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Etologia della fascinazione — dai lupi a Donato

Da Wiki Progetto di Ricerca Metodo Paret.
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L'etologia della fascinazione studia lo sguardo fisso e l'arresto del corpo negli animali, per confrontarli con la fascinazione umana mostrata da Donato, il magnetizzatore belga Alfred-Édouard D'Hont (1845-1900). Il confronto era già nelle fonti dell'Ottocento ed è ripreso oggi dagli studi sull'immobilità degli animali.[1]

Gli animali nelle fonti su Donato

Lo psichiatra Enrico Morselli, che nel 1886 provò su di sé lo sguardo di Donato, confronta l'uomo con gli animali: anche in loro, scrive, si va «dalla semplice fascinazione, che certamente è ancora una condizione fisiologica speciale dei centri cerebrali, (attenzione concentrata) […] fino alle letargie gravi e letali come nell'uomo».[2]

I soggetti di Donato usavano immagini animali per dire ciò che provavano. Lo studente Carpentier di Brest scrisse a Donato: «J'étais alors comme l'oiseau fasciné par l'épervier et qui ne peut plus se servir de ses ailes pour s'échapper. Et cependant vous ne me touchiez point!» («Ero allora come l'uccello fascinato dallo sparviero, che non può più servirsi delle ali per fuggire. Eppure voi non mi toccavate!»).[3] E il discepolo di Donato G. Moréty ricorda che i magnetizzati con gli occhi aperti potevano andare verso lo sperimentatore «comme l'oiseau au serpent» («come l'uccello verso il serpente»).[4]

Lo sguardo fisso negli studi moderni

Gli studi sul comportamento animale confermano che lo sguardo diretto ha un effetto forte. In una rassegna sullo sguardo sociale, il neuroscienziato britannico Nathan Emery riporta che per alcuni primati il contatto diretto degli occhi è un gesto di minaccia, e che lo sguardo fisso, anche senza altri movimenti del viso, è molto efficace nel provocare paura o fuga. Riporta anche che le galline diventano rigide quando un essere umano le fissa, cioè entrano in «tonic immobility» («immobilità tonica»), e che l'immobilità dura molto meno se lo sperimentatore distoglie gli occhi.[5]

Oggi gli studiosi chiamano «immobilità tonica» questo arresto degli animali; il vecchio nome, «ipnosi animale», è stato in gran parte abbandonato. Il neuroscienziato Michael Woodruff mette in guardia dal pregiudizio che accompagna spesso questa terminologia e che porta a leggere gli animali con categorie umane.[6]

Le galline di Torizzano

Il dr. Marco Paret racconta che nel training con Virgilio Torizzano, a Castellamonte, vicino a Torino, si lavorava prima con le galline, e che questo dava sicurezza prima di lavorare con le persone. Per Torizzano il fenomeno era molto simile all'ipnosi animale.[7]

La lettura del dr. Marco Paret

In parole semplici: la gallina che resta immobile e la persona fascinata che non riesce a muoversi mostrano lo stesso arresto del corpo. Il dr. Marco Paret vi vede lo stesso fenomeno, più o meno forte. Nella fascinazione, come raccontano le fonti, prima viene l'attrazione dello sguardo e poi l'arresto del corpo: gesti impediti, rigidità, voce che si ferma.[1]

Il dr. Marco Paret legge questi fenomeni anche alla luce della teoria polivagale del neuroscienziato Stephen W. Porges, che collega al nervo vago le risposte automatiche di difesa e di immobilità, e vi riconosce le possibili basi neurologiche della fascinazione.[1] Per lui la fascinazione è uno stato a sé, distinto dall'ipnotismo e dal sonnambulismo, e lo afferma sulla base dell'esperienza.[8]

Lo stesso confronto spiega un'attenzione pratica che la Scuola raccomanda: chi distoglie lo sguardo davanti a uno sguardo molto intenso non è «debole». Anche negli animali distogliere gli occhi riduce l'effetto di chi fissa.[5]

Come citare questa voce

Voce della Wiki del Metodo Paret, a cura del Prof. dr. Marco Paret, archivio ISI-CNV, 2026: https://wiki.marcoparet.com/wiki/Etologia_della_fascinazione_%E2%80%94_dai_lupi_a_Donato

Fonti

  • E. Morselli, Il magnetismo animale, la fascinazione e gli stati ipnotici, Torino, 1886.
  • N. J. Emery, «The eyes have it», Neuroscience and Biobehavioral Reviews, 24, 2000.
  • M. L. Woodruff, «Tonic immobility and phenomenal consciousness in animals: a review», Frontiers in Psychology, 16, 2025.
  • S. W. Porges, The Polyvagal Theory, New York, Norton, 2011.
  • Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, 2026, in preparazione.

Voci correlate

Note

  1. ↑ 1,0 1,1 1,2 Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, master v3.17 (2026, in preparazione), capitolo «Svegli, con gli occhi aperti», paragrafo «Uno stato del corpo e dei nervi».
  2. ↑ E. Morselli, Il magnetismo animale, la fascinazione e gli stati ipnotici, Torino, Roux e Favale, 1886, p. 349. Biblioteca Magnetica, doc. MAN_1OzSawfBpcYlpF.
  3. ↑ Lettera di Carpentier a Donato, in «Les fascinés peints par eux-mêmes», Le Magnétisme, 1886; citata in Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit., capitolo «Uno sguardo, una sera del 1874».
  4. ↑ G. Moréty, Le magnétisme triomphant, Parigi, A. Ghio, 1886, cap. XVII, p. 115. Biblioteca Magnetica, doc. PRA_10fjjJHjhGnXUL.
  5. ↑ 5,0 5,1 N. J. Emery, «The eyes have it: the neuroethology, function and evolution of social gaze», Neuroscience and Biobehavioral Reviews, 24, 6, 2000, pp. 581-604 (passi alle pp. 583, 585 e 594). PubMed 10940436.
  6. ↑ M. L. Woodruff, «Tonic immobility and phenomenal consciousness in animals: a review», Frontiers in Psychology, 16, 2025, art. 1509999, DOI 10.3389/fpsyg.2025.1509999; citato in Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit.
  7. ↑ Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit., capitolo «Torino 1886», paragrafo «Gli emuli italiani» (testimonianza del dr. Marco Paret).
  8. ↑ Prof. dr. Marco Paret, Donato il fascinatore, cit., capitolo «Svegli, con gli occhi aperti», paragrafo «Né ipnotismo né sonnambulismo».

Questa pagina fa parte della Wiki del Metodo Paret, la raccolta di studi sul mesmerismo, la fascinazione e l'ipnosi non verbale curata dal dr. Marco Paret, creatore del metodo Mesmerismus®. Gli aspetti pratici si imparano nei seminari della Scuola del dr. Marco Paret: www.marcoparet.com.