Luys e la Fascinazione mediante Specchi Rotanti
Luys e la fascinazione mediante specchi rotanti riguarda il metodo di induzione ipnotica introdotto dal neurologo Jules Bernard Luys all'ospedale della Charité: l'uso di apparecchi luminosi in rotazione (il «miroir tournant», specchio rotante) per provocare rapidamente lo stato di fascinazione, in alternativa al tradizionale oggetto brillante tenuto fermo davanti agli occhi.
Il metodo
Luys osservò che il procedimento classico — presentare al soggetto un oggetto brillante immobile — era «fatigant et infidèle», cioè faticoso e di esito incerto. Gli specchi rotanti, da lui introdotti nella terapeutica ipnotica, gli permettevano di andare «beaucoup plus vite et avec une quasi certitude»: in due-quattro minuti un soggetto ben disposto cadeva in fascinazione completa, con catalessi e anestesia cutanea. Descriveva così la scena: davanti allo specchio in rotazione «son œil est littéralement attiré, le regard est fixé; il s'isole de l'extérieur», le palpebre cominciano a battere e si chiudono, e il soggetto pare addormentarsi di sonno profondo.
Il legame con la fascinazione di Donato
La critica di Luys all'oggetto brillante immobile coincide con quella che Donato e Moréty muovevano alla fissazione di tipo braidiano. Luys notava inoltre una caratteristica preziosa dello stato di fascinazione: l'isolamento mentale del fascinato «n'est pas aussi complet et profond que dans les états somnambuliques» — il fascinato conserva qualche legame col mondo esterno, un sonno più superficiale. Una distinzione che anticipa l'idea, centrale nel Paret Method, di una fascinazione a occhi aperti e a coscienza presente, distinta dal sonno ipnotico profondo. Luys aggiungeva un dettaglio operativo: si potevano disporre tre o quattro soggetti attorno a un apparecchio in rotazione e addormentarli tutti insieme.