La Legge degli Enti
«La Legge degli Enti» — sottotitolo «Esperienze» — è un articolo autobiografico pubblicato da Iagla (pseudonimo di Ercole Quadrelli) nel sesto fascicolo della rivista UR anno I (1927), pp. 168-176, in cui l'autore espone le proprie esperienze personali relative a una legge che governa il rapporto fra l'operatore magico e i cosiddetti «enti» del mondo sottile. La «legge degli enti» — formulata da Iagla — afferma che ogni azione magica produce nel mondo sottile una reazione di pari intensità, analogamente alla terza legge della meccanica newtoniana, e che questa reazione, se non viene assorbita dall'operatore, si scarica per «linee di minor resistenza» su altri esseri legati all'operatore da vincoli di simpatia o di sangue.
L'articolo costituisce uno dei documenti dottrinali più gravi del corpus UR-KRUR, perché formula con grande chiarezza un principio operativo che la tradizione iniziatica ha sempre conosciuto ma raramente ha esposto in modo così esplicito. Per la Scuola Paret-ISI-CNV, è un testo da meditare attentamente perché chiarisce il prezzo dell'azione magica autentica e le condizioni di una pratica responsabile.
Il punto centrale è di natura tecnico-operativa, non morale: Iagla non parla di colpa o di punizione, ma di una legge naturale e impersonale del mondo sottile analoga alle leggi fisiche del mondo materiale. Chi opera magicamente deve sapere che le sue azioni si propagano nel mondo sottile e ritornano sotto forma di reazioni; la maturità iniziatica consiste nel sapersi prendere queste reazioni e nel non lasciarle scaricare su esseri legati per sangue o per affetto a chi opera.
I. La formulazione della legge
Iagla espone la legge in una formulazione che ha la chiarezza di un assioma:
«Mi risulta che nel mondo degli «enti» esiste una legge di necessità, paragonabile a quella fisica dell'azione e della reazione. Quando si crea una resistenza di contro al vortice di un ente, si crea la causa di un effetto; tanto più, quando si opera un'azione magica. L'effetto è una reazione, cioè una forza dell'ente, che si volge contro chi resiste od agisce. Se l'operatore sa resistere, la forza si scarica altrove, MA IN OGNI CASO SI SCARICA. Le «linee di minor resistenza» allora sono costituite dalle persone strette da un legame di simpatia, od anche di sangue, con chi agisce.»
I cinque elementi della legge:
- Esistono «enti» nel mondo sottile — vortici di forza, intelligenze, presenze, configurazioni dinamiche — di cui l'esperienza iniziatica conferma la realtà operativa. Non sono né puri concetti astratti né personificazioni fantastiche: sono entità reali del piano sottile, dotate di proprie qualità, dinamiche, leggi
- L'azione magica è un'interazione fra l'operatore e questi enti — sia che si tratti di resistenza (l'operatore che non subisce le forze dell'ente che lo investono) sia che si tratti di azione attiva (l'operatore che indirizza le forze sottili verso un fine determinato). In entrambi i casi, si crea la causa di un effetto nel mondo sottile
- L'effetto è una reazione di natura analoga all'azione/resistenza compiuta, e si volge inevitabilmente contro qualcuno — non scompare, non si dissolve, deve trovare un destinatario. Questo è il punto chiave: l'energia messa in moto deve scaricarsi. Non c'è «assorbimento neutrale»: la conservazione dell'energia nel mondo sottile è altrettanto rigorosa quanto nel mondo fisico
- Se l'operatore sa resistere, cioè se è abbastanza forte e fissato da non subire la reazione, la forza non si annulla — si redirige. Cerca un'altra «linea di minor resistenza». E per legge naturale e impersonale, le linee di minor resistenza sono le persone legate all'operatore da vincoli di simpatia (affetto, amicizia, amore) o di sangue (famiglia)
- Il vincolo affettivo o sanguigno funziona come «tubo psichico di comunicazione» fra le due persone: l'energia respinta dall'una scorre attraverso questo tubo e si scarica sull'altra. Questo accade indipendentemente dalla volontà sia dell'operatore sia della persona colpita
Iagla riferisce ciò per esperienza diretta: «Questo, lo so dall'esperienza; e questa conoscenza mi aprì gli occhi sopra un mondo di nuovi significati». Non è speculazione: è una constatazione fatta osservando ripetutamente nel proprio operare come le reazioni si producessero e dove andassero a colpire.
