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Gli Illuminati di Avignone furono un sistema massonico di carattere ermetico-alchemico fondato da Antoine-Joseph Pernety (1716–1796), ex benedettino, cultore di scienze esatte ed ermetiche e in particolare di alchimia. La loro vicenda è documentata nell'opera di Boella L'Ascesa all'Olimpo e costituisce uno dei ponti meglio documentati fra la tradizione ermetica e quella magnetica.

Antoine-Joseph Pernety

Pernety (1716–1796), ex monaco benedettino, fu cultore di scienze esatte ed ermetiche, in particolare di alchimia. Boella documenta:

  • Nel 1765 fondò ad Avignone un sistema massonico di carattere ermetico, con centro direttore la Loge des Sectateurs de la Vertu.
  • Avignone si trovava in terra pontificia — e dunque «insicura» per un sistema esoterico: nel 1767 Pernety riparò a Berlino, dove divenne bibliotecario di Federico II, che accoglieva con benevolenza gli emigrati francesi «dotati di arditezza di opinione».
  • Pernety lasciò in patria discepoli (come il medico parigino Boileau); il suo rito ermetico diede poi origine alla Grande Mère Loge Écossaise de France, che continuò a fare proseliti in varie parti d'Europa e in Italia anche dopo la sua partenza.

A Berlino Pernety entrò in contatto con ambienti dediti alle scienze occulte e all'alchimia, e ricevette materia filosofica per i lavori di laboratorio per il tramite di figure legate al circolo di Elias Artista Hermetica e all'abate Guyton de Morveau detto Brumore, che condivideva con lui l'amore per Swedenborg.

Diffusione in Italia

Il sistema ebbe una certa diffusione in Italia: Boella documenta che nel 1777 i mistici massoni di Avignone fondarono una filiazione a Napoli, e che varie città italiane recitarono il rito. Cagliostro stesso, secondo le fonti citate da Boella, si servì di indirizzi e materiali in parte coincidenti con quelli degli Illuminati di Avignone (vedi Cagliostro e il Rito Egizio).

Il ponte con il magnetismo: la società magnetica di Avignone

Il nesso più rilevante per la tradizione magnetica è documentato da Boella attraverso il marchese de Mirville e il dottor Billot. Da una lettera del capo di una «società di teosofi di Avignone», Mirville estrae la descrizione di una riunione:

«Quando i soci sono riuniti e tutti in ginocchio, il direttore recita una preghiera generale [...]. Si recita poi il Veni Creator e il salmo LXVII: Exsurgat Deus et dissipentur inimici eius... per allontanare l'avversario. Allora il magnetizzatore, provvisto di un tubo di vetro con il quale deve veicolare il fluido magnetico sulla persona che egli vuole addormentare, recita un'altra preghiera...»

Le sedute, ambientate a Cucuron in Vaucluse, «cominciavano con una parte mistica, ossia l'athanatophania o apparizioni degli spiriti». Boella documenta che il dottor Billot «faceva parte di una società magnetica di Avignone», in relazione psichica con marinisti napoletani, e — punto decisivo — annota: «È possibile che questa società magnetica raccogliesse gli Illuminati di Avignone superstiti».

Si tratta di una continuità documentata fra ermetismo iniziatico e pratica magnetica: l'uso del tubo di vetro per veicolare il fluido anticipa, in chiave rituale, lo stesso principio strumentale che ritroviamo nei «tubi» di Consonni e nella codificazione tecnica del conte Szápáry.

Il nesso con Mesmer

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Fonti primarie

Testo OCR per verifica istantanea delle citazioni: Boella — testo nativo OCR (archivio OCR_FONTI_WIKI).


  • Alessandro Boella, Antonella Galli, L'Ascesa all'Olimpo — Cagliostro e la tradizione ermetica nella massoneria (ISBN 978-88-96052-97-6) — PDF Drive (capitolo III. Elia Artista e gli Illuminati di Avignone)

Le citazioni derivano dal testo nativo del volume (estrazione diretta, senza OCR).

Vedi anche