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Apathanatismos

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📖 Fonte primaria: corpus Ur (1927-1928) — Krur (1929)
Questa pagina deriva direttamente dal corpus della rivista Ur (1927-1928) e Krur (1929) curata dal Gruppo di UR sotto la direzione di Julius Evola con la partecipazione di Arturo Reghini, Giulio Parise, Ercole Quadrelli, Guido De Giorgio, Luigi Valli, Ercole Quadrelli (Abraxa) e altri collaboratori. Le tre annate sono state riedite a cura di Evola con il titolo Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io.

Documenti Drive ISI-CNV:

Edizione di riferimento: Julius Evola (a cura di), Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io, 3 voll., Edizioni Mediterranee, Roma, ed. critica 1971. Trad. fr.: Introduction à la magie, trad. Gérard Boulanger, Milano, Archè, 1984.

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LApathanatismos (greco antico ἀπαθανατισμός, «procedimento di immortalizzazione», da ἀ-/ἀπό- privativa + θάνατος «morte») è un testo rituale greco-egiziano del IV-V secolo d.C. conservato nel Grande Papiro Magico di Parigi (PGM IV.475-829, oggi alla Bibliothèque nationale de France), che descrive un'operazione iniziatica di rigenerazione e ascesa dell'iniziato attraverso i sette cieli planetari fino alla visione e all'unione con il «Dio supremo». Pubblicato per la prima volta nel 1903 dal filologo classico tedesco Albrecht Dieterich con il titolo Eine Mithrasliturgie («Una Liturgia di Mitra»), fu ripreso, tradotto in italiano e commentato dal Gruppo di UR nei numeri 3-5 dell'anno I (1927) della rivista come testo-cardine dei procedimenti operativi della tradizione iniziatica tardo-antica.

Nel pensiero della Scuola Paret-ISI-CNV, l'Apathanatismos rappresenta — insieme al Corpus Hermeticum, al Papyrus Bruce copto-gnostico e alla Tabula Smaragdina di Ermete Trismegisto — uno dei testi-prova dell'esistenza in epoca tardo-antica di una pratica operativa che integra invocazione divina, controllo del respiro, visualizzazione e ascesa cosmologica con esiti conformi a quelli descritti dalle alchimie interne d'Oriente (cfr. Alchimia e Magnetismo sez. XVI sul neidan taoista). La sua presenza nel papiro mostra che la dottrina e la prassi della rigenerazione iniziatica erano operative dentro la cultura greco-egiziana dell'Alessandria d'Egitto, indipendentemente dall'ipotesi di un'origine indo-shivaita primaria (cfr. confronto Daniélou-Gordon White in Alchimia e Magnetismo sez. XV.6).

I. Il Papiro Magico di Parigi e l'edizione di Dieterich

Il Grande Papiro Magico di Parigi (Suppl. gr. 574 della BnF) è uno dei più importanti manoscritti della letteratura magica greco-egiziana sopravvissuti dall'antichità. Datato al IV-V secolo d.C., contiene una raccolta di rituali, invocazioni, formule e procedure operative di varia origine, prevalentemente greco-egiziana ma con elementi giudaici, gnostici e persiani. La sezione PGM IV.475-829 — cuore operativo del papiro — descrive un rituale di immortalizzazione strutturato in sette Logos invocatorî che corrispondono all'ascesa attraverso i sette livelli cosmici fino alla visione del «Dio supremo».

Nel 1903 il filologo classico Albrecht Dieterich (1866-1908), professore a Heidelberg, ne pubblicò l'edizione critica con traduzione tedesca e ampio commento storico-religioso sotto il titolo Eine Mithrasliturgie. L'attribuzione al culto mitraico ufficiale, sostenuta da Dieterich, è oggi considerata dalla maggioranza degli studiosi una sovra-interpretazione: il testo è più probabilmente una composizione magico-teurgica sincretistica di area alessandrina, in cui elementi del mitraismo si fondono con la teurgia neoplatonica, la cosmologia hermetica e la mistica giudaica. Resta tuttavia certo che il rituale appartiene a una tradizione operativa effettiva della tarda antichità, non a una mera speculazione letteraria, e che gli stati di coscienza e i fenomeni descritti — bagliore luminoso, mutazione dell'aria, visione delle porte celesti, ascesa attraverso le sfere — sono riconoscibili nei resoconti analoghi della tradizione iniziatica successiva (gnostica, hermetica, sufi, rosicruciana).