II. Le verifiche e i fenomeni osservati
Iagla aggiunge dettagli osservativi di grande precisione. Le reazioni alle proprie azioni magiche, quando lui resisteva alla loro presa diretta, si manifestavano con questi tratti:
- Visione anticipatoria del fatto che doveva accadere alla persona-bersaglio, anche a distanza di città. La visione era precisa (non vaga), verificabile a posteriori (l'evento accadeva poi davvero), accompagnata da un senso di soluzione — «analogo alla soluzione delle crisi parossistiche di cui ho detto prima, analogo all'evidenza di un accordo che chiude armonicamente una frase musicale». Esattamente come un'onda sonora che giunge a riposo nella tonica finale
- Sequenza delle vie di scarico: dapprima la reazione tentava di scaricarsi sulla mente dell'operatore (stati di astenia, sfiducia, esaltazione), poi sul suo organismo (manifestazioni somatiche), poi sull'ordine pratico della sua vita (perdite, contrattempi, accidenti). Solo dopo che tutte queste vie erano state parate dall'operatore, la reazione cercava una via terza: si scaricava su altri
- Selettività della scarica: non su qualsiasi persona, ma specificamente sulle persone legate per affetto o per sangue all'operatore. Iagla osserva che gli amici intimi, i parenti, gli amati erano i bersagli — non gli sconosciuti
Iagla esprime chiaramente la sua reazione personale a queste constatazioni: «Non nascondo che da questi fatti — i più significativi sono recenti — sono stato assai scosso». Non è un osservatore neutrale: è un uomo che ha scoperto un meccanismo che lo coinvolge in modo grave, e che si interroga onestamente sulla propria responsabilità.
III. Le implicazioni dottrinali: patti, espiazione vicaria
Iagla deriva dalla legge degli enti tre implicazioni dottrinali che chiariscono tradizioni classiche dell'esoterismo:
- La possibilità dei «patti». Esistono nella tradizione molteplici accenni a patti che l'iniziato può fare con potenze del mondo sottile, e a prezzi che si pagano per i poteri acquisiti. Iagla riconosce che questi patti corrispondono a una realtà operativa: è possibile pagare «con un'altra moneta», cioè con valori della vita fisica e materiale (salute, denaro, relazioni, vita di persone care) il grado e il potere conquistato nel sopra-sensibile. Le «afflizioni e miserie apparentemente inesplicabili di santi e di iniziati» trovano qui una loro spiegazione: non sono tribolazioni gratuite, ma conseguenze delle azioni magiche e iniziatiche, secondo la legge degli enti
- L'espiazione vicaria. La dottrina cristiana (e di altre tradizioni) della espiazione vicaria — un giusto che assume su di sé i peccati altrui e li espia, ottenendone in cambio la redenzione — Iagla la riconosce come operativamente vera: «è possibile rimuovere in via sopranaturale mali e «peccati» di altri, però a condizione di prenderli sulla propria persona». Sotto la luce della legge degli enti, l'espiazione vicaria è una decisione consapevole di un iniziato che accoglie le reazioni che dovrebbero scaricarsi su altri, e le assorbe nel proprio essere. È la dottrina del Servo Sofferente di Isaia 53, ed è la dottrina che il Cristianesimo applica al Cristo
- La protezione attraverso la disciplina di purificazione. Iagla osserva — e questo è il punto operativo più importante per il discepolo — che la legge degli enti può essere parzialmente disinnescata attraverso una rigorosa disciplina di distacco. «La disciplina di «purificazione», su cui si insiste tanto in magia, la realizzazione dell'impassibilità, della neutralità, del distacco, distrugge la comunicazione. [Le linee di scarico] sono paralizzate non appena si domini ogni attaccamento e ci si chiuda a ogni risonanza affettiva». Chi non ha più «tubi psichici» di legame affettivo intenso non offre più punti di minor resistenza su cui la reazione possa scaricarsi
L'implicazione è severa: l'iniziato autentico della Via Secca, che ha realizzato il distacco, non causa danno a chi gli sta intorno con le proprie azioni magiche, perché non c'è più simpatia psichica che funga da canale. Ma chi opera magicamente restando in legami affettivi intensi — moglie/marito amato, figli, amici intimi — rischia di vedere quelle persone diventare i destinatari involontari delle reazioni delle sue operazioni.
IV. La scelta di Iagla: rifiuto del patto
Iagla espone esplicitamente la propria scelta personale di fronte alla scoperta della legge:
«Io però non accettai nessun patto, non scesi a nessuna concessione. Non per paura, non per egoismo, ma per disprezzo dei compromessi e per volontà di signoria assoluta. Riuscii quasi completamente a parare i colpi che volgevano successivamente alla mente (stati di astenia, di sfiducia, di esaltazione, ecc.), poi al mio organismo, poi allo stesso ordine delle cose pratiche in cui mi trovavo.»
