Le Tre Vie — Magia Mistica Yoga

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«Le Tre Vie» è un breve trattato teorico pubblicato nel marzo 1927 sul terzo numero della rivista UR a firma di Abraxa — uno degli pseudonimi del Gruppo, tradizionalmente attribuito a un terzo collaboratore distinto da Evola e Reghini (probabile Giulio Parise). L'articolo presenta in forma sintetica e didattica la tipologia tradizionale dei tre metodi della realizzazione iniziatica: la Via Umida o mistica, la Via Secca o magica, e la Via Tantrica o del «percorso violento». Costituisce uno dei testi-cardine programmatici della rivista, perché stabilisce la cornice dottrinale entro cui collocare tutti gli altri articoli operativi degli anni successivi.

Nel pensiero della Scuola Paret-ISI-CNV, l'articolo di Abraxa rappresenta una delle sintesi tipologiche più chiare mai prodotte in italiano sui metodi della tradizione iniziatica, e fornisce le coordinate per riconoscere a quale via appartenga ciascuna pratica — esercizio, rituale, esperienza — che l'iniziato incontra nel proprio percorso. La distinzione fra le tre vie non è esclusiva (un iniziato può attraversarle successivamente o utilizzarle alternativamente), ma è operativamente decisiva: ciascuna richiede una qualità d'animo e una preparazione differenti, e i metodi appropriati a una via possono essere distruttivi se applicati al temperamento sbagliato.

I. Il principio comune: creare l'esser-due

Per Abraxa, il segreto comune delle tre vie sta in un'unica operazione preliminare: «creare in te un esser-due». L'autore lo formula con grande precisione tecnica:

«Devi distaccare — prima immaginandolo e poi realizzandolo — un principio superiore, che si opponga in blocco a tutto che abitualmente autoriferisci — vita istintiva, pensiero, sentimento — che lo controlli contempli e misuri in chiaro sapere momento per momento. Sarete in due: te dinanzi l'«altro» — e conoscerai il significato dei «dialoghi interiori», l'interiore comandare ed obbedire, l'interiore chiedere ed ottenere consiglio.»

L'opera, in definitiva, consiste in un «capovolgimento»: fare dell'«altro» il «me», e del «me» l'«altro». A seconda che il principio agente (la coscienza attiva dell'operatore) sappia porsi nell'uno o nell'altro dei due principi, si determina la differenza fra le tre vie. Questa operazione preliminare — creare la dualità interna come premessa di ogni successivo lavoro — è la stessa che ricorre in tutte le tradizioni operative del cluster wiki: lo sdoppiamento della tradizione ipnotico-magnetica, il «testimone» della tradizione yogica, l'«Augenblick» dei mistici tedeschi, il risveglio del Caduceo degli ermetisti, l'hypostasis neoplatonica.

II. La Via Umida — il metodo mistico

La Via Umida — detta anche mistica — è quella in cui il principio agente resta nella parte inferiore (anima, sentimento, desiderio, bisogno) e si tende verso l'«altro» (il Cristo, il Maestro, la Divinità, l'Assoluto) in un rapporto di amore, di abbandono, di rinuncia, di adorazione. È la via classica della mistica cristiana, del bhakti-yoga indiano, del sufismo amoroso, dell'amor dei intellettualis spinoziano. Abraxa la descrive con queste parole:

«L'io [del mistico] non vi si trasforma; resta invece nella parte femminile fatta di desiderio di bisogno di sete e come anima tende a Lui in uno slancio di rinuncia, di amore, di adorazione, di dedizione completa. Sui juris non esse, morire completamente alla propria volontà, darsi a Dio con interna umiltà e povertà, consacrandogli ogni atto con pura fede, nulla volendo per sé.»

