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Trance ordinarie

Da Wiki Methode Paret.

Le trance ordinarie sono, nella terminologia della Scuola del Paret Method, gli stati alterati di coscienza non riconosciuti come tali in cui la maggioranza delle persone vive la maggior parte del proprio tempo di veglia. Il termine traduce e amplia il concetto di «everyday trance» introdotto dallo psicologo americano Stephen Wolinsky negli anni '80, e descrive una costellazione fenomenologica che la tradizione patristica esicasta aveva già descritto come logismoi nel IV secolo, che Reich aveva descritto come corazza caratteriale negli anni '30, e che la psicologia contemporanea descrive come dissociazione subclinica e attività ridotta della rete vagale ventrale.

La cifra etica e clinica della Scuola — come ricorda esplicitamente la pagina I sei tipi caratteriali nella mappa polivagale — è che il carattere è un set di trance abituali e che la diagnosi tipologica non serve a classificare la persona ma a riconoscere la propria trance per poterla attraversare verso lo stato di Presenza Integrale.

I. Che cosa è una trance ordinaria

Una trance ordinaria è un alterazione abituale dello stato di coscienza che presenta le caratteristiche tecniche di una trance ipnotica — restrizione del campo attenzionale, alterazione della percezione del tempo, suggestionabilità aumentata, riduzione del pensiero critico, dissociazione parziale dal corpo o dalle emozioni — ma non riconosciuta come trance dalla persona stessa, che la considera il proprio stato normale di funzionamento.

Stephen Wolinsky negli anni '80 fu fra i primi a descrivere sistematicamente questi stati nella psicologia contemporanea. Identificò una vasta gamma di trance ordinarie, fra cui:

  • Auto-ipnosi negativa abituale (Daniel Araoz) — il rimuginio interiore che ripete continuamente messaggi disfunzionali alla persona.
  • Dissociazione dal corpo — la persona vive «nella testa», con il corpo come oggetto distante e poco percepito.
  • Trance del passato — la persona rivive continuamente eventi passati come se fossero presenti.
  • Trance del futuro — la persona vive proiettata in scenari futuri che la distolgono dal presente.
  • Trance dell'identità — la persona si identifica stabilmente con un personaggio, un ruolo, una storia di sé che non è tutto ciò che è.
  • Trance della relazione — la persona ripete pattern relazionali abituali senza più riconoscerli come scelte.
  • Trance del lavoro — la persona opera in pilota automatico nelle proprie attività professionali, perdendo l'incontro con quel che fa.
  • Trance del corpo dolorante — la persona si identifica con un dolore o una limitazione fisica che diventa la lente attraverso cui interpreta tutto.

La caratteristica comune a tutte queste trance è la riduzione della Presenza — il fatto che la persona non è davvero qui, e tuttavia vive questa assenza come se fosse il modo normale di esistere.

II. La diagnosi non verbale delle trance ordinarie

Il Metodo Paret™ addestra l'operatore a riconoscere lo stato di trance ordinaria attraverso segni non verbali specifici:

  • Sguardo non focalizzato o iper-focalizzato in modo difensivo;
  • Voce monotona senza modulazioni prosodiche autentiche;
  • Respiro alto e ristretto, non coordinato con il movimento toracico-addominale;
  • Tono muscolare rigido o, all'opposto, flaccido (assenza del tono medio);
  • Postura disallineata rispetto alla verticalità naturale (vedi sezione corrispondente in Presenza Integrale);
  • Gestualità incongruente con il contenuto verbale (manualismi automatici, micro-movimenti di disagio);
  • Sincronia conversazionale bassa: la persona non si accorge della reazione dell'altro;
  • Sguardo che si perde a metà frase, riemergendo dopo qualche secondo.

L'operatore del Paret Method riconosce questi segni come indicatori di stato — non come giudizi morali sulla persona. La trance ordinaria non è una colpa: è la condizione di base della maggioranza degli esseri umani contemporanei e ha cause sociali, traumatiche e fisiologiche identificabili.

