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Il Martinismo/fr

Da Wiki Methode Paret.

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Il Martinismo è il ramo della tradizione iniziatica francese che prende il nome da Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803), detto «le Philosophe Inconnu» (il Filosofo Incognito). Originariamente dérivato dall'Ordine teurgico di Martines de Pasqually (1727-1774) — gli Élus-Coëns — di cui Saint-Martin fu segretario, il Martinismo se ne distingue per la scelta interiore di Saint-Martin: l'abbandono progressivo della pratica teurgica cerimoniale a favore di una via interna fondata sull'orazione, la lettura dei mistici, e in particolare l'opera di Jacob Boehme (1575-1624), il teosofo di Görlitz che Saint-Martin assume come «secondo maestro postumo».

I. La doppia origine settecentesca: Pasqually e Saint-Martin

Martines de Pasqually e l'Ordre des Élus-Coëns

Trattazione estesa nella pagina Martines de Pasqually e la Reintegrazione. In sintesi: Pasqually fonda nel 1761 l'Ordre des Chevaliers Maçons Élus-Coëns de l'Univers, sistema teurgico-cavalleresco fondato sul Trattato della Reintegrazione degli Esseri (composto fra 1770-72) e su un complesso di operazioni rituali finalizzate al ricontatto con l'«Eone» divino — riconducendo l'uomo, attraverso la teurgia, allo stato edenico anteriore alla Caduta. Il sistema di Pasqually è eminentemente cerimoniale (invocazioni, fumigazioni, segni, suoni, paramenti).

Louis-Claude de Saint-Martin e il «secondo maestro postumo» Jacob Boehme

Saint-Martin entra al servizio di Pasqually come segretario nel 1768, riceve l'iniziazione completa al sistema, ma progressivamente se ne distacca. Dopo la morte di Pasqually (1774) e i viaggi di formazione in Europa (Inghilterra, Italia, Svizzera, Germania), Saint-Martin scopre l'opera di Jacob Boehme e ne diventa il principale traduttore francese (le Considerazioni filosofiche sulla natura, L'Aurora nascente, ecc.). Boehme è il secondo maestro postumo che Saint-Martin assume.

La «via interna» di Saint-Martin si caratterizza per:

  • Rifiuto della pratica cerimoniale — Saint-Martin non «pratica» più gli operazioni teurgiche di Pasqually
  • Orazione interiore (la «via cardiaca» così chiamata più tardi da Papus, la «via interna» nel lessico di Saint-Martin stesso)
  • Lettura dei mistici (Boehme, Eckartshausen, Pasqually stesso, ma in chiave personale)
  • Comunicazione spirituale attraverso scritti diffusi a una rete di corrispondenti
  • «La mia setta è la Provvidenza» — formula celebre di Saint-Martin che esprime il rifiuto di ogni esclusivismo settario

Saint-Martin pubblica fra il 1775 e il 1802: Des Erreurs et de la Vérité (1775, sotto lo pseudonimo «le Philosophe Inconnu»), Tableau Naturel des Rapports qui existent entre Dieu, l'Homme et l'Univers (1782), L'Homme de Désir (1790), Le Nouvel Homme (1792), Le Ministère de l'Homme-Esprit (1802) — costituendo un corpus mistico-iniziatico autonomo, in tensione produttiva con la tradizione operativa di Pasqually.

Willermoz e il ramo «scozzese rettificato»

Vedere trattazione in Jean-Baptiste Willermoz, Convento di Wilhelmsbad e Stretta Osservanza Templare. In breve: Jean-Baptiste Willermoz (1730-1824) prende un'altra via dalla riserva di Pasqually — invece di interiorizzare (come Saint-Martin), Willermoz massonizza e cavalierizza l'eredità degli Élus-Coëns, fondando al Convento di Wilhelmsbad (1782) il Régime Écossais Rectifié (RER) il cui grado supremo è il Chevalier Bienfaisant de la Cité Sainte (CBCS) — l'incarnazione moderna del cavaliere del Graal cristiano-templare.

Le tre vie dell'eredità di Pasqually:

  • Saint-Martin → via interna, futura matrice del «Martinismo» propriamente detto
  • Willermoz → via cavalleresco-massonica, RER, gradi templari
  • Élus-Coëns superstiti → tentativi di mantenere la pratica teurgica originaria (con varia fortuna)

II. Papus e la rifondazione dell'Ordre Martiniste (Belle Époque)

Saint-Martin non fonda mai un ordine. Trasmette, scrive, corrisponde. La «filiazione» di chi si dichiara «martinista» fra il 1810 e il 1880 è di lettura e di affinità, non di trasmissione iniziatica formale.