La sua scelta — non accettare alcun patto di scambio, anche al costo di subire le reazioni in proprio — è l'atteggiamento del Compiuto secondo la Via Secca: signoria assoluta anche di fronte alla difficoltà, non scendere a compromessi con le forze sottili. È una posizione di grande nobiltà iniziatica, ma non è automaticamente accessibile a chiunque: richiede una qualità interiore già molto avanzata.
Tuttavia — e qui sta la gravità del problema personale che Iagla espone — dopo aver parato in proprio le reazioni a quanto pare le linee si riversarono su altri esseri (non per sua scelta, ma per legge naturale impersonale). E Iagla si interroga, onestamente e con angoscia, se questo significhi che la sua signoria personale non era abbastanza piena, se ci fosse stato un modo per annullare anche la reazione anziché reindirizzarla:
«È possibile, da là, agire in qualsiasi senso, nel «male» come nel «bene»; è possibile, per sufficiente forza e sufficiente rinuncia, sottrarsi agli effetti, mantenersi in piedi fra colpi che non intaccano, al di sopra di ogni legge — ma gli effetti è possibile anche annullarli, sospenderli nel vuoto? È possibile, in altre parole, spezzare la legge di azione e di reazione degli enti? […] Questo, oggi come oggi, non lo so; e stimerei come grande ventura personale incontrare chi, più innanzi di me, sapesse e volesse dirmelo.»
È la domanda di un iniziato veramente serio che cerca un maestro più avanzato. Iagla cita Il Golem di Meyrink (II, p. 403, 405) come testo che gli ha fatto «molta impressione» per la luce gettata sulla questione.
V. La dottrina della «purificazione» come protezione
Il punto operativo che la Scuola Paret-ISI-CNV trae dall'articolo è capitale per chiunque pratichi seriamente la disciplina iniziatica. La «purificazione» di cui parlano costantemente i trattati magici non è tabù moralistico: è protezione tecnica. La rinuncia agli attaccamenti, l'impassibilità, il distacco emotivo — non hanno valore di rinuncia ascetica fine a sé stessa, ma sono le condizioni perché:
- L'operatore non si lasci prendere dalla reazione che torna dalla sua azione
- I canali di scarico verso le persone legate per affetto siano chiusi (perché non esistono più tubi affettivi)
- L'azione possa diventare più precisa (un operatore appassionato è parziale, un operatore distaccato è chirurgico')
- La signoria assoluta della tradizione magica del Compiuto sia effettivamente realizzabile
Da qui l'apparente paradosso: i maestri più severi di distacco (i grandi yogi indiani, i monaci del deserto, certi sufi rigorosi, i rosicruciani della linea Schmidt) sono anche i più efficaci operativamente. Non perché abbiano «più potere» nel senso fantasioso, ma perché non lasciano scarichi parassiti né su di sé né su altri.
Inversamente — e questo Iagla lo dichiara esplicitamente — l'apprendista che opera magicamente mentre vive ancora in legami affettivi intensi fa cose pericolose per le persone che ama. È questa una delle ragioni profonde per cui la tradizione richiede un lungo lavoro preliminare prima dell'azione magica vera e propria, e perché l'azione si fa in catena di loggia (cfr. Le Catene Magnetiche di Loggia) anziché individualmente: la catena distribuisce l'azione e ne assorbe collettivamente le reazioni.
VI. La legge degli enti nel cluster della Scuola
L'articolo di Iagla illumina molte pratiche e dottrine della Scuola Paret-ISI-CNV e del cluster wiki più ampio. In particolare:
- La pratica delle catene magnetiche di loggia kremmerziane: la catena opera collettivamente su un problema o una persona, e la reazione si distribuisce fra i membri, attenuata. È una forma istituzionale di gestione della legge degli enti
- La dottrina del distacco nei magnetisti francesi del primo Ottocento (Du Potet, Cahagnet) e nella tradizione kremmerziana: il magnetizzatore non deve essere mosso da affetto personale nei confronti del paziente, per protezione di entrambi
- La pratica delle acque corrosive come metodo violento: produce reazioni più intense ma anche più rischiose nel senso della legge degli enti. Da qui ulteriore motivo di prudenza
- La dottrina del «corpo immortale» (cfr. La Doctrine du Corps Immortel di Giudicelli): solo l'iniziato che ha costruito il corpo immortale è veramente al di sopra della legge degli enti, perché non offre più punti di presa né su di sé né tramite tubi affettivi
- La pratica della preghiera del Pater Noster nelle tradizioni magico-cristiane: «ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a malo» è precisamente una richiesta di protezione dalle reazioni degli enti
Iagla, con la sua onestà di osservatore, ha dato alla Scuola — e a chiunque sappia leggere il suo articolo — una chiave fondamentale per comprendere il prezzo, la responsabilità, e la struttura operativa della pratica iniziatica autentica.
