Taddeo de Consonni — Testimone Italiano del Metodo Lafontaine (Firenze, 1850)
| 📚 Fonte primaria: opere di Charles Lafontaine (1803-1892) |
| Questa pagina deriva dalle opere autobiografiche e didattiche del Charles Lafontaine (1803-1892), il magnetizzatore franco-svizzero che a Manchester nel 1841 colpì James Braid e da cui Braid sviluppò la parola «hypnotism». Lafontaine è il fondatore della scuola continentale dell'ipnotismo magnetico applicato in pubblico e in clinica, e il maestro diretto di Taddeo de Consonni in Italia (Firenze, 1850).
Documenti Drive ISI-CNV — biblioteca Lafontaine completa:
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Taddeo de' Consonni (attivo c. 1840–1855) è un mesmerista e accademico italiano la cui opera La esistenza e spiritualità dell'anima distinta dallo spirito sensitivo (c. 1850–1851) costituisce la testimonianza italiana più diretta e documentata del passaggio del Metodo di Charles Lafontaine nella tradizione mesmerica italiana. Il libro, pubblicato a corredo di una trentina di pubbliche accademie gratuite tenute dall'autore, contiene attestazioni giurate, citazioni dirette e giudizi critici su Lafontaine: una fonte primaria di valore eccezionale perché documenta la presenza fisica di Lafontaine a Firenze nel 1850 e l'adozione pubblica del suo metodo davanti a società medico-scientifiche.
Perché questa testimonianza è unica
La storiografia dell'ipnotismo conosce Lafontaine soprattutto attraverso le sue tournée francesi e inglesi (l'episodio di Braid a Manchester nel 1841). Il legame di Lafontaine con l'Italia è invece quasi sconosciuto. L'opera di Consonni colma questa lacuna: è un documento coevo, redatto da un testimone-protagonista, che certifica — con dichiarazioni rese «con giuramento, in Giudizio e fuori, per ogni effetto di legge» — che il Metodo di Lafontaine fu praticato pubblicamente a Firenze nel settembre 1850, e che un testimone oculare vide operare sia Lafontaine sia Consonni nella stessa città con lo stesso metodo.
Questo colloca Consonni come un anello italiano della catena storica europea: du Potet → Lafontaine → (via italiana: Consonni) → Donato.
L'Accademia del 14 settembre 1850 alla Società Medico-Fisica Toscana
Il nucleo documentale è una serie di attestazioni allegate da Consonni alla sua opera. La prima, collettiva e giurata, riguarda l'accademia pubblica data il 14 settembre 1850 alla Società Medico-Fisica Toscana di Firenze:
- «Noi sottoscritti dichiariamo anche con giuramento, che nel quattordici Settembre p. p. allorché il Signor Professor T. Nobile Dei Consoni, diede alla Società Medico-Fisica Toscana in Firenze l'Accademia sui principali fenomeni del fluido [...] Mesmerismo, tutti gli sperimenti furono eseguiti col metodo del Signor Lafontaine (fatta astrazione dall'uso dei suoi tubi) ed ebbero pieno successo, a senso dell'annunziato Programma...»
I testimoni precisano che il facente funzione di Presidente, allo sciogliersi dell'adunanza, salutò e ringraziò Consonni «per le belle cose fatte osservare».
Altri firmatari individuali confermano la regolarità degli esperimenti, condotti nella biblioteca dell'Arcispedale di Santa Maria Nuova davanti al Corpo Scientifico Medico-Fisico: il Dottore F. Giacomelli (accademico, che si sottopose egli stesso a una prova di magnetismo cadendo «in uno stato di sonnolenza risentendo però gli effetti della potenza magnetica»), Baldini Giuseppe, Francesco Giacomelli, e i soggetti Carolina Pancialfini, Ilaria Cipriani e Artemisia Cartelloni.
La prova diretta: il Maestro Giuseppe Sborgi vide operare entrambi
Il passaggio storicamente più rilevante è la dichiarazione del Maestro di Musica Giuseppe Sborgi, che attesta di aver assistito personalmente agli esperimenti di entrambi i magnetizzatori:
- «[Il] Maestro di Musica Giuseppe Sborgi dichiara e attesta quanto sopra, per aver assistito tanto il Sig. Lafontaine, che il Professor Dei Consoni nei loro sperimenti magnetici, eseguiti in Firenze collo stesso Metodo.»
È la prova documentale che Lafontaine fu fisicamente attivo a Firenze e che il rapporto tra i due fu di metodo-maestro / applicatore-allievo: Sborgi vide operare l'uno e l'altro, e ne riconobbe l'identità di metodo. Una seconda attestazione collettiva (firmata Pancialfini, Cipriani, Cartelloni) ribadisce che Consonni, «avendo adottato nell'operare i suoi sperimenti Mesmerici il Metodo del Signor Lafontaine», invitò più volte le firmatarie a servirgli da soggetti, tanto all'Accademia Medico-Fisica quanto «in altre Nobili Case e Società particolari».