L'articolo identifica tre limiti strutturali di questa via, che la rendono incompiuta dal punto di vista della tradizione esoterica integrale:

  1. La permanenza del dualismo: nell'unione propria all'amore l'amato e l'amante comunicano ma restano persone distinte, mancando dell'identità; «così anche ai vertici della teologia mistica cristiana vedrai sussistere un dualismo, che raramente dà luogo alla vera trasformazione secondo sostanza nell'«altro»»
  2. Il carattere passivo e dipendente: il rapporto di desiderio e di amore «è negativo e dipendente, ha carattere di bisogno; e capovolgerlo nell'essenza puramente affermativa, centrale, sufficiente, delle nature solari, richiede un salto di qualità e un ardire, a cui la natura della precedente mortificazione crea, nel mistico, una seria pregiudiziale»
  3. Lo stato di rivelazione invece di integrazione: «gli stati trascendenti appaiono in una situazione di rivelazione: tu non resti integrato in essi, ma passivo e sradicato sotto la loro percuotente potenza di miracolo». Abraxa cita Ruysbroek: «Un mare immenso, fatto di fiamme ardenti e bianche, ove brucia la creazione risolta in fuoco; il fuoco è immobile, ardente su se stesso» — e La Luce sul Sentiero § 12: «Entrerai nella Luce, ma mai toccherai la Fiamma»

La Via Umida ha quindi un suo grande valore — è la via dei santi cristiani, dei bhakta indiani — ma non realizza pienamente, secondo Abraxa, ciò che la tradizione iniziatica integrale chiama identità: l'amato resta «altro», la Fiamma resta intoccata. È la via dell'Albedo senza Rubedo, dell'unione contemplativa senza la trasmutazione totale.

III. La Via Tantrica — il sentiero dell'autoeccesso

La Via Tantrica (o dionisiaca, o del percorso violento) opera invece per esasperazione sino all'autoeccesso delle energie della natura inferiore. È la «via tragica, sacrificale, l'estatismo violento ed orgiastico dionisiaco». Abraxa rimanda esplicitamente alle altre opere di Evola che la documentano in modo approfondito:

«In Evola, nel suo scritto su Dioniso pubblicato da «Ignis», come anche in ciò che espone sui Tantras nel suo «L'Uomo come potenza», potrai trovare le migliori indicazioni in proposito.»

Questa via funziona per sopraffazione del piano inferiore mediante un'intensificazione tale che esso si rompe e libera l'energia superiore. È la via che ha richiesto sempre — nelle scuole tantriche autentiche, nei misteri dionisiaci dell'antichità, nei riti orgiastici di certe tradizioni siriache e fenicie — una direzione iniziatica ferrissima per non degenerare nella semplice dissoluzione. Abraxa la nomina ma — programmaticamente — non vi insiste, indicando che non è la via principale della rivista né del lavoro suggerito ai lettori. Per la Scuola Paret-ISI-CNV, è la via di cui parlano Lo Yoga della Potenza di Evola, Cavalcare la Tigre di Evola e, sotto altri linguaggi, certe correnti del magnetismo iniziatico settecentesco.

IV. La Via Secca — il metodo magico-solare

La Via Secca — chiamata anche solare o magica — è il metodo proprio del Gruppo di UR e quello che Abraxa espone più dettagliatamente, con istruzioni operative concrete. Il principio fondamentale è di portarsi consapevolmente e volitivamente nella parte superiore del proprio essere, identificandosi al principio superiore e sussistente, e di fortificarlo progressivamente fino a renderlo padrone dell'intero essere:

«Creerai non inconsapevolmente e passivamente come fa il mistico, ma consapevolmente e volitivamente, una dualità nell'essere tuo; ti porterai quindi direttamente nella parte superiore, ti identificherai a quel principio superiore e sussistente. Lentamente, ma sempre più, fortificherai cotesto «altro», che sei tu stesso, gli creerai supremazia, finché possa tenere sotto di sé e disporre interamente di tutte le potenze della parte naturale.»