II. La struttura rituale: sette Logos e ascesa attraverso i cieli

Il rituale dell'Apathanatismos è strutturato come una successione di sette Logos invocatorî (λόγοι, parole-potenza, formule rituali), ciascuno seguito da gesti corporei e tecniche respiratorie precise, con l'esito di un'ascesa cosmologica attraverso sette livelli del cosmo:

  1. Primo Logos (Invocazione iniziale): il celebrante invoca le potenze cosmiche elementari («Genitor, Genesi prima», ecc.) e si dichiara figlio della Madre cosmica
  2. Secondo Logos (Apertura): le porte del cielo si schiudono; un soffio si abbatte sull'iniziato; il celebrante deve resistere e dirigere lo sguardo verso l'alto
  3. Terzo Logos (Visione dei sette Dei del cosmo): il celebrante vede sette giovani Dei dalla capigliatura nera, in tuniche bianche, e sette Dee dal volto serpentino — sono i Pòloi (Poli) e le Týchai (Sorti) reggitrici delle quattro colonne cosmiche
  4. Quarto Logos (Convergenza dei raggi solari): l'invocazione fa convergere i raggi del Sole sull'iniziato, che diviene loro «centro»; appare il giovane Iddio dalla capigliatura di fiamma in tunica bianca e mantello scarlatto, con la corona di fuoco — Mitra-Helios-Aiôn
  5. Quinto Logos (Saluto al Dio solare): il celebrante saluta il Dio supremo come «possente Re di influenza grande, sommo fra gli Dei», e gli chiede di essere annunciato al «Dio trascendente bene» che lo ha generato; pronuncia il proprio nome e quello della propria madre, affermando di essere stato «rigenerato in questo istante»
  6. Sesto Logos (Le Sette Vergini Sorti): appaiono le sette Dee celesti dei Destini, vergini auguste dal volto serpentino, di cui il celebrante saluta ciascuna con il suo nome rituale
  7. Settimo Logos (Unione e visione finale): visione del Dio supremo nel mezzo della luce, con il quale l'iniziato si unisce nello stato di immortalità

Le tecniche corporee descritte nel testo sono di grande precisione operativa e attestano una conoscenza tecnica raffinata:

  • Controllo del respiro: inspirazione profonda «dal divino», espirazione prolungata «emettendo un muggito a mo' di suono di corno», compressione delle costole nella fase finale del Quinto Logos
  • Posizione e sguardo: l'iniziato sta fermo, con sguardo «fissato nello spirito», e deve sostenere la convergenza dei raggi senza distogliere gli occhi
  • Amuleti: sono prescritti baci agli amuleti consacrati prima di certe invocazioni
  • Voce: i Logos sono pronunciati con «fuoco e spirito dal principio alla fine»; le sequenze di vocali (intelligibili come incantazioni magico-musicali, cfr. Sefer Yetzirah) sono ripetute «finché tu abbia compiuto i sette immortali Dei del cosmo»

III. La lettura del Gruppo di UR (1927)

Nel 1927 il Gruppo di UR — sotto l'impulso di Julius Evola («Leo», direttore della rivista) e di Arturo Reghini («Pietro Negri», pitagorico, filologo classico, l'esperto del greco antico nel gruppo) — pubblica nei numeri 3-5 dell'anno I la prima traduzione italiana commentata del testo, con introduzione filologica e note operative. Per il Gruppo, l'Apathanatismos non è un oggetto erudito di storia delle religioni: è un testo operativo che documenta la stessa scienza che il Gruppo sta praticando ed insegnando, espressa nei termini culturali della tarda antichità alessandrina.

I quattro punti dottrinali che il Gruppo di UR estrae dal rituale e ne fa elementi della propria enciclopedia operativa sono:

  1. La rigenerazione è reale, non metaforica: il testo dichiara esplicitamente che il celebrante, alla fine del Quinto Logos, è «reso immortale fra miriadi di esseri in questo istante» — un'affermazione operativa, non liturgica; cfr. La Doctrine du Corps Immortel di Giudicelli (1988) per la stessa formulazione novecentesca
  2. L'ascesa attraverso i sette cieli corrisponde — nella struttura — alla successione dei sette pianeti-metalli della tradizione alchemica (Saturno-Piombo, Giove-Stagno, Marte-Ferro, Sole-Oro, Venere-Rame, Mercurio-Mercurio, Luna-Argento; cfr. Alchimia e Magnetismo sez. IV); il celebrante che attraversa le porte cosmiche del papiro magico compie la stessa opera dell'alchimista che fa «risalire i metalli ai loro pianeti»
  3. Il Sole interno': il «giovane Iddio dalla capigliatura di fiamma» del Quarto Logos è il Sole interiore dell'iniziato, identico al Rasa indiano, al Ling-tai del Tao, allOro Filosofale alchemico; la sua visione e la sua interiorizzazione sono il punto centrale del rituale
  4. L'identità sostanziale fra microcosmo e macrocosmo: il rituale dimostra operativamente che l'iniziato che invoca correttamente le potenze cosmiche le ritrova in sé — non come metafora poetica ma come realtà sperimentale. È la stessa identità microcosmo-macrocosmo della Tabula Smaragdina di Ermete (cfr. Alchimia e Magnetismo sez. II)