Le impressioni e i giudizi di Consonni su Lafontaine
Consonni non è un imitatore passivo: discute, critica e si confronta con Lafontaine, di cui mostra di conoscere a fondo l'opera teorica.
- Stima e collocazione storica. Consonni chiama Lafontaine «il valoroso La Fontaine» e lo annovera tra «i più rinomati magnetizzatori in Inghilterra, in Alemanna ed in Francia», riconoscendone la statura europea — e annotando che operò «in Italia, anzi in Firenze».
- Conoscenza diretta dei testi. Consonni cita puntualmente l'opera di Lafontaine «intorno all'arte di magnetizzare, Paris 1847» (L'Art de magnétiser), rinviando a pagina 344, segno di una lettura attenta e di prima mano.
- Accordo teorico sul fluido. Consonni rileva che «anche il Sig. Lafontaine ritiene che la causa degli effetti o fenomeni magnetici sia unica e tutta materiale, sostenendo essere il solo fluido nervoso»: entrambi appartengono alla scuola fluidista materialista.
- Critica metodologica. Consonni obietta però che Lafontaine, «né nel sunto storico, né nell'esposizione della sua Teoria», avrebbe dato «una sufficiente definizione del Magnetismo», e si propone di colmare tale lacuna con una propria definizione.
- Interlocuzione diretta. Particolarmente significativa la frase in cui Consonni dichiara di aver fatto rilievi a Lafontaine di persona: «neppure il rinomato Lafontaine nelle sue digressioni verbali né scritte, come più volte ebbi a fargli rimarcare». L'espressione presuppone un dialogo diretto tra i due.
- Rivendicazione di originalità. Consonni rivendica una propria innovazione tecnica rispetto al metodo di contatto di Lafontaine: i «tubi» saturati del suo «fluido vitale nerveo», che paragona a «una bottiglia di Leida», capaci di addormentare e «intorpidire in uno istante senza mai toccare» il soggetto. Sostiene che con essi otteneva risultati che «cogli altri metodi di contatto» richiedevano un tempo «di ben sei od otto volte» maggiore.
La testimonianza giurata di Giuseppe Sborgi (verbatim)
Nelle pagine 60–61 della sua opera, Consonni allega l'attestazione collettiva resa «con giuramento» dagli assessori presenti all'Accademia del 14 settembre 1850. Il testo, trascritto dall'originale, recita:
«Noi sottoscritti dichiariamo anche con giuramento, che nel quattordici Settembre p. p. allorché il Signor Professor T. Nobile Dei Consoni, diede alla Società Medico-Fisica Toscana in Firenze l'Accademia sui principali fenomeni del fluido vitale nerveo o sia Mesmerismo, tutti gli sperimenti furono eseguiti col metodo del Signor Lafontaine (fatta astrazione dall'uso dei suoi tubi) ed ebbero pieno successo, a senso dell'annunziato Programma, meno alcune ultime cose risguardanti la Chiaroveggenza, che non si ebbe tempo di esperire...»
A questa attestazione segue, distinta e firmata a parte, la dichiarazione del musicista di corte:
«Il Maestro di Musica Giuseppe Sborgi dichiara ed attesta quanto sopra, per aver assistito tanto il Sig. Lafontaine, che il Professor Dei Consoni nei loro sperimenti magnetici, eseguiti in Firenze collo stesso Metodo.»
Giuseppe Sborgi non era un testimone qualsiasi: era addetto alla Reale Cappella Granducale di Toscana, autore di spartiti musicali e socio di numerose accademie artistiche. Il suo nome ricorre anche più avanti nell'opera, quando Consonni racconta che durante le sedute Sborgi accompagnava al pianoforte le dimostrazioni con «patetiche armoniose cadenze», mentre i soggetti in stato di estasi si muovevano «secondo gli atti» della volontà del magnetizzatore. La sua testimonianza è la prova documentale più netta che Charles Lafontaine operò fisicamente a Firenze e che un osservatore diretto riconobbe l'identità di metodo fra Lafontaine e Consonni.
Il «Programma della Seduta» col Metodo Lafontaine
Alle pagine 261–262 della sua opera Consonni riproduce il «Programma della Seduta», cioé la struttura ordinata delle sue dimostrazioni pubbliche, dichiarando di operare «sempre in conformità di quanto operava in molte più o meno numerose Società, e specialmente nel Salone del palazzo Standish presso S. il Principe M. Poniatowski prima e dopo il 14 Settembre 1850». È il documento che più si avvicina a un programma di lezione del metodo magnetico nell'Italia del 1850.
