Il magnetismo è, in questa wiki, il termine ombrello sotto cui ricadono tre accezioni distinte ma storicamente intrecciate. Tenerle separate è indispensabile per non confondere una dottrina fisica ottocentesca, una qualità della persona e un curriculum didattico contemporaneo.

  • Il magnetismo animale — la dottrina di Franz Anton Mesmer e dei suoi continuatori, secondo cui un fluido universale può essere trasmesso da un operatore a un soggetto. È l'accezione storica, oggetto di studio documentario nella biblioteca magnetica della scuola.
  • Il magnetismo personale — la qualità di irradiazione di una persona: presenza, sguardo, tono, capacità di influenzare senza parole. È l'accezione operativa, addestrabile.
  • Il magnetismo secondo il Method Paret — il percorso didattico strutturato che l'ISI-CNV costruisce a partire dalle prime due.

1. Il nodo del fluido

La questione che attraversa duecento anni è se il magnetismo implichi o meno l'esistenza di un fluido. Mesmer lo affermava; la Commissione Reale francese del 1784 lo negò, attribuendo gli effetti all'immaginazione; James Braid, nel 1843, spostò definitivamente la spiegazione sul sistema nervoso del soggetto.

La posizione operativa della scuola è pragmatica e va enunciata senza ambiguità: le fonti interne raccomandano di non utilizzare il fluido immaginario. Ciò che si insegna sono azioni osservabili — postura, sguardo, respiro, distanza, ritmo dei gesti — e se ne verificano gli effetti. Non è richiesto di aderire a una metafisica per praticare, né viene proposta alcuna teoria fisica del fluido come fatto accertato.

2. Dalla dottrina alla pratica

Ciò che sopravvive del magnetismo storico, nel lavoro contemporaneo, non è la teoria ma il repertorio gestuale: i passi magnetici — ascendenti, discendenti, circolari, trasversali — e la fascinazione oculare codificata da Donato. Sono tecniche che i magnetizzatori dell'Ottocento praticavano e descrivevano con precisione, e la cui efficacia non dipende dalla spiegazione che se ne dà.

Questo è il ponte fra la biblioteca storica e l'ipnosi non verbale di oggi.

3. La linea italiana e francese

La tradizione a cui la scuola si richiama passa per Charles Lafontaine (L'art de magnétiser, 1847), per il magnetizzatore italiano Regazzoni e per il Baron du Potet, fino a Donato e ai magnetisti francesi guaritori — Durville, Maître Philippe — di cui il corpus conserva la documentazione.

Vedi anche

Bibliografia

  • Lafontaine, Charles, L'art de magnétiser, Paris, Germer Baillière, 1847 (Crabtree 552).
  • Lafontaine, Charles, Mémoires d'un magnétiseur, Paris, Baillière, 1866 (Crabtree 894).
  • Regazzoni, Antonio, Nouveau manuel du magnétiseur praticien, 1865 (volume posseduto).
  • Cavailhon, Édouard, La fascination magnétique, prefazione di Donato, Paris, E. Dentu, 1882 (Crabtree 1056).
  • Braid, James, The Physiology of Fascination, Manchester, 1855 (Crabtree 738).
  • Materiali interni ISI-CNV: Guarigioni da varie patologie — Magnetisti Francesi: Du Potet, Durville, Maître Philippe.