Taddeo de' Consonni
Taddeo de' Consonni (attivo a metà Ottocento) fu un mesmerista italiano, allievo di Charles Lafontaine, noto per le numerose «accademie» pubbliche di lucidità mesmerica tenute in Toscana e altrove e per l'opera La esistenza e spiritualità dell'anima distinta dallo spirito sensitivo (Firenze, 1855; prima redazione 1849).
Consonni appartiene alla linea magnetica europea che, partendo da Mesmer e proseguendo con Lafontaine, portò la pratica del magnetismo animale sulle scene pubbliche e nei dibattiti scientifici. La sua figura è interessante per due ragioni: il legame diretto con Lafontaine (lo stesso maestro che, con le sue dimostrazioni, aveva fornito a James Braid l'occasione di formulare l'ipnotismo) e l'aver sostenuto, sulla base degli stati di lucidità sonnambolica, una tesi filosofico-religiosa precisa.
La tesi dell'anima distinta dallo spirito sensitivo
A differenza della maggior parte dei magnetisti, che consideravano il mesmerismo soprattutto come metodo terapeutico, Consonni dichiarava di essersi accorto «pel primo» — sostiene che nessun'opera, «neppure di Lafontaine», l'avesse osservato prima della sua del 1849 — che le crisi sonnamboliche nelle diverse fasi di lucidità potevano offrire lo «spettacolo» di presentare l'«Anima spirituale e pensante, distinta ed al di sopra dello Spirito sensitivo, prodotto del meccanismo dei nostri organi». Su questa base costruì un argomento «filosofico e religioso» contro i materialisti, esposto in pubbliche dimostrazioni «al cospetto dei più intelligenti Naturalisti e personaggi di molte Nazioni».
Le accademie pubbliche e la controversia toscana
Consonni tenne «una quarantina d'Accademie, più o meno solenni» a proprie spese. A Firenze presentò i fenomeni magneto-animali davanti alla Società Medico-Fisica. La commissione di cinque membri nominata dalla Società, pur constatando la riuscita degli esperimenti, li giudicò sospetti di «concertazioni dolosamente prese coi soggetti» — senza però, nota amaramente Consonni, «aver avuto la capacità di indicare ove potesse supporsi il preteso dolo». È la stessa accusa di messinscena (il «compérage») che colpì Donato davanti agli scettici: lo schema della reazione accademica si ripete identico. Consonni rivendicava che, «a forza d'aver dato oltre una quarantina d'Accademie», l'opinione pubblica — «sempre vero giudice sovrano» — si era dichiarata in suo favore.
Il parallelo con Luys: la sensibilità a distanza
Nelle sue pagine Consonni descrive, oltre alla lucidità con istinto dei rimedi, l'«occulto accordo, pel quale l'assente opera per influsso sulla persona o sulla cosa assente» e l'energia per cui l'uomo «col solo gesto o colla sola favella, può in distanza» agire — riprendendo Van Helmont e l'idea di uno «spirito universale». È, trent'anni prima, lo stesso ordine di fenomeni che Luys avrebbe presentato come scoperta sperimentale di laboratorio: si veda Luys e l'Azione a Distanza delle Sostanze. La convergenza non prova l'azione fisica a distanza — entrambe le testimonianze restano spiegabili con la suggestione e l'estrema sensibilità del soggetto — ma documenta la continuità di un'osservazione che la tradizione mesmerica custodiva da tempo.
Voci collegate
- Charles Lafontaine — Il Magnetizzatore Franco-Svizzero
- Luys e l'Azione a Distanza delle Sostanze
- Donato — Il Padre della Fascinazione