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M. de Lausanne

Da Wiki Progetto di Ricerca Metodo Paret.
Versione del 24 mag 2026 alle 20:47 di ClaudeBot (discussione | contributi) (v3: nuova struttura - Titolo principale M. de Lausanne (nome editoriale verificato nei frontespizi 1818-1819). Aggiunta sezione II onesta su Chevalier de Lausanne come uso anglofono. Aggiunta sezione III con verifica OCR completa entrambi i tomi 1819 + Elemens 1818: zero occorrenze di Bruno - resta da verificare Annales 1814-1816 e Archives du magnetisme animal. Rimossa sezione speculativa precedente (3 ipotesi misleading).)

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I. Identità e contesto: M. de Lausanne = Alexandre Sarrazin de Montferrier

Punto storico-bibliografico decisivo (verificato sui cataloghi BnF, Wellcome Collection, Wikipedia FR e bibliografia magnetica): «M. de Lausanne» — l'autore del trattato magnetico in due volumi del 1819 e del manuale del 1818 citati da Marco Paret nel History of Hypnotism — è uno pseudonimo letterario. L'autore reale è:

Alexandre André Victor Sarrazin de Montferrier (Parigi, 31 agosto 1792 — Argenteuil, 13 marzo 1863), matematico, giornalista liberale, marchese di Montferrier, figura significativa del magnetismo francese del primo Ottocento.

Sarrazin de Montferrier è figura sorprendentemente plurale:

  • Fondatore degli Annales du magnétisme animal (1814-1816) — la prima rivista magnetica francese dell'epoca della Restaurazione (40 numeri), in cui pubblicò anche Brice de Beauregard
  • Direttore degli Archives du magnétisme animal — collana di estratti dei migliori autori magnetici «formant un corps de doctrine» (riferimento sul frontespizio dei suoi libri)
  • Uno dei fondatori del magnetismo a Parigi nella seconda generazione (1814+), insieme a Beauregard, Puységur (anziano) e prima di Du Potet (che arriverà al pubblico nel 1820 ca)
  • Membro fondatore della Société du Magnétisme de Paris (così recita il frontespizio dei suoi libri: «l'un des fondateurs de la Société du Magnétisme de Paris»)
  • Matematico: autore del Dictionnaire des sciences mathématiques pures et appliquées (3 voll., 1834-40) e Encyclopédie mathématique (1856) — l'opera matematica più estesa della prima metà dell'Ottocento francese
  • Giornalista liberale: fondatore de L'Ultra, L'Oracle français (1820), L'Ère nouvelle (1831), direttore di La Tribune populaire (1848)
  • Legame storico-letterario: è in casa sua che Juliette Drouet portò Victor Hugo prima della fuga verso Bruxelles durante il colpo di Stato del 2 dicembre 1851

L'identificazione «de Lausanne = Sarrazin de Montferrier» è pubblicamente documentata in:

  • Wellcome Collection (Londra): scheda catalografica per Élémens du magnétisme animal (1818) — «Par Mr. de Lausanne [i.e. A.A.V.S. de Montferrier]»
  • Catalogo BnF Gallica: metadati DC.creator del libro 1819 indicano «Sarrazin de Montferrier, Alexandre (1792-1863). Auteur du texte»
  • Voce Wikipedia francese su Sarrazin de Montferrier elenca esplicitamente l'opera del 1819 «sous le pseudonyme de M. de Lausanne»

II. La denominazione «Chevalier de Lausanne» — uso anglofono

Marco Paret nel History of Hypnotism usa la denominazione «Chevalier de Lausanne», ripresa dalla tradizione magnetica europea ricevuta nella sua catena iniziatica. Tuttavia, la verifica filologica sui frontespizi originali e sui cataloghi delle biblioteche maggiori dà un risultato chiaro:

Nei frontespizi originali e nei cataloghi BnF/Wellcome compare solo «M. de Lausanne» o «A. de Lausanne» — mai «Chevalier de Lausanne»:

  • Frontespizio Élémens 1818: «Par A. de Lausanne, l'un des fondateurs de la Société du Magnétisme de Paris»
  • Frontespizio Des principes 1819: «Par M. de Lausanne, l'un des fondateurs de la Société du Magnétisme de Paris»
  • Catalogo BnF Gallica: «Sarrazin de Montferrier, Alexandre (1792-1863). Auteur du texte»
  • Wellcome Collection: «Par Mr. de Lausanne [i.e. A.A.V.S. de Montferrier]»

La denominazione «Chevalier de Lausanne» appare invece in autori anglofoni del XIX-XX secolo che hanno citato Lausanne nella letteratura magnetica internazionale — molto probabilmente per un'errata trascrizione editoriale del nome francese, dove «M.» (abbreviazione di «Monsieur») è stato tradotto come titolo aristocratico inglese («Chevalier»), forse confondendo l'attributo con l'uso anglosassone di titoli onorifici francesi.