La Parte Prima del programma si apre così:
«1.° Ecciterà il sonno in un istante, a mezzo d'un suo strumento di recente invenzione, senza toccare i Soggetti, volgendo loro le terga, onde non possa supporsi, che addormenti ed intorpidisca cogli occhi; anzi leggerà pure insieme ai Soggetti, ad alta voce, altrettanti libri presentatigli dalla Nobile Assemblea, onde non credasi, che magnetizzi coll'intenzione, come già eseguiva altre volte in Pubblico ed all'Accademia Medico-Fisica in Firenze nel 14 Settembre 1850.»
Lo «strumento di recente invenzione» è descritto nella nota a piè di pagina: i celebri «tubi» di vetro lunghi sei pollici, riempiti di tre sostanze «saturate del mio fluido vitale nerveo», che Consonni paragona a «una bottiglia di Leida» — un serbatoio di fluido magnetico capace di rendere «istantanea ed intensissima l'invasione del sistema nerveo-cerebrale». È proprio su questo punto che Consonni segna la differenza con Lafontaine: il maestro franco-svizzero operava per contatto, mentre Consonni dichiara di aver impiegato, prima dei tubi, «un tempo maggiore di ben sei od otto volte» con i metodi di contatto tradizionali.
Nelle sedute, descritte nelle pagine successive, il programma prevedeva: l'addormentamento istantaneo a distanza; la catalessia e l'insensibilità totale al dolore (gli astanti potevano «pungere e scottare le gote e le orbite» dei soggetti senza reazione); il moto guidato dei soggetti «per mia segreta voce e potenza»; e — con l'accompagnamento al pianoforte del maestro Sborgi — le pose estatiche delle tre giovani soggette, che il pubblico chiamava «le tre Grazie». La parte finale, dedicata alla chiaroveggenza, è la stessa che all'Accademia del 14 settembre 1850 «non si ebbe tempo di esperire».
Significato per la tradizione ISI-CNV
La testimonianza di Consonni completa la mappa storica del Metodo Paret su un punto finora oscuro:
| Fatto documentato | Fonte (Consonni) | Rilievo |
|---|---|---|
| Lafontaine fisicamente attivo a Firenze (1850) | Attestazione Sborgi | Documenta la diffusione italiana del metodo |
| Metodo Lafontaine applicato pubblicamente a società medico-scientifiche | Attestazione giurata 14 set. 1850 | Riconoscimento istituzionale del metodo |
| Testimone oculare di entrambi i magnetizzatori | Dichiarazione G. Sborgi | Prova diretta del rapporto di metodo |
| Consonni innova rispetto a Lafontaine (i «tubi») | Cap. sui tubi/bottiglia di Leida | Evoluzione tecnica della catena italiana |
La catena diventa: Mesmer → du Potet (1820) → Lafontaine (1840) → Consonni (via italiana, 1849–1851) → Donato (1875–1900).
Fonti primarie
Testo OCR per verifica istantanea delle citazioni: Consonni — estratti Lafontaine OCR (archivio OCR_FONTI_WIKI).
Dossier di verifica: ogni affermazione storica di questa pagina è ricondotta a un passaggio testuale nel dossier estratti di fonte primaria su Drive (sezione FONTE C — Consonni, estratti C1–C7: sistema anti-allucinazione, ogni claim verificabile contro la fonte originale).
Fonte digitalizzata nella cartella Drive ISI-CNV:
- Taddeo de' Consonni, La esistenza e spiritualità dell'anima distinta dallo spirito sensitivo... mediante una trentina di pubbliche gratuite accademie (c. 1850–1851, 406 pp.; copia Library of Congress) — PDF Drive
Fonti correlate (cartella Lafontaine):
- Charles Lafontaine, L'Art de Magnétiser ou le Magnétisme Animal (Paris, 1847; ed. citata da Consonni p. 344) — PDF Drive
- Charles Lafontaine, Mémoires d'un magnétiseur, vol. I — PDF Drive
- Charles Lafontaine, Mémoires d'un magnétiseur, vol. II — PDF Drive
Nota filologica: le citazioni di questa pagina derivano dal layer testo del PDF; un OCR ad alta risoluzione (tesseract-ita) è in corso e le trascrizioni verranno raffinate filologicamente in una revisione successiva.
Vedi anche
- Charles Lafontaine — Il Magnetizzatore Franco-Svizzero
- Lafontaine in Inghilterra e Braid — La Tournée del 1841 e l'Origine dell'Ipnotismo
- Metodo Lafontaine nei Materiali ISI-CNV
- Baron du Potet — Il Maestro del Sonnambulismo Magnetico
- Donato — Il Padre della Fascinazione
- La Tradizione Europea dell'Ipnosi — da Mesmer a Paret