M. de Lausanne

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Il Chevalier de Lausanne è documentato da Marco Paret nel History of Hypnotism come uno dei primi mesmeristi della tradizione magnetica francese del XVIII secolo, e in particolare come il codificatore di una tecnica magnetica raffinata derivata da un certo Bruno che operava combinando induzione magnetica e diagnosi psichica (chiaroveggenza diagnostica del magnetizzatore sul soggetto).

Citazione testuale dal libro di Paret:

«The chevalier de Lausanne was one of the first mesmerists: he described the method created by a certain Bruno, who worked not only with magnetic induction, but also with psychic diagnosis».

I. Il metodo di Bruno in sei passi

Lausanne descrive — secondo la sintesi di Paret — un protocollo magnetico articolato in sei passi che costituisce uno dei primi metodi codificati della pratica magnetica precoce:

  1. Stabilire il contatto attraverso il pollice — il pollice del magnetizzatore tocca il pollice del soggetto (o un altro punto di contatto stabilito)
  2. Mantenere il contatto per lo spazio di alcuni minuti — non si passa immediatamente all'azione, si attende che il contatto si stabilisca
  3. Esercitare la Volontà attiva centrando l'attenzione sul soggetto — la volontà è lo strumento operativo principale
  4. Passare alle passes, eseguendole molto lentamente lungo le braccia, e davanti al corpo dalla testa ai piedi (o almeno fino alle ginocchia). Le passes sono movimenti lenti vicino al corpo senza contatto fisico diretto
  5. Allontanarsi progressivamente dal soggetto continuando le passes a un pollice di distanza, mantenendo solo la tensione sufficiente delle mani per tenerle in posizione
  6. Passando le mani davanti al paziente a una distanza di 3-4 pollici, il magnetizzatore percepirà una sensazione di calore o freddo. Quando è all'altezza della parte affetta, il suo corpo esala una certa vapore — cioè fluido — che va in direzione della parte affetta

Punto-cardine: il metodo Bruno-Lausanne è tecnicamente preciso e diagnostico — il magnetizzatore percepisce nel proprio corpo le zone di sofferenza del paziente attraverso variazioni termiche e di sensazione. Il fluido magnetico «esala» dal corpo del magnetizzatore verso la zona sofferente.

II. Lo sviluppo della sensibilità magnetica

Punto-cardine pratico segnalato da Lausanne stesso e ripreso da Paret:

«The psychical qualifications of a Magnetiser would have to be developed in order to carry this process out in the true spirit of Bruno. Specifically you must develop the magnetic gaze and the sensitivity».

I due assi dello sviluppo del magnetizzatore secondo Lausanne:

  1. Lo sguardo magnetico (magnetic gaze) — lo sguardo capace di fissare il soggetto, di dirigere il fluido, di stabilire il rapporto. Argomento ripreso in tutta la tradizione magnetica successiva e in particolare nel Paret Method contemporaneo
  2. La sensibilità (sensitivity) — la capacità di percepire le variazioni sottili nel proprio corpo che corrispondono allo stato del paziente. Senza sensibilità, il magnetismo è cieco — ridotto a meccanica delle passes

Marco Paret riporta direttamente le istruzioni di Lausanne sullo sviluppo della sensibilità:

«Here I will tell you what you will experience, in a manner more or less sensible, perhaps the first time, or maybe at the end of eight or ten sittings, or even only at the end of some months of practice. I am ignorant whether there are persons who have not the necessary temperament to obtain this end. To determine this, it would be requisite to know whether they who have never attained it, have not like me failed in patience and perseverance in their researches».

Punto-cardine: Lausanne afferma che la sensibilità si sviluppa col tempo — alcuni la sentono dopo 8-10 sedute, altri dopo mesi di pratica. Persistenza e pazienza sono qualità essenziali del magnetizzatore. Lausanne stesso confessa di aver inizialmente «fallito in pazienza e perseveranza».

Nota dell'editore (Paret): «In our experience this sensitivity is something that everybody can awaken. It is a natural body capability».

