Luys e l'Azione a Distanza delle Sostanze

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Luys e l'azione a distanza delle sostanze riguarda la più controversa fra le ricerche del neurologo Jules Bernard Luys: l'affermazione che sostanze medicamentose o tossiche, racchiuse in tubi sigillati e avvicinate al corpo del soggetto ipnotizzato senza contatto né ingestione, producessero effetti fisiologici specifici.

Le esperienze

Luys riferiva che, avvicinando al soggetto tubi contenenti diverse sostanze, si ottenevano reazioni caratteristiche: gli alcolici provocavano l'ebbrezza nelle sue varie modalità, l'acqua di lauroceraso uno stato d'estasi religiosa, l'ipeca il vomito, la valeriana «des impulsions à gratter la terre» (impulsi a grattare il suolo, come fa il gatto). L'idea derivava dagli esperimenti di metalloscopia di Bourru e Burot a Rochefort, che avevano osservato l'oro produrre una sensazione di bruciore a una decina di centimetri dalla pelle e l'oppio applicato sul capo indurre un sonno profondo.

Valutazione

Sono fra le esperienze ottocentesche oggi ritenute non riproducibili e spiegabili con la suggestione e l'aspettativa del soggetto. Conservano però un grande interesse storico: mostrano fino a che punto un neurologo accademico fosse disposto a indagare l'estrema sensibilità del soggetto in stato ipnotico, e documentano il clima sperimentale in cui la fascinazione e il magnetismo venivano messi alla prova. La loro fragilità metodologica è anche una lezione di metodo: distinguere ciò che è effetto reale da ciò che è suggerito — la stessa distinzione che Donato faceva fra anestesia magnetica reale e bruciatura solo immaginata.


Fonte degli aneddoti: J. Luys, Hypnotisme expérimental : … l'action à distance des substances médicamenteuses ou toxiques (Drive ISI-CNV).