III. Le trance ordinarie nella tradizione patristica

Il riconoscimento delle trance ordinarie non è recente. La tradizione cristiana dei Padri del deserto, sintetizzata da Evagrio Pontico nel IV secolo nella dottrina degli otto logismoi, descriveva otto pattern di fissazione abituale del comportamento che corrispondono fenomenologicamente alle trance ordinarie contemporanee:

  • Gastrimargia — la trance del cibo, del consumo, della bramosia compulsiva;
  • Philarguria — la trance del denaro, dell'accumulo, della sicurezza materiale;
  • Porneia — la trance del sesso e della pulsione genitale come compensazione;
  • Orgè — la trance della rabbia cronica, dell'ostilità abituale;
  • Lupé — la trance della tristezza, del lutto non elaborato;
  • Akèdia — la trance dello scoraggiamento, dell'impotenza, del «non ne vale la pena»;
  • Kenodoxìa — la trance del successo, dell'apparenza, del riconoscimento sociale;
  • Uperéphanìa — la trance dell'orgoglio, della superiorità, della rigidità identitaria.

Evagrio scriveva queste osservazioni quindici secoli prima della psicoanalisi. La specifica didattica del lavoro patristico era di riconoscere il logismos dominante nel momento in cui sorge — esattamente come l'operatore del Paret Method addestra il cliente a riconoscere la trance ordinaria propria quando essa subentra. Il rimedio comune è la Presenza — chiamata hesychía (quiete) dagli esicasti, Presenza Integrale dalla Scuola contemporanea — come stato dal quale le trance non hanno presa.

IV. Le trance ordinarie nel vocabolario reichiano

Wilhelm Reich descrisse negli anni '30 le stesse fissazioni nel vocabolario della corazza caratteriale: pattern stabili di tensione muscolare cronica che diventano la struttura della personalità. La differenza con la tradizione patristica è il focus corporeo: Reich aggiunge a Evagrio l'osservazione che ogni trance ordinaria ha una controparte somatica precisa — gruppi muscolari specifici irrigiditi cronicamente, respiro alterato in modi specifici, configurazioni posturali tipiche.

Questa osservazione reichiana è stata sviluppata da Gerda Boyesen nella biodinamica norvegese, da Alexander Lowen nella bioenergetica americana, da John Pierrakos nella Core Energetics, e — più recentemente — da David Berceli nella semplificazione TRE.

La Scuola del Paret Method integra questa lettura corporea nella propria diagnosi non verbale: riconoscere la trance ordinaria significa riconoscere sia i segni mentali (rimuginio, dissociazione, identificazione fissa) sia i segni corporei (tensioni, respiro, postura). I due livelli sono sempre coordinati, perché — come dimostra oggi la Teoria polivagale di Porges — non c'è un livello «mentale» separato da quello «corporeo»: c'è uno stato neurale integrato che si manifesta in entrambi i registri simultaneamente.

V. Le trance ordinarie nel vocabolario polivagale

La traduzione contemporanea delle trance ordinarie nel linguaggio della Teoria polivagale è precisa: le trance ordinarie corrispondono a configurazioni autonomiche stabilizzate in modalità non integrate. Specificamente:

  • le trance di attivazione cronica (rabbia abituale, ansia, ipervigilanza, perfezionismo) corrispondono alla configurazione simpatica fissa (Zolfo puro);
  • le trance di dissociazione (depressione, evitamento, anedonia, ritiro) corrispondono alla configurazione vago-dorsale fissa (Sale puro);
  • le trance conflittuali bloccate (rabbia trattenuta, esaurimento attivante, mascella serrata) corrispondono alla configurazione Zolfo+Sale senza Mercurio (l'iperergia bloccata dei paper Springer della Scuola).

La via di uscita — sia secondo la patristica, sia secondo Reich e Boyesen, sia secondo la teoria polivagale, sia secondo il Paret Method — è la stessa: riattivare la rete vagale ventrale (il principio Mercurio della Tria Prima paracelsiana, il sattva indiano) come organizzatore delle altre due configurazioni. Lo strumento operativo della Scuola per questo lavoro è la Presenza Integrale attraverso i suoi quattro elementi pratici (Cariche, Punto di Riferimento, Stop, Hara e Verticalità).