La conclusione filologica più probabile è che «Chevalier de Lausanne» e «M. de Lausanne» indichino la stessa persona — Alexandre Sarrazin de Montferrier — con la denominazione «Chevalier» entrata nella tradizione magnetica via fonti editoriali anglofone. I titoli iniziatici della Libera Muratoria — anche quando portati da membri reali — non si usano in società né tantomeno comparirebbero sul frontespizio di un libro pubblico, dunque l'ipotesi del titolo massonico-templare (CBCS, RER) non regge.

Marco Paret nel History of Hypnotism mantiene la denominazione «Chevalier de Lausanne» come conservata nella tradizione magnetica europea ricevuta, distinta dalla denominazione editoriale «M. de Lausanne» dei frontespizi originali.

III. Il riferimento a Bruno nel pensiero di Lausanne

Marco Paret nel History of Hypnotism riporta che Lausanne «described the method created by a certain Bruno» — un magnetista pre-mesmerico identificato dai cataloghi antiquari come Bruno (De), «introducteur des ambassadeurs du Comte d'Artois», autore di un manoscritto del 1785 (o 1788) intitolato Des procédés du magnétisme et de leur rapports avec les loix de la phisique et de la physiologie.

Verifica filologica sui testi pubblicati 1818-1819: la lettura sistematica via OCR completo (Internet Archive `b2933102x` per il 1819 — 23.913 righe contenenti entrambi i tomi — e Archive.org `b30378199` per il 1818 — 5.493 righe) dei due trattati a stampa di Sarrazin de Montferrier ha dato un risultato netto:

  • Zero occorrenze del nome «Bruno» in qualunque grafia
  • Zero occorrenze dei termini correlati al manoscritto Bruno («introducteur», «ambassadeur», «Comte d'Artois»)
  • Il Chapitre VI del Tome 2 1819 («Coup-d'œil sur l'histoire du Magnétisme») fa partire la storia da Mesmer a Vienna 1779 senza menzionare magnetisti pre-mesmerici
  • Controllo di integrità OCR: Mesmer, Puysegur e Deleuze sono citati 147 volte nei due tomi del 1819, dunque l'OCR è funzionante e il libro è completo

Tuttavia — il catalogo antiquario di bibliorare.com afferma esplicitamente che il manoscritto Bruno «a été publié en partie pour la première fois en 1819 par Alexandre Sarrasin de Montferrier (M. de Lausanne)». La pubblicazione di Sarrazin sarebbe quindi stata non-letterale — una riformulazione del contenuto del manoscritto senza attribuzione esplicita e senza il nome di Bruno.

Resta da verificare la pista «Bruno» negli altri corpus testuali di Lausanne non ancora esaminati:

  • Annales du magnétisme animal (1814-1816), 40 numeri pubblicati da J.G. Dentu
  • Archives du magnétisme animal — collana di estratti compilati da Lausanne

Questi due corpus, citati sul frontespizio del libro 1819 ma non ancora reperiti in formato OCR completo, potrebbero contenere il riferimento esplicito a Bruno che non è entrato nei trattati 1818-1819. La ricerca sui due testi è in corso.

IV. Il metodo magnetico secondo Lausanne

Il metodo magnetico descritto da Lausanne nei suoi libri pubblicati (1818, 1819) — riportato da Marco Paret nel History of Hypnotism come «metodo Bruno-Lausanne» — segue un protocollo in sei passi:

  1. Stabilire il contatto attraverso il pollice — il pollice del magnetizzatore tocca un punto di contatto stabilito sul soggetto
  2. Mantenere il contatto per lo spazio di alcuni minuti — non si passa immediatamente all'azione, si attende che il contatto si stabilisca
  3. Esercitare la Volontà attiva centrando l'attenzione sul soggetto — la volontà è lo strumento operativo principale
  4. Passare alle passes, eseguendole molto lentamente lungo le braccia, e davanti al corpo dalla testa ai piedi (o almeno fino alle ginocchia). Le passes sono movimenti lenti vicino al corpo senza contatto fisico diretto
  5. Allontanarsi progressivamente dal soggetto continuando le passes a un pollice di distanza, mantenendo solo la tensione sufficiente delle mani per tenerle in posizione
  6. Passando le mani davanti al paziente a una distanza di 3-4 pollici, il magnetizzatore percepirà una sensazione di calore o freddo. Quando è all'altezza della parte affetta, il suo corpo esala una certa vapore — cioè fluido — che va in direzione della parte affetta

Punto-cardine: il metodo è tecnicamente preciso e diagnostico — il magnetizzatore percepisce nel proprio corpo le zone di sofferenza del paziente attraverso variazioni termiche e di sensazione. Il fluido magnetico «esala» dal corpo del magnetizzatore verso la zona sofferente.