IV. Continuità con la pratica della Scuola

Per la Scuola Paret, l'Apathanatismos costituisce uno dei testi-prova della continuità storica della tradizione iniziatica che la Scuola conserva e trasmette. Le sue tecniche specifiche — invocazione vocale con uso delle sequenze di vocali, controllo preciso del respiro, visualizzazione progressiva delle figure cosmiche, ascesa strutturata attraverso livelli successivi, stato finale di immortalizzazione — sono le stesse tecniche che ricorrono, con altri nomi e altri linguaggi culturali, in tutte le tradizioni operative documentate dal cluster wiki:

La presenza del testo nel papiro del IV-V secolo d.C. dimostra che non si tratta di sincretismo moderno ma di una tradizione operativa documentata almeno dalla tarda antichità alessandrina, che il Gruppo di UR ha riconosciuto e ripreso, e che la Scuola Paret continua a trasmettere viva.

V. Bibliografia essenziale

  • Albrecht Dieterich, Eine Mithrasliturgie, Teubner, Leipzig 1903 (1ª ed.), 1910 (2ª ed.), 1923 (3ª ed. con commento di Otto Weinreich) — [edizione critica fondamentale del testo greco]
  • Gruppo di UR (a cura di), UR — Rivista di indirizzi per una Scienza dell'Io, anno I, numeri 3-5 (1927), Roma — [prima traduzione italiana commentata]
  • Hans Dieter Betz (ed.), The Greek Magical Papyri in Translation. Including the Demotic Spells, University of Chicago Press, 1986 (2ª ed. 1992) — [edizione critica moderna di tutti i PGM, incluso il PGM IV.475-829]
  • Hans Dieter Betz, The "Mithras Liturgy": Text, Translation, and Commentary, Mohr Siebeck, Tübingen 2003 — [il commento accademico più completo del rituale]
  • Marvin Meyer, The Mithras Liturgy, Society of Biblical Literature, Atlanta 1976 — [traduzione inglese accessibile con introduzione]

Fonti

Fonti primarie del corpus UR-KRUR

La fonte primaria di riferimento per questa pagina è il corpus della rivista Ur (1927-1928) e Krur (1929), curata dal Gruppo di UR diretto da Julius Evola con la partecipazione di Arturo Reghini, Giulio Parise, Ercole Quadrelli, Guido De Giorgio, Luigi Valli e altri collaboratori. Le tre annate sono state riedite a cura di Julius Evola con il titolo Introduzione alla Magia (3 voll., Milano, Bocca / Casa Editrice Atanòr / Edizioni Mediterranee, varie edizioni dal 1955; ed. critica Mediterranee, Roma, 1971).

  • Gruppo di UR, Rivista Ur, annate 1927-1928 (12 fascicoli ciascuna).
  • Gruppo di KRUR, Rivista Krur, annata 1929 (12 fascicoli).
  • Julius Evola (a cura di), Introduzione alla Magia quale scienza dell'Io, 3 voll., Edizioni Mediterranee, Roma, ed. critica 1971 (e successive ristampe).
  • Edizione francese: Groupe d'Ur, Introduction à la magie, trad. Gérard Boulanger, Milano, Archè, 1984.

Corpus OCR Drive ISI-CNV — l'intero corpus delle tre annate UR-KRUR è disponibile in OCR rivisto: Documento Drive con le tre annate complete (folder EVOLA UR KRUR).

Inquadramento storico-tradizionale

  • Julius Evola, La Tradizione Ermetica, Bari, Laterza, 1931 (e ristampe Mediterranee).
  • Julius Evola, Il Cammino del Cinabro, Milano, Scheiwiller, 1963 (autobiografia intellettuale con il racconto di prima mano dell'esperienza UR-KRUR).
  • Arturo Reghini, I Numeri Sacri nella Tradizione Pitagorica Massonica, Roma, Atanòr, 1947.
  • Arturo Reghini, Per la Restituzione della Geometria Pitagorica, Atanòr, 1935.
  • Renato Del Ponte, Evola e il magico Gruppo di UR, Borzano (RE), SeaR, 1994.
  • Gianfranco de Turris (a cura di), Esoterismo e Fascismo, Edizioni Mediterranee, Roma, 2006.

Bibliografia secondaria di riferimento

  • Hans Thomas Hakl, Eranos: An Alternative Intellectual History of the Twentieth Century, Equinox, 2013 (capitoli sulla scuola tradizionalista italiana).
  • Mark Sedgwick, Against the Modern World: Traditionalism and the Secret Intellectual History of the Twentieth Century, Oxford University Press, 2004.
  • Joscelyn Godwin, The Theosophical Enlightenment, SUNY Press, 1994 (per il contesto della rinascita esoterica europea).
  • Marco Paret, materiali ISI-CNV sulla tradizione ermetica italiana e sul legame fra UR-KRUR, alchimia operativa e magnetismo della Scuola.


Vedi anche