Luys e l'Azione a Distanza delle Sostanze
Luys e l'azione a distanza delle sostanze riguarda la più controversa fra le ricerche del neurologo Jules Bernard Luys: l'affermazione che sostanze medicamentose o tossiche, racchiuse in tubi sigillati e avvicinate al corpo del soggetto ipnotizzato senza contatto né ingestione, producessero effetti fisiologici specifici.
Le esperienze
Luys riferiva che, avvicinando al soggetto tubi contenenti diverse sostanze, si ottenevano reazioni caratteristiche: gli alcolici provocavano l'ebbrezza nelle sue varie modalità, l'acqua di lauroceraso uno stato d'estasi religiosa, l'ipeca il vomito, la valeriana «des impulsions à gratter la terre» (impulsi a grattare il suolo, come fa il gatto). L'idea derivava dagli esperimenti di metalloscopia di Bourru e Burot a Rochefort, che avevano osservato l'oro produrre una sensazione di bruciore a una decina di centimetri dalla pelle e l'oppio applicato sul capo indurre un sonno profondo.
Valutazione
Sono fra le esperienze ottocentesche oggi ritenute non riproducibili e spiegabili con la suggestione e l'aspettativa del soggetto. Conservano però un grande interesse storico: mostrano fino a che punto un neurologo accademico fosse disposto a indagare l'estrema sensibilità del soggetto in stato ipnotico, e documentano il clima sperimentale in cui la fascinazione e il magnetismo venivano messi alla prova. La loro fragilità metodologica è anche una lezione di metodo: distinguere ciò che è effetto reale da ciò che è suggerito — la stessa distinzione che Donato faceva fra anestesia magnetica reale e bruciatura solo immaginata.
Un precedente italiano: Taddeo de' Consonni (1855)
È curioso che un'esperienza dello stesso ordine compaia, oltre trent'anni prima di Luys, in un mesmerista italiano: Taddeo de' Consonni, allievo di Charles Lafontaine, nella sua opera La esistenza e spiritualità dell'anima (1855), resoconto di una trentina di pubbliche «accademie» di lucidità mesmerica.
Consonni descrive l'«occulto accordo, pel quale l'assente opera per influsso sulla persona o sulla cosa assente», e afferma che «nell'uomo evvi un'energìa, per la quale col solo gesto o colla sola favella, può in distanza» agire — riprendendo Van Helmont e l'idea di uno «spirito universale». Riferisce inoltre i fenomeni classici della lucidità sonnambolica con istinto dei rimedi e percezione anomala (come il «lucido Willeimer» che «leggeva correntemente ad occhi chiusi qualunque libro»).
La convergenza è significativa: ciò che Luys, neurologo accademico, presentava negli anni 1880 come scoperta sperimentale di laboratorio — la sensibilità del soggetto in stato modificato a stimoli e «sostanze» a distanza — apparteneva già al repertorio della tradizione mesmerica che lo precedeva, dichiarato in termini di «fluido vitale nerveo ossia mesmerico» e di «potere della volontà». Il valore della convergenza non sta nel confermare l'azione fisica a distanza (entrambe le testimonianze restano spiegabili con la suggestione e l'estrema sensibilità del soggetto), ma nel mostrare la continuità di un'osservazione: lo stato di lucidità/fascinazione rende il soggetto sensibile in modi che la scienza ufficiale riscopriva, con stupore, decenni dopo i magnetisti.