Gérard Encausse (1865-1916), in arte Papus, studente di medicina all'apogeo dell'occultismo francese (1887-1891), fonda un piccolo cerchio iniziatico che chiamerà Ordre Martiniste — il primo del suo genere, di forma rituale semplice. La filiazione di Papus al Saint-Martin storico è controversa sul piano storico (Papus afferma una trasmissione attraverso Henri Delaage, in modi che gli storiografi posteriori non hanno potuto verificare in modo concludente), ma di desiderio nel senso che Robert Amadou ha precisato un secolo dopo: la filiazione vera è la comunità di intenzione spirituale, non solo la catena documentale.

Papus organizza l'Ordre Martiniste con:

  • Tre gradi (Associato, Iniziato, Superior Inconnu)
  • Rituale semplice di incontro e accoglienza
  • Maschera, mantello e cordone come simboli rituali (cfr. sez. IV)
  • Filosofia che combina la mistica di Saint-Martin, l'occultismo francese del XIX secolo (Éliphas Lévi), la kabbala cristiana, alcuni elementi rosicruciani e templari
  • Apertura femminile — l'Ordre accoglie donne come iniziatrici, scelta rivoluzionaria per l'epoca
  • Inserzione nel quadro dei «Compagnons de la Hiérophanie» (i pari di Papus: Stanislas de Guaita, Joséphin Péladan, Oswald Wirth)

Papus pubblica una vasta opera divulgativa — Traité méthodique de Science Occulte (1891), Le Tarot des Bohémiens (1889), Martinésisme, Willermosisme, Martinisme et Franc-Maçonnerie (1899) — che diffonde il Martinismo nella Belle Époque e ne fa una corrente attiva, presente, riconosciuta.

III. Robert Ambelain e la terza generazione (Novecento)

Robert Ambelain (1907-1997) — iniziato martinista nel settembre 1942 nel pieno dell'occupazione nazista in Francia — diventa il principale animatore della «terza generazione» martinista del XX secolo. Sotto la sua guida e quella di Robert Amadou (1924-2006), il Martinismo francese conosce «un'irradiazione mai raggiunta» (formula di Serge Caillet nella prefazione al libro di Boyer).

La «terza generazione» raccoglie autori e iniziatori come Robert Amadou (storico del martinismo, traduttore di Pasqually, custode della filiazione), Armand Toussaint, Jean-Louis Larroque, Claude Bruley, Serge Caillet (curatore della prefazione al libro di Boyer del 2012). La «quarta generazione» contemporanea include autori come Rémi Boyer stesso, iniziato martinista da Robert Amadou il 23 maggio 1994.

Tappa importante di questa generazione: i colloqui Arc-en-ciel (1987-89) progettati da Boyer + il Gruppo di Tebe (poi rallentato per esigenze di discrezione e silenzio iniziatico).

IV. I tre simboli rituali: Maschera, Mantello, Silenzio

I tre simboli centrali del rituale martinista — la maschera, il mantello, il cordone (con il silenzio) — costituiscono una formula operativa del Risveglio nella lettura sviluppata da Rémi Boyer nel suo Maschera, Mantello e Silenzio: Il Martinismo come Via di Risveglio (Gruppo Editoriale, 2012; traduzione italiana di Natalia Dulap; prefazione di Serge Caillet).

La Maschera

La maschera ricoperta dall'iniziato martinista non è dissimulazione esterna ma distacco dall'identità ordinaria. L'iniziato «porta una maschera» perché non è la sua personalità sociale, la sua biografia, il suo ruolo. La formula rituale: «Con questa maschera, la tua vita mondana scompare. Si diventa un estraneo fra gli altri estranei». Convergenza con la deconcettualizzazione moderna nella sua identificazione della «False Self» (l'io condizionato delle adesioni multiple, dei piccoli «io», dei modelli che compongono una pseudo-coerenza biografica).

Punto operativo: la maschera è allusione tecnica alla nostra «situazione attuale»: siamo già mascherati nella vita ordinaria, e abbiamo confuso questa maschera (la persona condizionata) con la nostra identità. Indossare la maschera rituale ci ricorda che siamo senza nome — eravamo prima di essere nominati, saremo dopo che il nostro nome sarà cancellato.