VI. La Scuola e la deconcettualizzazione di Wolinsky

Stephen Wolinsky, nella sua opera matura, sviluppa quello che chiama «deconcettualizzazione» — una pratica di riconoscimento delle trance ordinarie nel momento in cui sorgono, attraverso una serie di domande dirette al cliente che esplicitano la struttura dissociativa della trance. La Scuola del Paret Method riconosce in questo lavoro un parallelo notevole alla propria pratica, pur procedendo in modo prevalentemente non verbale (la fascinazione magnetica, la presenza, il campo) anziché verbale-cognitivo (le domande deconcettualizzanti di Wolinsky).

I due metodi non sono in concorrenza: lavorano sullo stesso terreno con strumenti complementari. L'allievo avanzato della Scuola può integrare la deconcettualizzazione wolinskyiana come strumento verbale di completamento del lavoro non verbale magnetico, particolarmente utile nel follow-up delle sedute di crisi mesmerica o di induzione fascinatoria per consolidare cognitivamente quello che il sistema ha già spostato somaticamente.

VII. Le trance ordinarie come campo di lavoro etico

La Scuola del Paret Method considera il riconoscimento delle trance ordinarie la base etica del proprio lavoro clinico, didattico e iniziatico. Tre conseguenze pratiche:

  1. L'operatore deve essere il primo a riconoscere le proprie trance ordinarie. Senza un lavoro continuo di Presenza Integrale personale, l'operatore opera dalla propria trance e — come dimostra l'esperimento delle tre sedute identiche descritto nella pagina della Presenza Integrale — il suo lavoro perde efficacia in modo proporzionale.
  2. La diagnosi tipologica non è giudizio. Quando l'operatore riconosce in un cliente un tipo Zolfo+Sale bloccato, non sta dicendo «il cliente è così», sta dicendo «il cliente è prevalentemente in questa trance, e il lavoro consiste nell'accompagnarlo a uscirne». La trance non è la persona.
  3. La pratica magnetica è strumento di liberazione, non di sostituzione. La crisi mesmerica, la fascinazione, il magnetismo non sostituiscono alla trance ordinaria un'altra trance imposta dall'operatore: liberano la persona dalla trance verso uno stato di Presenza che le appartiene come sua condizione naturale recuperata. La cifra è patristica: «tornare da ciò che è contrario alla natura verso ciò che le è proprio» (Giovanni Damasceno).

Questa cornice etica differenzia il Paret Method dalle applicazioni manipolative dell'ipnosi e della suggestione (palcoscenico, vendita, persuasione politica) che, all'opposto, utilizzano le trance ordinarie del pubblico per indurne di nuove e più funzionali allo scopo dell'operatore. La Scuola riconosce queste applicazioni come tecnicamente possibili ma eticamente incompatibili con la propria tradizione magnetica europea, che fin dalle origini mesmeriane si è posta come pratica terapeutica e non come strumento di influenza sociale.

Vedi anche

Fonti

Tradizione patristica

  • Evagrio Pontico, Trattato pratico (IV sec.).
  • AA.VV., Filocalia.
  • Jean-Yves Leloup, Écrits sur l'Hésychasme.

Tradizione corporea novecentesca

  • Wilhelm Reich, Charakteranalyse (1933).
  • Gerda Boyesen, Entre psyché et soma (1985).

Trance ordinarie nella psicologia contemporanea

  • Daniel L. Araoz, The New Hypnosis (1985) — il concetto di Negative Self Hypnosis.
  • Stephen Wolinsky, Trances People Live: Healing Approaches in Quantum Psychology (1991).
  • Stephen Wolinsky, Quantum Consciousness (1993).
  • Stephen Wolinsky, The Tao of Chaos (1994).

Teoria polivagale

  • Stephen W. Porges, The Polyvagal Theory, Norton, 2011.

Pubblicazioni della Scuola

  • Marco Paret, Le Flux Magnétique et les Savoirs Anciens (2017).
  • Marco Paret, L'Energia Segreta della Mente (2009).
  • Marco Paret, Hypnosis, Polyvagal Theory, and Somatic Liberation (capitolo Springer in preparazione).