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Lo schema verticale di Wirth — simbolismo e geometria

Da Wiki Progetto di Ricerca Metodo Paret.
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Lo schema verticale di Wirth è la lettura simbolica e geometrica dei centri del corpo secondo Oswald Wirth, che nel Symbolisme hermétique dispone i pianeti alchemici lungo l'asse verticale dell'uomo. Oltre alla corrispondenza fra i nove nodi nervosi e i plessi (v. Circuiti comparati), lo schema ammette una lettura grafica dei simboli planetari che ne illumina il senso operativo: un asse centrale ascendente fiancheggiato da due poli laterali.

1. Le due colonne: Sole e Luna

Wirth costruisce il simbolismo su una polarità di due colonne, che oppone e congiunge il Sole e la Luna. Le due serie di corrispondenze sono, nelle sue parole: Sole/Luna = Oro/Argento = Luce diretta/Chiarezza riflessa = Ragione/Immaginazione = Discernere/Credere = Agire/Sentire = Dare/Ricevere = Comandare/Obbedire = Generare/Concepire = Jakin/Bohas (le due colonne del tempio).[1]

Nella lettura dello schema corporeo, ponendo l'attenzione alla Terra in basso (la base, il corpo fisico, la voie sèche che non lascia la terra ferma), si dispongono ai lati il Sole a sinistra e la Luna a destra — i due poli attivo e ricettivo, che ricalcano la lateralità destra/sinistra del corpo.

2. Il Mercurio centrale che sale

Al centro sta il Mercurio, che Wirth riduce all'ideogramma essenziale: «l'elemento centrale di questo segno, il cerchio vuoto, raffigura la sostanza primordiale, universale e necessariamente una». Il Mercurio è l'asse che sale lungo la linea mediana — il principio mobile e mediatore (v. Mercurio Filosofico) che collega i due poli e li innalza. È il corrispondente simbolico del canale centrale, la via dell'ascesa.

3. Giove, la vis imaginativa e l'ascesa totale

Il simbolo di Giove (Zeus) porta in Wirth anche il valore della vis imaginativa, la forza immaginale. Nella lettura dinamica dello schema, quando l'energia sale totalmente — come nell'estasi, o come la Kundalini che ascende — il registro dell'immaginazione discorsiva si riduce: Giove, cioè, diminuisce di molto. L'ascesa piena della forza sospende l'immaginazione ordinaria e la converte in visione diretta. È lo stesso passaggio descritto nel Gruppo di Ur («la forza prese un'altra direzione… dilatazione gaudiosa della coscienza»): al culmine dell'ascesa la vis imaginativa non produce più immagini, ma si risolve in coscienza.

4. Simbolismo e geometria

Wirth insiste che questi simboli non sono etichette arbitrarie ma ideogrammi costruiti geometricamente: cerchio (spirito, sostanza una), croce (materia, i quattro elementi), semicerchio o falce (anima, il ricettivo lunare). I segni planetari combinano questi tre elementi in proporzioni diverse — il Mercurio li contiene tutti e tre (cerchio sormontato dalla falce, posato sulla croce), ed è per questo il simbolo dell'opera completa. Una lettura dello schema corporeo può quindi passare per la geometria dei simboli, oltre che per le corrispondenze anatomiche: la disposizione dei pianeti lungo l'asse è insieme una mappa dei centri e un ideogramma dell'Opera.

Voci correlate

Note

  1. Oswald Wirth, Le Symbolisme hermétique dans ses rapports avec l'alchimie et la franc-maçonnerie, conservato nella Bibliotheca Magnetica: «Soleil / Lune — Or / Argent — Lumière directe / Clarté réfractée — Raison / Imagination — Agir / Sentir — Donner / Recevoir…»