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Ulteriori aneddoti su Donato

Da Wiki Progetto di Ricerca Metodo Paret.

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Ulteriori aneddoti su Donato raccoglie episodi documentati della carriera del fascinatore Donato (Alfred-Édouard d'Hont), tratti dalle fonti primarie: l'autobiografia sul Cosmopolitan Magazine (New York, ca. 1890), il resoconto stenografico delle sedute davanti ai medici svizzeri (lettera del Dr Marc Dufour, 1880-1881) e l'esposizione storico-critica di G. Moréty, Le Magnétisme Triomphant (Paris, A. Ghio, 1886).

Le dimostrazioni di potenza

Gli ufficiali del Re (Torino, 1886)

Alla scuola di guerra Donato fascinò circa trenta dei cento giovani ufficiali presenti — proprio gli uomini del Re, addestrati alla volontà ferma, che il pubblico riteneva i meno fascinabili. Li fece eseguire esercizi militari e interpretare personaggi; a uno suggerì di essere Garibaldi ad Aspromonte. Che cedessero immediatamente colpiva l'immagine stessa dell'inviolabilità militare.

Il forte di Vincennes

Chiamato al forte di Vincennes, Donato «parvint à magnétiser en quelques instants, devant des médecins militaires, plusieurs sous-officiers d'artillerie». La seduta, raccontata dai giornali, «fit un bruit considérable»: negare non era più possibile.

La conquista di Parigi (Salle Hertz, 1881)

Dopo aver fascinato in tutta Europa dal 1876, nel 1881 Donato diede alla Salle Hertz le prime dimostrazioni parigine. Redattori scientifici e personalità come Camille Flammarion e Henri de Parville riconobbero che i fenomeni erano «non seulement authentiques, mais encore absolument inédits».

I circoli aristocratici

Invitato al Jockey-Club, al Cercle de la rue Royale e al Cercle des Beaux-Arts, fascinò giovani del bel mondo e gli ospiti della principessa Mathilde: «tous hommes connus et que le soupçon de compérage ne pouvait atteindre». La potenza del fenomeno reggeva anche su soggetti insospettabili di complicità.

Le sedute davanti ai medici

Il braccio paralizzato

Donato proiettava il braccio del soggetto (M. Tanner) sopra la testa e lo invitava a colpirlo: il braccio restava in aria, bloccato da contrattura. I medici annotavano le vene del collo gonfie, il viso paonazzo, il sudore alla fronte — segni fisiologici reali dello sforzo. Donato chiudeva soffiando sugli occhi del soggetto.

Lo sguardo non è indispensabile

Per smentire i medici che credevano essenziale il suo sguardo penetrante, Donato si poneva dietro il soggetto, o si prosternava a terra a occhi non visibili, e con un gesto imperativo otteneva comunque la caduta. M. Tanner: «mi sono sentito attratto verso il suolo, sono caduto mio malgrado».

La mano-calamita e il conteggio interrotto

Il soggetto non riusciva a ritirare la mano da quella di Donato, «trattenuta come il ferro dalla calamita»; non riusciva a fischiare finché Donato non gli toccava il collo; e mentre contava, arrivato al «diciannove», si bloccava muto pur facendo contorsioni per parlare.

Le allucinazioni suggerite

Il bicchiere d'acqua

A un soggetto sveglio Donato presentava un bicchiere d'acqua pura: «Que bois-tu? — Du vin. — Est-il bon? — Très bon. Seulement je le trouve un peu fort.» Allucinazione gustativa indotta per sola suggestione.

La bruciatura immaginaria

Applicando un dito sul braccio nudo e suggerendo l'idea della bruciatura, il soggetto gridava «ça me brûle!» cercando i segni dell'ustione inesistente. Donato spiegava che l'idea suggerita aveva vinto quella dell'insensibilità — e precisava che in altri casi otteneva invece un'anestesia fisica reale, in cui spillo o fuoco non venivano sentiti.

Le applicazioni terapeutiche

La chirurgia senza anestesia

In un'intervista del novembre 1885 Donato indicava tra le applicazioni pratiche l'insensibilizzazione che permette «d'accomplir des opérations chirurgicales sans recourir aux anesthésiques habituels: chloroforme, protoxyde d'azote». Con la suggestione, aggiungeva, si poteva talvolta sostituire il farmaco o vincere la ripugnanza del malato ad assumerlo.

Mariare magnetismo e terapeutica (1878)

Già nel 1878, su un giornale di Nizza, Donato auspicava: «Je voudrais qu'on mariât le magnétisme et la thérapeutique… médecins et magnétiseurs, aidons-nous… au lieu de nous entre-déchirer» — programma di integrazione anticipato di anni sui medici.

La priorità sulla scienza ufficiale

Donato precede Charcot

Donato aveva constatato la catalessi provocata da un suono forte dell'orchestra nel 1876; il dottor Charcot la «dimostrò» sugli isterici alla Salpêtrière solo nel 1879 — tre anni dopo, come notava la stampa parigina.

«Je m'enorgueillis d'être leur père»

Sui fenomeni che i medici ribattezzavano col proprio nome, Donato rivendicava: «Je m'enorgueillis d'être leur père, et j'aime à ce qu'on ne doute point de cette paternité légitime.»

Braid riesumato per non dover nulla a Donato

Secondo Moréty, fu il clamore delle dimostrazioni di Donato a far «esumare» Braid nel 1881, vent'anni dopo l'oblio: «On ne voulait rien devoir au magnétiseur: il fallait bien se rejeter sur Braid.» Sul piano dell'efficacia, su cento persone che fissano un oggetto brillante appena poche cadono in stato ipnotico, mentre su cento refrattarie al metodo di Braid venti cedono in cinque minuti alla potenza di un buon magnetista.

Le origini

Il canonico Mouls

Le cronache di Lione attribuivano l'iniziazione di Donato al canonico Mouls, «bizarre et mystérieux personnage, fort savant», rifugiato in Belgio verso il 1872, che si sarebbe fatto «l'abbé Faria de ce nouvel Edmond Dantès».

Un temperamento usato bene

Donato stesso, raccontando l'episodio dell'avvocato Cudell a Liegi (1874), spiegava la propria efficacia con il carattere: «Sono rapido, ardente, impetuoso all'eccesso. È a questi difetti naturali che devo la mia scoperta.»

Fonti