Veronese — Narrazione Storica degli Esperimenti di Magnetismo (1854)

Veronese fu un magnetista italiano della metà dell'Ottocento, autore della Narrazione storica degli esperimenti di magnetismo (1854), resoconto in prima persona delle proprie esperienze pubbliche e private, condotte davanti a testimoni nominati e sulla stessa linea di Regazzoni.

Veronese appartiene alla corrente del magnetismo dimostrativo italiano che, negli stessi anni di Regazzoni, portava davanti al pubblico i fenomeni della catalessi, dell'insensibilità, dell'attrazione a distanza e della lucidità sonnambolica. La sua Narrazione è preziosa perché numera gli esperimenti e cita per nome i testimoni, restituendo un repertorio che coincide con quello che Riko documenterà per Regazzoni.

Esperienze simili a quelle di Regazzoni

La catalessi improvvisa

Mentre il sig. Vaccari sedeva scrivendo sotto dettatura il resoconto dell'esperimento, «rimase d'improvviso soperchiato da catalessia magnetica». Il soggetto, cui era impedita la parola, fece capire a gesti che non si sarebbe risvegliato se Veronese non gli avesse strisciato le dita su alcune regioni del corpo, «specialmente la testa». È la stessa catalessi che Riko descrive nel Methode Regazzoni.

Il contagio magnetico

Mesmerizzando il proprio figlio, Veronese vide la sorella di lui, «che sedevami a tergo osservatrice», essere «soprafatta dalla corrente magnetica e sonnambulizzarsi nel tempo medesimo»: il fluido agiva anche su chi non era il bersaglio diretto.

L'attrazione irresistibile a distanza

In un esperimento il soggetto, una volta avviato, «non si lasciava più frenare né dal mio comando né dalla forza da me impiegata»: attraversava col corpo incurvato più camere senza urtare nulla, attratto verso lo stanzino dove era sospeso un ferro magnetizzato «per lui cotanto attraente». È il parallelo diretto del foudroiement à distance e dell'attrazione a distanza di Regazzoni.

La lucidità attraverso le pareti

Ridotto allo stato di lucidità, il soggetto Marino Pelà — davanti a testimoni nominati — descriveva oggetti «fuori della nostra stanza»: vide nella camera contigua un testimone che rivolgeva un fazzoletto nella mano destra, e una persona sdraiata col cappello in testa «separata da noi da due pareti».

La trasmissione del pensiero

Su suggerimento segreto di un testimone, Veronese fece descrivere a Pelà un viaggio immaginario in carrozza al castello di Ferrara: il soggetto «precisava l'istante del salire», i quattro cavalli (due bianchi al timone), il traghetto del fiume, la «larga fossa circolare» con un fabbricato a torri — pur non essendovi mai stato.

Significato

La coincidenza di questi esperimenti con quelli di Regazzoni — catalessi improvvisa, contagio, attrazione a distanza, lucidità attraverso i corpi, trasmissione del pensiero — mostra che non si trattava di prestazioni isolate di un singolo operatore, ma di una grammatica condivisa della tradizione magnetica italiana dell'Ottocento, ripetibile e documentata da più testimoni indipendenti.


Fonti: Veronese, Narrazione storica degli esperimenti di magnetismo, 1854 (Drive ISI-CNV) · testo OCR integrale (Drive).