VII. Bibliografia
- Iagla [Ercole Quadrelli], Esperienze: La Legge degli Enti, in UR — Rivista di indirizzi per una Scienza dell'Io, anno I (1927), n. 6, pp. 168-176 — fonte primaria principale
- Gustav Meyrink, Il Golem (1915), trad. it. E. Rocca, Foligno 1926 — citato da Iagla per la riflessione sul superamento della legge
- Giuliano Kremmerz, La scienza dei magi (Opera Omnia) — sulla disciplina di distacco come protezione
- Albrecht Dieterich, Eine Mithrasliturgie, Teubner, Leipzig 1903 — sul rapporto fra invocazione e reazione degli enti
- Eliphas Lévi, Dogme et Rituel de la Haute Magie, Paris 1854-56 — sulla dottrina dell'azione e della reazione astrale
- René Guénon, L'erreur spirite, Paris 1923 — sul problema delle entità sottili e dei loro effetti
- Mircea Eliade, Le Yoga: Immortalité et Liberté, Paris 1954 — sui «poteri» (siddhi) e i loro rischi
Fonti
Fonti primarie del corpus UR-KRUR
La fonte primaria di riferimento per questa pagina è il corpus della rivista Ur (1927-1928) e Krur (1929), curata dal Gruppo di UR diretto da Julius Evola con la partecipazione di Arturo Reghini, Giulio Parise, Ercole Quadrelli, Guido De Giorgio, Luigi Valli e altri collaboratori. Le tre annate sono state riedite a cura di Julius Evola con il titolo Introduzione alla Magia (3 voll., Milano, Bocca / Casa Editrice Atanòr / Edizioni Mediterranee, varie edizioni dal 1955; ed. critica Mediterranee, Roma, 1971).
- Gruppo di UR, Rivista Ur, annate 1927-1928 (12 fascicoli ciascuna).
- Gruppo di KRUR, Rivista Krur, annata 1929 (12 fascicoli).
- Julius Evola (a cura di), Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io, 3 voll., Edizioni Mediterranee, Roma, ed. critica 1971 (e successive ristampe).
- Edizione francese: Groupe d'Ur, Introduction à la magie, trad. Gérard Boulanger, Milano, Archè, 1984.
Corpus OCR Drive ISI-CNV — l'intero corpus delle tre annate UR-KRUR è disponibile in OCR rivisto: Documento Drive con le tre annate complete (folder EVOLA UR KRUR).
Inquadramento storico-tradizionale
- Julius Evola, La Tradizione Ermetica, Bari, Laterza, 1931 (e ristampe Mediterranee).
- Julius Evola, Il Cammino del Cinabro, Milano, Scheiwiller, 1963 (autobiografia intellettuale con il racconto di prima mano dell'esperienza UR-KRUR).
- Arturo Reghini, I Numeri Sacri nella Tradizione Pitagorica Massonica, Roma, Atanòr, 1947.
- Arturo Reghini, Per la Restituzione della Geometria Pitagorica, Atanòr, 1935.
- Renato Del Ponte, Evola e il magico Gruppo di UR, Borzano (RE), SeaR, 1994.
- Gianfranco de Turris (a cura di), Esoterismo e Fascismo, Edizioni Mediterranee, Roma, 2006.
Bibliografia secondaria di riferimento
- Hans Thomas Hakl, Eranos: An Alternative Intellectual History of the Twentieth Century, Equinox, 2013 (capitoli sulla scuola tradizionalista italiana).
- Mark Sedgwick, Against the Modern World: Traditionalism and the Secret Intellectual History of the Twentieth Century, Oxford University Press, 2004.
- Joscelyn Godwin, The Theosophical Enlightenment, SUNY Press, 1994 (per il contesto della rinascita esoterica europea).
- Marco Paret, materiali ISI-CNV sulla tradizione ermetica italiana e sul legame fra UR-KRUR, alchimia operativa e magnetismo della Scuola.
Vedi anche
- Il Gruppo di UR-KRUR — la rivista madre
- Le Tre Vie — Magia Mistica Yoga — l'articolo programmatico di Abraxa
- Apathanatismos — il rituale di immortalizzazione del Papiro Magico di Parigi
- Saggezza Serpentina — Dvija Caduceo Kundalini — la figura del Compiuto che non offre presa
- Sub Specie Interioritatis — l'esperienza diretta di Reghini
- Le Acque Corrosive — metodi violenti e i loro rischi
- Morfologia Occulta — la struttura corporea entro cui si producono le reazioni
- Le Catene Magnetiche di Loggia — la gestione collettiva della legge degli enti
- Alchimia e Magnetismo — la pagina-asse del cluster
- La Doctrine du Corps Immortel — la conquista del corpo immortale come protezione finale