La Default Mode Network (DMN, it. rete in modalità predefinita) è una rete di regioni cerebrali — corteccia prefrontale mediale, cingolo posteriore, precuneo, lobulo parietale inferiore — che si attiva quando il cervello non è impegnato in un compito diretto verso l'esterno, e si disattiva quando lo è. È stata identificata da Marcus Raichle e colleghi all'inizio degli anni Duemila.

In questa wiki la DMN compare come il correlato neuroscientifico di ciò che la scuola chiama trance quotidiana: lo stato ordinario di attenzione dispersa nel rimuginio, nel ricordo e nell'anticipazione, cioè fuori dal presente.

1. Che cosa fa la DMN

La ricerca associa l'attività della DMN al pensiero auto-riferito, al mind-wandering, alla costruzione della narrazione di sé, alla proiezione nel futuro e alla rievocazione del passato. Non è una disfunzione: è il funzionamento di base della mente quando è lasciata a sé stessa. È però anche la ragione per cui l'esperienza ordinaria è raramente presente al presente.

La letteratura ha inoltre osservato che stati di attenzione focalizzata, pratiche meditative e altri stati di coscienza modificati si accompagnano a una riduzione dell'attività di questa rete.

2. Perché interessa il Metodo Paret

Il lavoro sulla presenza ha esattamente questo obiettivo: uscire dalla trance quotidiana. Nel linguaggio della scuola si tratta di riportare l'attenzione al corpo, al respiro, al momento; nel linguaggio della neuroscienza si tratta di allentare la presa della DMN.

Il corpus interno registra, fra i segni osservati nelle tecniche di fascinazione, una riduzione dell'attività cerebrale superiore — descrizione fenomenologica che va nella stessa direzione. Anche la Quantum Presence indica fra i propri obiettivi la chiarezza mentale e l'uscita dalla trance abituale.

3. Cautela epistemologica

Il collegamento va tenuto per quello che è: un quadro interpretativo, non una dimostrazione. La scuola non conduce ricerca strumentale sulla DMN e non dispone di dati di neuroimaging propri; usa il modello per rendere intelligibile un'esperienza, non per validarla scientificamente. Le fonti neuroscientifiche citate riguardano la rete in generale, non le tecniche di questa wiki.

Questa distinzione è la stessa che vale, sul piano storico, per il fluido magnetico: un modello può essere utile per orientare la pratica senza dover essere assunto come fatto. Vedi Magnetismo.

Vedi anche

Bibliografia

  • Raichle, M. E. et al., "A default mode of brain function", Proceedings of the National Academy of Sciences, 98 (2001), pp. 676–682.
  • Buckner, R. L., Andrews-Hanna, J. R., Schacter, D. L., "The brain's default network: anatomy, function, and relevance to disease", Annals of the New York Academy of Sciences, 1124 (2008), pp. 1–38.
  • Materiali interni ISI-CNV sulla presenza e sulla trance quotidiana; Wolinsky, Stephen, opere sulla trance quotidiana.