Il Mantello

Il mantello ha doppio significato:

  • Presso gli Élus-Cohen (eredità di Pasqually) simboleggia la funzione del cavaliere-iniziato
  • Nella lettura martinista più ampia, il mantello rinvia al Corpo di Gloria (cfr. La Doctrine du Corps Immortel di Robert Giudicelli, ed. ARMA-Édire 1988) e al mantello di luce dell'iniziato compiuto. Lo stesso del «mantello dei maestri passati»: i maestri della catena (Pasqually, Saint-Martin, Willermoz, Papus, Ambelain, Amadou) sono «capicordata» simbolicamente presenti durante il rituale

Punto-cardine boyeriano: «Il mio mantello di carnale nasconde il mio mantello di fuoco, che è anche luce. Poiché la materia è illusoria, come è illusorio questo corpo di carne da cui sono avvolto come un mantello. Il nostro reale quaggiù non è che un'immagine». La pratica martinista lavora alla progressiva sostituzione del mantello carnale percepito come «io» con il mantello luminoso che è il «Sé» reale.

Il Silenzio

Il silenzio è il terzo simbolo. Operativamente:

  • Silenzio rituale — momenti di pausa nei rituali in cui «si osservano le possibili manifestazioni della fiamma»
  • Silenzio iniziatico (la «cautela» tradizionale) — protezione dell'opera in corso, riserva nelle relazioni esterne
  • Silenzio del Verbo — «quando il Verbo si fa silenzio e si ritira dal mondo per...». Il silenzio non è assenza ma espressione della Coscienza che non si manifesta in parola
  • Maschera è segreto, mantello è silenzio e cautela — formula sintetica boyeriana

Convergenza significativa con Arpocrate (dio greco-egizio del silenzio iniziatico) usato come emblema nei frontespizi di Athanasius Kircher nel '600.

V. La filiazione martinista come catena spirituale

Boyer (2012) sintetizza la catena dei Maestri Passati del Martinismo:

  1. Prima generazione (Settecento)Martines de Pasqually (1727-1774), Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803), Jean-Baptiste Willermoz (1730-1824)
  2. Seconda generazione (Belle Époque)Papus (Gérard Encausse, 1865-1916), i «Compagni della Ierofania» (Stanislas de Guaita, Joséphin Péladan, Oswald Wirth, Sédir, ecc.)
  3. Terza generazione (Novecento)Robert Ambelain (1907-1997), Robert Amadou (1924-2006), Armand Toussaint, Jean-Louis Larroque, Claude Bruley
  4. Quarta generazione (contemporanea) — autori e iniziatori francesi attivi dalla fine del XX secolo

Punto-cardine di Robert Amadou ripreso da Boyer: la «filiazione di desiderio» è la vera filiazione martinista. Anche se la catena cronologica-rituale può essere contestata storicamente, la comunità di intenzione spirituale fra Saint-Martin e i martinisti contemporanei è reale nella misura in cui i secondi realmente desiderano percorrere la via interna che Saint-Martin ha indicato.

VI. Martinismo come «Via di Risveglio»

Il sottotitolo del libro di Boyer — «Il Martinismo come Via di Risveglio» — esprime la lettura sintetica del Martinismo come una delle vie del tema-asse Il Risveglio del cluster wiki.

Connessioni con la tabella delle 6 tradizioni × 4 fasi della sez. VIII-bis di Il Risveglio:

Fase Il Risveglio Articolazione martinista
Fase 1 (nigredo, presenza ordinaria) Conversione iniziale, abbandono della «personnalité mondaine», entrata nell'orazione
Fase 2 (albedo, lavoro sui corpi sottili) Operazioni teurgiche (Élus-Coëns) + via interna di Saint-Martin (lettura, orazione, ascesi)
Fase 3 (rubedo, uomo presente stabilizzato) Sostituzione progressiva del «mantello carnale» col «mantello di luce» — diventare «Homme de Désir»
Fase 4 (illuminazione, dissoluzione) «Homme-Esprit» di Saint-Martin (titolo dell'ultima opera, 1802) — il Verbo che si fa silenzio

I titoli stessi delle quattro opere maggiori di Saint-Martin documentano il percorso: L'Homme de Désir (1790) → Le Nouvel Homme (1792) → Le Ministère de l'Homme-Esprit (1802). Tre stadi dell'uomo: l'uomo del desiderio (chi si è messo in cammino), l'uomo nuovo (chi è rinato), l'uomo-spirito (chi è diventato «ministro» dello Spirito).