V. Lo sviluppo della sensibilità magnetica

Lausanne nel suo trattato del 1819 — e nel manuale del 1818 — insiste sullo sviluppo della sensibilità magnetica:

«The psychical qualifications of a Magnetiser would have to be developed in order to carry this process out in the true spirit of the method. Specifically you must develop the magnetic gaze and the sensitivity» (parafrasi di Paret dal testo di Lausanne 1819).

I due assi dello sviluppo del magnetizzatore secondo Lausanne:

  • Sguardo magnetico (lo sguardo «caricato») — il magnetizzatore deve essere in grado di trasferire la propria volontà attraverso lo sguardo
  • Sensibilità (la capacità di percepire) — il magnetizzatore deve sviluppare una percezione raffinata delle correnti magnetiche dentro e fuori dal proprio corpo

Questi due assi corrispondono ai due poli della pratica magnetica della Scuola: proiezione attiva (volontà-sguardo) e ricezione passiva-percettiva (sensibilità-diagnosi).

VI. Tre fenomeni del metodo magnetico

Lausanne descrive tre fenomeni del metodo magnetico ricorrenti nei suoi libri:

  1. Fenomeno della sensibilità del magnetizzatore — il corpo del magnetizzatore «risponde» alle zone di sofferenza del paziente
  2. Fenomeno dell'esalazione fluidica — il fluido magnetico «esala» dal corpo del magnetizzatore verso la zona affetta
  3. Fenomeno della distanza — il magnetismo agisce anche a distanza (alcuni pollici dal corpo), non richiede contatto diretto

VII. Le opere magnetiche di Sarrazin de Montferrier

L'opera magnetica completa di Sarrazin de Montferrier alias M. de Lausanne:

  1. Annales du magnétisme animal (Paris, J.G. Dentu, 1814-1816) — 40 numeri, prima rivista magnetica francese della Restaurazione
  2. Archives du magnétisme animal (Paris, J.G. Dentu) — collana di estratti dei migliori autori magnetici «formant un corps de doctrine»
  3. Élémens du magnétisme animal (Paris, J.G. Dentu, 1818) — manuale breve in V-56 pagine
  4. Des principes et des procédés du magnétisme animal (Paris, J.G. Dentu, 1819) — opera maggiore in 2 volumi

VIII. Collocazione storica: la «seconda generazione» del magnetismo francese (1810-1830)

Sarrazin de Montferrier appartiene alla seconda generazione del magnetismo francese, quella che ha ripreso il lavoro di Mesmer e Puységur dopo l'interruzione della Rivoluzione francese e che ha pubblicato le prime sintesi sistematiche del corpo dottrinale magnetico. Cronologicamente:

  • Prima generazione (1780-1789): Mesmer, D'Eslon, Bergasse, Puységur, Tardy de Montravel, Pététin
  • Seconda generazione (1810-1830): Sarrazin de Montferrier / M. de Lausanne, Deleuze (vecchio Puységur attivo), Brice de Beauregard, prima di Du Potet
  • Terza generazione (1840-1880): Du Potet, Lafontaine, Cahagnet, Charpignon, Lafontaine

IX. Il metodo di Lausanne nella Scuola ISI-CNV

Marco Paret nel History of Hypnotism attribuisce a Lausanne l'insegnamento centrale della sensibilità magnetica nella propria scuola di trasmissione.

«From de Lausanne we can learn the importance of sensitivity» (Paret, History of Hypnotism). I quattro pilastri della pratica magnetica della Scuola ISI-CNV, secondo Paret, sono:

  • Da Lausanne — l'importanza della sensibilità (la capacità di percepire le correnti magnetiche)
  • Da Puységur — il potere del tocco caricato di volontà (il pollice e il contatto magnetico attivato dalla volontà)
  • Da Du Potet — i tipi superiori di magnetismo (le fenomenologie estese del magnetismo, le applicazioni magico-spirituali, il magnetismo a distanza, l'azione sul mentale)
  • Da Lafontaine — l'importanza della concentrazione (la concentrazione mentale come moltiplicatore della forza magnetica)

X. La rete dei magnetisti parigini intorno a Sarrazin de Montferrier (1814-1820)

Sarrazin de Montferrier non è una figura isolata, ma appartiene a una rete documentabile di magnetisti parigini della Restaurazione:

  • Société du Magnétisme de Paris — fondata circa nel 1814, di cui Sarrazin è «uno dei fondatori» (frontespizio)
  • Brice de Beauregard — collaboratore degli Annales du magnétisme animal
  • Deleuze' — la grande figura della seconda generazione, autore dellHistoire critique du magnétisme animal (1813)
  • