Mesmerismus® storico
Il mesmerismo — o magnetismo animale — è la dottrina formulata da Franz Anton Mesmer (1734–1815) secondo cui esiste un fluido universale, diffuso in tutta la natura, la cui distribuzione squilibrata nel corpo umano produce malattia e il cui riequilibrio, operato da un magnetizzatore, produce guarigione. Costituisce l'antenato storico dell'ipnosi e il retroterra documentario del Mesmerismus® contemporaneo, che ne eredita il repertorio gestuale ma non la teoria del fluido.
1. Mesmer e il fluido
Mesmer presenta la sua dottrina a Vienna e poi a Parigi negli anni Settanta del Settecento. Il magnetizzatore, secondo la teoria, canalizza il fluido attraverso il tocco, i gesti e la volontà; il segno del successo terapeutico è la crisi, reazione convulsiva del paziente. Il baquet — la tinozza collettiva attorno a cui i pazienti si disponevano — è l'immagine più nota di quella pratica.
Nel 1784 una Commissione Reale francese, che comprendeva Benjamin Franklin, Lavoisier e Guillotin, indaga il fenomeno e conclude che gli effetti sono reali ma che il fluido non esiste: la causa è l'immaginazione. È il primo grande verdetto negativo, e non estingue affatto la pratica.
2. Dopo Mesmer: il sonnambulismo
Il marchese de Puységur sposta l'asse decisivo. Al posto della crisi convulsiva egli osserva il sonnambulismo artificiale: uno stato calmo, lucido, con amnesia al risveglio. È di fatto la scoperta della trance ipnotica, ottenuta con mezzi interamente non verbali.
Nell'Ottocento il magnetismo diventa una pratica diffusa. Charles Lafontaine (L'art de magnétiser, 1847) lo porta in tutta Europa; il Baron du Potet ne fa una scuola; l'italiano Antonio Regazzoni pubblica il Nouveau manuel du magnétiseur praticien (1865) e lascia dietro di sé un dossier di testimonianze in sette lingue.
3. La biforcazione: Braid e Donato
Da metà secolo la storia si biforca.
Da un lato James Braid riconduce il fenomeno alla fisiologia del sistema nervoso, conia il termine ipnotismo e, nel 1855, dedica alla questione The Physiology of Fascination. Da qui nasce la linea che porterà all'ipnosi classica e, molto più tardi, all'ipnosi ericksoniana — entrambe centrate sulla parola.
Dall'altro Donato (Alfred-Édouard d'Hont) porta all'estremo la via non verbale, codificando la fascinazione: lo sguardo come strumento immediato di induzione. È questa la linea che il Metodo Paret raccoglie.
4. L'eredità che resta
Del mesmerismo storico la pratica contemporanea conserva il repertorio — i passi magnetici, la fissazione oculare, il lavoro sul campo — e non la dottrina. È una distinzione che le fonti interne della scuola rendono esplicita raccomandando di non utilizzare il fluido immaginario.
Vedi anche
Bibliografia
- Lafontaine, Charles, L'art de magnétiser ou le magnétisme animal considéré sous le point de vue théorique, pratique et thérapeutique, Paris, Germer Baillière, 1847 (Crabtree 552).
- Lafontaine, Charles, Éclaircissements sur le magnétisme. Cures magnétiques à Genève, Genève, 1855 (Crabtree 745).
- Lafontaine, Charles, Mémoires d'un magnétiseur, 2 voll., Paris, Baillière, 1866 (Crabtree 894).
- Regazzoni, Antonio, Nouveau manuel du magnétiseur praticien, 1865 (volume posseduto; dossier di 26 fonti primarie in 7 lingue).
- Braid, James, The Physiology of Fascination, and The Critics Criticised, Manchester, Grant & Co., 1855 (Crabtree 738).
- Cavailhon, Édouard, La fascination magnétique, prefazione di Donato, Paris, E. Dentu, 1882 (Crabtree 1056).
- Cahagnet, Louis Alphonse, Magie magnétique ou traité historique et pratique de fascination, Paris, Baillière, 1854 (Crabtree 707).
- Bibliografia Crabtree, Animal Magnetism, Early Hypnotism and Psychical Research — indice di riferimento della biblioteca magnetica.