VII. Il Martinismo nel cluster wiki

Il Martinismo è uno dei punti di convergenza del cluster wiki perché lega:

La Scuola Paret-ISI-CNV opera primariamente nella linea ermetico-magnetica italiana (Aurea Rosacroce → Régime di Napoli → Ordine Osirideo Egizio → Kremmerz) ma dialoga con la corrente martinista francofona, riconoscendovi una via parallela di alta qualità operativa che condivide la meta (il Risveglio) pur differendo sui metodi (la via interna martinista è meno corporea-pratica della via kremmerziana, più contemplativo-orazionale).


VIII. Il magnetismo come ispirazione: il percorso Mesmer → Barberin → Lione martinista

Sezione costruita seguendo la ricostruzione storica documentata da Marco Paret in History of Hypnotism, Animal Magnetism and Instant Healings (manoscritto inedito, ISI-CNV) — fonte autoritativa della Scuola sulla storia del magnetismo. La sezione restituisce il quadro storico-iniziatico che la storiografia accademica successiva ha occultato (cfr. sez. X).

Asse trasversale costitutivo per il cluster wiki: il magnetismo animale di Franz Anton Mesmer (1734-1815), pubblicato nel 1779, non è una corrente parallela accanto al martinismo nascente: è il ramo magnetico interno della rete delle Logge lionesi La Bienfaisance di Willermoz. Lione, fra il 1780 e il 1789 ca., è il crogiolo storicamente documentato dove Élus-Coëns di Pasqually + Régime Écossais Rectifié nascente di Willermoz + Mesmerismo attraverso Barberin convergono negli stessi uomini.

Il quadro storico-geografico: Lione 1773-1789

Dopo la morte di Pasqually (1774), Lione diventa il centro operativo della tradizione martinésiste. La loggia La Bienfaisance di Willermoz raccoglie fra 1773 e 1775 la cerchia interna in «conferenze-seminari» per approfondire la dottrina di Pasqually — Saint-Martin vi partecipa attivamente e proprio in questo periodo lionese scrive il suo primo libro Des Erreurs et de la Vérité (1775, pubblicato a Lione presso Jean-André Périsse-Duluc sotto lo pseudonimo «le Philosophe Inconnu»).

Parallelamente, Mesmer pubblica nel 1779 il suo Mémoire sur la découverte du magnétisme animal a Parigi. Il magnetismo animale si diffonde rapidamente — il lionese Nicolas Bergasse (1750-1832) diventa discepolo di Mesmer nel 1781 e ne scriverà la sistematizzazione filosofica Considérations sur le magnétisme animal (1784).

La «Scuola Barberinista» di magnetismo animale

Punto-cardine documentato da Marco Paret in History of Hypnotism: la corrente magnetica lionese ha un nome storico esplicito. Non è correttamente descritta come «spiritualisti» generici (formulazione usata in modo retrospettivo) ma come Scuola Barberinista (Barberinist school of animal magnetism).

Citazione testuale dalla fonte autoritativa:

«De Barberin and Saint Martin developed the doctrines and the practices of what came to be called the Barberinist school of animal magnetism. [...] The Barberinist school merged and became the magnetic branch of a network of masonic lodges (La Bienfaisance) in which an important figure was J.B. Willermoz (1730-1824), disciple of Martinez de Pasqually. Another member was L.C. de Saint Martin (1743-1803) who later became known as the "Unknown Philosopher"».

Punti tecnici precisi:

  • Il fondatore-eponimo è il Chevalier de Barberin (Alexandre-Pierre-Louis de Barberin du Bost), allievo diretto di Mesmer, magnetista lionese attivo negli anni 1780
  • Saint-Martin non è solo membro passivo: è co-sviluppatore delle dottrine e delle pratiche della scuola insieme a Barberin
  • Willermoz è figura centrale della rete delle logge La Bienfaisance: la scuola barberinista si fonde con questo network e ne diventa il ramo magnetico
  • Il magnetismo non è dunque una corrente che si aggiunge al martinismo lionese: è il martinismo lionese nella sua dimensione operativa magnetica

La tecnica magnetica della Scuola Barberinista

Documentazione tecnica da Marco Paret, History of Hypnotism:

«The Chevalier de Barberin magnetized his subjects both by manipulations and will, but in most instances, the effects he produced threw the patients into that state now known as trance and ecstasy. Visions of the most exalted character followed. The lucids described scenes and personae in the other world; traversed the regions of disembodied souls, and only returned to earth reluctantly, to relate their aerial flights to wondering listeners».