La Via Secca richiede una disciplina specifica che Abraxa descrive nei suoi elementi:

  1. Disciplina di forza e di sobrietàsenza alcuna intenzione «morale», religiosa o utilitaria, e senza alcuna credenza o filosofia preconcetta. La purificazione qui non è penitenza ma costruzione strutturale del nucleo superiore
  2. Riferimento al buddhismo primitivo come modello disciplinare di partenza: lo scopo è creare «un equilibrio, una fermezza, la qualità di una vita padrona di sé, libera rispetto a sé, detersa da quella «mania» (taṇhā) che è l'istintività»
  3. Solo dopo la costituzione del nucleo, l'uso eventuale di «acque corrosive»: l'espressione alchemica per i metodi violenti (sostanze tossiche, uso di vino e di donna, sospensione del respiro) — che presuppongono il nucleo fisso e che senza di esso «per dissoluzione ti condurrebbero non sopra ma sotto la condizione di uomo». Avvertenza tecnica fondamentale: i metodi tantrici applicati senza la preparazione magica preliminare sono distruttivi, come molti casi storici hanno dimostrato
  4. Trasformazioni provocate con metodo diretto, ma sempre con il principio che «tutto l'essere, pronto, duttile, si riafferma, digerisce e si fa digerire e sale intero, nulla lasciando indietro». L'immagine usata da Abraxa è quella del nuotatore: «al modo stesso di un nuotatore che colga la corsa di una onda, l'assuma e si faccia portare da essa; ma dove giunge egli stesso giunge e a sé si ricongiunge, restando affermativo, duro, centrale»

Il compimento della Via Secca è descritto da Abraxa in termini straordinariamente precisi, che la Scuola riconosce come fedele descrizione di uno stato realizzato effettivo:

«La natura solare ed aurea in te allora potrà rompere l'equilibrio ed essere la più forte: allora l'altro — il tuo io, i tuoi sensi, la tua mente — sarà sotto di te. Ed allora potrai anche sospenderli: renderli inerti, neutralizzati, fissati: è il Silenzio, l'«estinzione della mania», il dissiparsi della nebbia. Allora nel tuo occhio deterso, rischiarato, celeste, sovraterreno, lampeggerà la visione ciclica, titanica, integrale: vedrai la tua essenza trascendentale, il destino degli esseri e delle cose tutte e il regno di «Coloro che sono». Concepirai il modo dell'atto allo stato libero, del moto immateriale agente fuori di ogni spazio o corpo con una rapidità creativa senza tempo. Si amalgamerà, il centro in te, con la natura universa non-diveniente, e da essa ritrarrà una virtù divina che si muta in poteri miracolosi. Potrai volgerti, allora, alla conoscenza dei Nomi ed alle nozze con le «case» e con i «pianeti». Sarai iniziato.»

V. La tipologia nel cluster della Scuola

Lo schema delle tre vie di Abraxa ha un'enorme utilità diagnostica nel lavoro della Scuola Paret-ISI-CNV, perché permette di riconoscere a quale modalità appartenga ciascuna pratica trasmessa e di indirizzare l'allievo verso il metodo più conforme alla sua qualità interiore. Schematicamente:

L'articolo «Le Tre Vie» ha quindi una funzione di mappa: consente all'iniziato di sapere dove si trova, cosa sta facendo, verso cosa va, e quali metodi gli sono adatti. Per questo, nel pensiero della Scuola, esso è considerato uno dei testi propedeutici essenziali che ogni allievo serio del lavoro ermetico dovrebbe avere chiari prima di addentrarsi nelle pratiche specifiche.

VI. Bibliografia

  • Abraxa, Le Tre Vie, in UR — Rivista di indirizzi per una Scienza dell'Io, anno I, fascicolo 3 (marzo 1927), pp. 45-49 — fonte primaria
  • Julius Evola, Dioniso, in Ignis (1925) — fonte indicata da Abraxa per la via tantrica
  • Julius Evola, L'Uomo come potenza. I Tantra nella loro metafisica e nei loro metodi di autorealizzazione magica, Atanòr, Roma 1926 (poi Lo Yoga della potenza, 1949) — fonte indicata da Abraxa
  • Julius Evola (a cura del Gruppo di UR), Introduzione alla Magia, voll. 1-3, Bocca/Scheiwiller/Edizioni Mediterranee, 1955-1971 — la raccolta antologica
  • Jan Marcel Maria Ruysbroek, Opera omnia, ed. Surius (citato testualmente da Abraxa)
  • La Luce sul Sentiero (Mabel Collins, 1885), § 12 (citato da Abraxa per la differenza Luce/Fiamma)

Vedi anche