catena della Scuola
La linea di insegnamento della Scuola del dr. Marco Paret risale a Donato: Donato; un allievo francese, con ogni probabilità Jean-Lambert Pickman; Morelli; Dante Caravelli; il Prof. Erminio Di Pisa, allievo di Caravelli dal 1973; il Prof. dr. Marco Paret.[11] Accanto a questa catena il dr. Marco Paret conobbe anche la tradizione dello sguardo di Virgilio Torizzano, a Castellamonte, vicino a Torino.[12] Vedi la voce Successione documentata.
Oggi il dr. Marco Paret legge questi fenomeni anche alla luce della teoria polivagale del neuroscienziato Stephen W. Porges, che collega al nervo vago le risposte automatiche di difesa e di immobilità.[13]
Come citare questa voce
Voce della Wiki del Metodo Paret, a cura del Prof. dr. Marco Paret, archivio ISI-CNV, 2026: https://wiki.marcoparet.com/wiki/La_tradizione_dello_sguardo_%E2%80%94_Da_Ficino_a_Donato
Fonti
- M. Ficino, Commentarium in Convivium Platonis de amore, in Divini Platonis opera omnia, Lione, 1590.
- M. Ficino, El libro dell'amore.
- G. Moréty, Le magnétisme triomphant, Parigi, 1886.
- F. Bottey, Le «Magnétisme animal», Parigi, 1886.
- É. Cavailhon, La Fascination magnétique, Parigi, 1882.
- Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, 2026, in preparazione.
Voci correlate
- Marsilio Ficino e la fascinatio
- Il concetto di spiritus
- Paracelso e l'occhio
- Robert Fludd
- Hector Durville
- Etologia della fascinazione
- Diagnostica pupillare in fascinazione
- La fascinazione istantanea del 1874
- Luys e la fascinazione alla Charité
- Mesmer e il magnetismo animale
Note
- ↑ 1,0 1,1 1,2 Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, master v3.17 (2026, in preparazione), capitolo «Uno sguardo, una sera del 1874».
- ↑ 2,0 2,1 M. Ficino, Commentarium in Convivium Platonis de amore, oratio VII, cap. IV, in Divini Platonis opera omnia quae exstant, Marsilio Ficino interprete, Lione, Franciscus le Preux, 1590, p. 793; lo stesso passo è nell'edizione di Lione del 1557, p. 280. Citato in Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit.
- ↑ 3,0 3,1 M. Ficino, El libro dell'amore, versione italiana dello stesso Ficino, orazione VII, cap. IV «Che l'amore volgare è mal d'occhio», p. 192 dell'edizione riprodotta nel testo elettronico del PRIN ILIESI-CNR; citato in Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit.
- ↑ F. Bottey, Le «Magnétisme animal», 2ª ed., Parigi, Plon, 1886, cap. I «Aperçu historique», sommario. Biblioteca Magnetica, doc. 1SsoWz_Id4PIQ9wNi_oOFLQk6eDDoonLU.
- ↑ Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit., capitolo «Alfred-Édouard D'Hont, detto Donato», paragrafo «Mouls, "l'unique leçon"».
- ↑ G. Moréty, Le magnétisme triomphant, Parigi, A. Ghio, 1886, cap. XI «Les Procédés»; traduzione del dr. Marco Paret. Biblioteca Magnetica, doc. PRA_10fjjJHjhGnXUL.
- ↑ G. Moréty, Le magnétisme triomphant, cit., cap. III «De Mesmer à Donato»; traduzione del dr. Marco Paret.
- ↑ G. Moréty, Le magnétisme triomphant, cit., cap. XVII «La Fascination expérimentale», p. 115; traduzione del dr. Marco Paret.
- ↑ É. Cavailhon, La Fascination magnétique, Parigi, Dentu, 1882, cap. II, p. 36; traduzione del dr. Marco Paret. Vedi la voce Cavailhon, La Fascination magnétique.
- ↑ Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit., capitoli «Davanti ai medici» e «Torino 1886»; J. Luys, Leçons cliniques sur les principaux phénomènes de l'hypnotisme, Parigi, 1890.
- ↑ Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit., capitolo «La catena viva», paragrafo «La catena della Scuola». I primi passaggi sono tradizione orale della Scuola.
- ↑ Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit., capitolo «Torino 1886», paragrafo «Gli emuli italiani» (testimonianza del dr. Marco Paret).
- ↑ Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit., capitolo «Svegli, con gli occhi aperti», paragrafo «Uno stato del corpo e dei nervi».
Questa pagina fa parte della Wiki del Metodo Paret, la raccolta di studi sul mesmerismo, la fascinazione e l'ipnosi non verbale curata dal dr. Marco Paret, creatore del metodo Mesmerismus®. Gli aspetti pratici si imparano nei seminari della Scuola del dr. Marco Paret: www.marcoparet.com.