Ipnosi Terapeutica via Radio e TV — Metodo Di Pisa

Il Prof. Erminio Di Pisa dedica il Capitolo 6 del suo libro L'Ipnosi dalla A alla Zeta all'ipnosi terapeutica praticata a distanza attraverso la radio e la televisione. È una delle sezioni più originali e anticipatrici del libro: Di Pisa dimostra che il potere terapeutico dell'ipnosi non richiede la presenza fisica dell'operatore.
Il capitolo si apre con una affermazione netta: «L'ipnosi mediante la radio è indubbiamente valida ed efficace anche se sono troppo pochi in Italia i medici ed i professionisti capaci di praticarla. Numerosi ricercatori europei, russi ed americani hanno stabilito che è possibile ipnotizzare a distanza per fini terapeutici con ottimi risultati.»
Contesto e indicazioni cliniche
Il campo di applicazione principale indicato da Di Pisa è l'insonnia da abuso di sonniferi, ma il capitolo si allarga a qualsiasi disturbo fisico doloroso: artrosi, dolori alle ginocchia, testa, spalle, braccia e piedi, atrofia muscolare, paresi non conseguenti a emorragia cerebrale, angina pectoris, noduli al seno. Di Pisa insiste su un punto psicologico fondamentale: «I risultati dipenderanno esclusivamente dagli operatori, essendo fin troppo evidente che la suggestionabilità di una persona varia secondo l'abilità, l'elasticità psicologica e la potenza che il suggestionatore ha sviluppato nell'arte di impressionare.»
Per l'insonnia specifica, la seduta va effettuata verso le 23, convincendo i malati che nessun suono o rumore potrà svegliarli. Di Pisa cita anche cliniche europee che usano saloni speciali nella parte più tranquilla dell'edificio, con sedute collettive da 45 minuti e sedute singole da 25 minuti, sempre alla stessa ora e nello stesso posto, in penombra.
La tecnica via Radio: istruzioni precise
Di Pisa riporta nel libro il testo esatto dell'induzione radiofonica. Il paziente a casa deve abbassare le tapparelle per creare penombra, allontanare le persone che potrebbero disturbare, sedersi comodamente su una poltrona o sedia senza accavallare le gambe, con le braccia distese, le palme delle mani appoggiate all'interno delle cosce. Poi chiude gli occhi e si concentra intensamente sulla sede del suo male — se ha dolore al fegato, sul fegato; se alla cervicale, sul collo; se al ginocchio, mette la mano opposta sul ginocchio.
L'operatore usa un conteggio da uno a tre costruito interamente sulla sensazione di calore:
- «Uno! Una forte sensazione di calore... di formicolio raggiunge la vostra testa e scende lentamente lungo le spalle, le braccia, le mani, l'addome, la schiena, le cosce, le ginocchia, le gambe, i piedi riscaldando le vostre parti ammalate. Tutto il vostro corpo è avvolto completamente da questa forte e piacevole sensazione di calore dalla testa ai piedi.»
- «Due! Il calore diventa sempre più forte... Più forte... fortissimo! Tutto il vostro corpo è avvolto da questa sensazione di forte calore. Più il calore aumenta... più i dolori svaniscono. Scompaiono i dolori mentre il caldo aumenta.»
- «Tre! Il calore ora è fortissimo, ogni vostro disturbo non ha più ora bisogno di esistere... state bene... benissimo... tranquilli, sereni e rilassati. Aprite gli occhi! Bene: i vostri mali sono finiti!»
Al termine, Di Pisa invita gli ascoltatori guariti a telefonare in diretta per confermare l'avvenuta riuscita.
Il meccanismo psicologico: perché funziona
Di Pisa spiega con chiarezza il meccanismo sottostante: «Per eliminare il dolore, dovrete riportare l'attenzione su un altro punto, relegare il male fuori dal campo cosciente ed invitarlo nel profondo dell'inconscio. L'analgesia è provocata col suggerire al malato l'apparizione di una sensazione di calore nella parte dolorante. Il paziente aspetta l'apparizione del fenomeno, l'attenzione è sviata. Il calore in sé stesso provoca la decontrazione dei vasi sanguigni, creando uno stato di calma e distensione. Affermerete poi che, più il calore aumenterà, più il dolore diminuirà. I cambiamenti sensoriali ottenuti provocano l'analgesia. Il male non c'è più per l'infinita possibilità immaginativa dell'uomo che raggiunge ed influenza anche i suoi organi.»