III. Tre fenomeni che emergono dalla pratica del metodo Bruno-Lausanne

Paret indica che Lausanne descriveva tre fenomeni fondamentali che emergono dalla pratica del suo metodo:

  1. Sensazioni termiche e fluide nelle mani del magnetizzatore — calore, freddo, formicolio, sensazione di «esalazione» o «assorbimento» di fluido
  2. Diagnosi psichica — la capacità di percepire la zona del corpo del paziente che ha bisogno di intervento, anche senza che il paziente la indichi (o senza diagnosi medica preliminare)
  3. Comunicazione fluidica a distanza — l'effetto magnetico continua anche quando il magnetizzatore si allontana dal paziente, sempre che mantenga l'attenzione

Questi tre fenomeni — secondo Paret — sono direttamente verificabili nella pratica della Scuola contemporanea, e costituiscono il nucleo operativo della tradizione magnetica europea.

IV. Lausanne nella cronologia del magnetismo settecentesco

Lausanne si colloca fra i primi mesmeristi — cioè i magnetisti della prima generazione, contemporanei o quasi di Mesmer (1779) e Puységur (1784). Esiste un problema di identificazione precisa di questa figura (Lausanne è probabilmente nome iniziatico di loggia, non patronimico). Il Bruno di cui Lausanne descrive il metodo è figura ancora più antica — possibilmente un magnetista pre-mesmerico o un membro di una loggia magnetica precoce.

Marco Paret elenca il Chevalier de Lausanne fra le figure storiche del magnetismo classico, accanto a:

La sua posizione cronologica e geografica (forse svizzera, in relazione con Losanna) ne fa una possibile figura di mediazione fra la rete francese (Parigi, Lione, Strasburgo) e quella svizzera-tedesca del magnetismo precoce.

V. Il metodo Lausanne-Bruno e la Scuola ISI-CNV

Marco Paret nel History of Hypnotism riprende esplicitamente il metodo di Lausanne come fonte tecnica per la pratica della Scuola ISI-CNV. Punti convergenti:

  • Il pollice come canale iniziale di contatto — ripreso in numerose pratiche introduttive di sensibilizzazione magnetica
  • Le passes lente — pratica standard della Scuola
  • L'allontanamento progressivo con mantenimento dell'effetto — punto-cardine della Scuola: «people react at a distance as if the operator were near them» (Paret)
  • La diagnosi psichica attraverso percezione termica e di sensazione — sviluppata nella Scuola come sensibilità magnetica (cfr. Sensibilizzazione Magnetica (campo tra le mani) e altre pagine del lavoro pratico della Scuola)
  • Lo sguardo magnetico — sviluppato nel Paret Method contemporaneo

Lausanne è dunque non solo figura storica documentale ma autore-fonte di tecniche operative ancora in uso nella tradizione magnetica europea che la Scuola ISI-CNV continua.

VI. Lausanne nel cluster wiki

Lausanne appartiene alla generazione dei primi mesmeristi e si pone come una delle fonti tecniche della tradizione magnetica europea continentale che — come documentato in Il Martinismo sez. X — è continuata col proprio nome fino al recupero italiano del XX secolo. La sua pagina è ponte fra:

  • Tradizione magnetica precoce (Mesmer, Puységur, Barberin, Lausanne, Bruno)
  • Sistematizzazioni ottocentesche (Deleuze, Du Potet, Lafontaine)
  • Continuazione italiana (Regazzoni, Kremmerz, tradizione napoletana)
  • Tradizione contemporanea (Scuola Paret-ISI-CNV, Paret Method)

Fonti

Fonte autoritativa principale

  • Marco Paret, History of Hypnotism, Animal Magnetism and Instant Healings (manoscritto inedito ISI-CNV) — sezione su Chevalier de Lausanne e il metodo di Bruno, pp. 134-135

Studi e questioni aperte

  • Identificazione precisa del Chevalier de Lausanne fra i magnetisti documentati del XVIII secolo: questione aperta per ricerca futura
  • Identificazione di Bruno (il creatore del metodo): figura pre-mesmerica? Membro di una loggia magnetica precoce? Da verificare nelle bibliografie storiche del magnetismo settecentesco
  • Cfr. Adam Crabtree, Animal Magnetism, Early Hypnotism, and Psychical Research, 1766-1925: An Annotated Bibliography, Kraus International, 1988, per il quadro bibliografico generale

Vedi anche