Caratteristiche distintive della tecnica barberinista:

  • Doppia modalità di magnetizzazione: manipolazioni fisiche (passes, imposizione delle mani, contatti) + volontà (atto puramente mentale dell'operatore)
  • Effetto-tipo: stato di trance + estasi (non solo terapia somatica)
  • Fenomeni associati: visioni di carattere esaltato, i «lucidi» (somnambuli lucidi) descrivono scene e persone dell'altro mondo, percorrono le regioni delle anime disincarnate
  • Funzione iniziatica: il magnetismo barberinista è contemporaneamente terapia + via di apertura iniziatica verso piani sottili. Non si limita alla cura del corpo

La distinzione storica: Spiritualisti vs Experimentalists

Punto storiografico importante documentato da Marco Paret citando The Continental Miscellany and Foreign Review (articolo «The New Sect of Barberiniats»):

  • Barberinisti = "Spiritualisti" — nome dato in Svezia e Germania alla scuola barberinista per la sua connotazione spiritualistica (l'azione magnetica non è ridotta a fluido materiale, è esercizio della volontà spirituale dell'operatore + apertura ai piani sottili)
  • Puyseguristi = "Experimentalists" — nome dato ai seguaci del marchese di Puységur, che si concentravano sull'aspetto fenomenico del sonno magnetico, della cura, del rapporto magnetico, con minore enfasi sulla dimensione visionaria-spirituale

Questa distinzione storica è cruciale perché mostra che la tradizione magnetica non era unitaria ma articolata in due correnti fin dagli anni 1784-90 — entrambe legittime, ma con orientamenti diversi:

  1. Corrente "Spiritualista" barberinista — radicata nel martinismo lionese, orientata alle visioni, alla comunicazione con piani sottili, all'iniziazione, esegesi cristiana-ermetica. Saint-Martin co-sviluppatore. Si fonde con il martinismo willermoziano e con il RER nascente
  2. Corrente "Experimentalist" puyseguriana — orientata alla fenomenologia del magnetic sleep, alla cura terapeutica, meno alle visioni e all'iniziazione. Sopravvivrà nell'Ottocento come matrice del mesmerismo medico

La storiografia successiva tenderà a occultare la corrente Spiritualista barberinista (collegata strettamente al martinismo) e a presentare il magnetismo come un fenomeno puramente médico-terapeutico (proseguendo la linea Puységur-Braid-Charcot), rimuovendo la dimensione iniziatica originaria. Cfr. sez. X.

Il magnetismo come «conferma sperimentale» della teurgia martinésista

Punto-cardine: per i martinisti lionesi (Barberin in particolare, Saint-Martin come co-sviluppatore, Willermoz come rete) il magnetismo non è terapia secolare (non è «medicina alternativa» antesignana) ma conferma sperimentale della dottrina di Pasqually. La logica della convergenza:

  1. Pasqually (Traité de la Réintégration des Êtres, 1770-72) insegna che esiste un «agente» invisibile (chiamato variamente «fluido», «agente magnetico», «vertu spirituelle divine») che è la sostanza dell'opera teurgica degli Élus-Coëns
  2. Mesmer scopre sperimentalmente che esiste un «fluido magnetico animale» trasmissibile per imposizione delle mani, per passes, per crisi terapeutiche
  3. I martinisti lionesi (con Barberin in posizione tecnica centrale) riconoscono che i due «fluidi» sono lo stesso fluido — la dottrina pasqualyana trova in Mesmer una dimostrazione naturalistica, il magnetismo trova in Pasqually il suo quadro teologico
  4. La cura magnetica diventa una forma minore di operazione teurgica — accessibile a tutti, profana, ma retta dagli stessi principi della teurgia iniziatica degli Élus-Coëns

Questa convergenza è documentata: il Traité de la Réintégration di Pasqually circolava manoscritto nella cerchia di Willermoz e di Saint-Martin a Lione (in particolare la copia di Saint-Martin) — il quadro dottrinale martinésista della «vertu et puissance spirituelle divine» predispone perfettamente alla ricezione del magnetismo mesmerico come «manifestazione sensibile» dello stesso principio.