Questo è il nucleo teorico: non si sopprime il dolore direttamente, si sostituisce la percezione con una sensazione alternativa (il calore), e il corpo risponde fisiologicamente con vasodilatazione e rilassamento muscolare.
La variante televisiva: la fascinazione attraverso lo schermo
Per la televisione, Di Pisa aggiunge un elemento che cambia radicalmente la tecnica: lo sguardo. Il telespettatore deve tenere gli occhi fissi sullo sguardo dell'operatore attraverso lo schermo, senza smettere di guardarlo neppure per un secondo, posizionandosi a circa un metro e mezzo dal teleschermo, con la parte malata scoperta.
La sequenza televisiva si articola così:
- Fascinazione iniziale di circa quaranta secondi: il telespettatore fissa lo sguardo dell'operatore in TV mentre si concentra sulla sede del male
- Chiusura degli occhi su comando
- Conteggio 1-3 con le stesse suggestioni di calore della radio
Di Pisa è esplicito sulla superiorità della TV rispetto alla radio: «In Televisione sarà molto più facile.» Il motivo è evidente: la fascinazione visiva attraverso lo sguardo potenzia enormemente la ricettività del soggetto prima ancora che le suggestioni verbali inizino.
Per i casi individuali in diretta telefonica, Di Pisa indica la procedura semplificata: «Mi guardi negli occhi (Fascinazione)... Chiuda gli occhi! Una forte sensazione di calore raggiunge la sua parte malata...» e poi la stessa progressione. Con i telespettatori già conosciuti e abituati all'operatore, aggiunge, il calore entrerà automaticamente perché si aspettano già il fenomeno: «Quando i telespettatori vi conosceranno, il calore entrerà in loro automaticamente, perché vi hanno già visto, vi conoscono bene e si aspettano il fenomeno. Potrete, con molta pratica, evitare il conteggio dall'uno al tre.»
Una visione anticipatrice
Questa tecnica dimostra che Di Pisa concepiva già negli anni '70-'80 quello che oggi chiameremmo ipnosi online o terapia a distanza. Lo sguardo non è per lui limitato alla presenza fisica: si trasmette attraverso lo schermo, crea un legame reale tra operatore e soggetto, e produce effetti fisiologici misurabili. È una visione che anticipa di decenni ciò che la ricerca moderna sta riscoprendo sulla neurobiologia dello sguardo e del contatto visivo mediato.
Radici nella tradizione: Ceccarelli e Di Pisa
Di Pisa chiude il capitolo ricordando i tipi di musica usati dai tre metodi dell'ipnosi collettiva:
- Dominique Webb: Bolero di Ravel
- Enrico Ceccarelli: Ninna Nanna di Brahms e Chiaro di Luna di Beethoven
- Erminio Di Pisa: Oxigène di Jean Jarre e Magnetic Fields di Jean Jarre (solo per la catalessi di massa)
Evoluzione nel Method Paret: la Palla di Luce
Il Dr. Marco Paret ha sviluppato la Palla di Luce come evoluzione diretta di questa tecnica. La differenza fondamentale sta nella struttura: mentre Di Pisa usa la fascinazione televisiva come preludio di quaranta secondi, per poi far chiudere gli occhi al soggetto e procedere con le suggestioni verbali, il Dr. Paret realizza l'intera sequenza terapeutica ad occhi aperti, in piena fascinazione, senza interruzione. È la fascinazione terapeutica nella sua forma più pura, che porta a compimento quanto Di Pisa aveva intuito: lo sguardo stesso è il vettore terapeutico, non solo l'introduzione ad esso.
Fonte
- Prof. Erminio Di Pisa, L'Ipnosi dalla A alla Zeta, Capitolo 6: «Ipnosi terapeutica via Radio e TV»