Conseguenze nel cluster wiki

L'asse Mesmer → Barberin → Saint-Martin → Lione martinista permette di leggere coerentemente:

  • La Massoneria Mesmerica: le Logge della Società dell'Armonia non è una corrente parallela accanto al martinismo, è la Scuola Barberinista nella sua identità di ramo magnetico della rete La Bienfaisance di Willermoz
  • Alchimia e Magnetismo sez. XII.2: il «fluido vitale» evoliano-reghiniano del XX secolo italiano è l'erede diretto della linea Pasqually-Barberin-Saint-Martin-Mesmer attraverso le mediazioni ottocentesche e il recupero italiano novecentesco
  • Cagliostro e il Rito Egizio: Cagliostro pratica il magnetismo terapeutico nella sua loggia di Lione (1784-85), contemporaneamente all'attività della Scuola Barberinista — i due percorsi si intersecano nello stesso ambiente lionese
  • Kremmerz e Ordine Osirideo Egizio: la guarigione magnetica della Schola Pythagorica kremmerziana eredita questo schema dottrinale via la tradizione magnetica francese-italiana del XIX secolo, in particolare la corrente Spiritualista barberinista
  • Le Catene Magnetiche di Loggia: la pratica della catena magnetica di loggia ha la sua matrice storica precisa nella convergenza lionese 1780-89 attraverso il network La Bienfaisance

IX. Il CBCS (Chevalier Bienfaisant de la Cité Sainte)

Sezione costruita a partire dalla lettura di Rémi Boyer nel libro Maschera, Mantello e Silenzio (2012), che è la chiave interpretativa della pagina. La storiografia accademica viene citata per gli elementi fattuali (date, conventi, struttura del rito) senza esserle delegata la definizione del significato iniziatico del grado.

Il Chevalier Bienfaisant de la Cité Sainte (CBCS) è il grado supremo del Régime Écossais Rectifié (RER) di Jean-Baptiste Willermoz. Punto-chiave di lettura: non è "un grado massonico cavalleresco" fra altri. Per la tradizione martinista nella sua articolazione willermoziana, il CBCS è il punto operativo in cui la dottrina della Reintegrazione di Martines de Pasqually si è materialmente conservata attraverso una struttura cavalleresca-rettificata che ne ha permesso la trasmissione fino al presente.

Elementi fattuali della costituzione storica

Elementi storiograficamente pacifici (Wikipedia in più lingue, Antoine Faivre, Robert Amadou, Serge Caillet, Dominique Vergnolle, e fonti massoniche regolari):

  • Convento dei Galli a Lione, 25 novembre – 10 dicembre 1778. Willermoz presenta la riforma della Stretta Osservanza Templare e introduce il titolo nuovo di «Chevalier Bienfaisant de la Cité Sainte». Dopo 8 sessioni di dibattiti, il Convento ratifica il Code maçonnique des Loges réunies et rectifiées + Code des Chevaliers Bienfaisants de la Cité Sainte. Nasce, nel grembo della Stretta Osservanza Templare, il Régime Écossais Rectifié
  • Convento di Wilhelmsbad, 16 luglio – 1 settembre 1782. I decreti del Convento di Lione vengono confermati ed estesi alla Stretta Osservanza Templare europea
  • Il RER è esplicitamente cristiano: richiede al candidato di professare la fede in Cristo
  • Quattro fonti dichiarate dello stesso Willermoz nella sintesi del rito: massoneria moderna + scozzesismo + martinésisme + leggenda templare

Dettagli sulla genesi nelle pagine Convento di Wilhelmsbad e Stretta Osservanza Templare del cluster.

La «classe segreta» del RER

Punto cruciale documentato da Boyer 2012 che la storiografia accademica esterna alla tradizione tende a sottovalutare o ignorare: il RER non si esaurisce nei gradi visibili. Boyer scrive:

«La Profession e la Grande Profession costituiscono la classe segreta del Régime Scozzese Rettificato, incaricata di conservare la dottrina del Culto Primitivo [= dottrina pasqualyana della Reintegrazione]. Nel 1782, al convento internazionale della Stretta Osservanza, a Wilhelmsbad, Jean-Baptiste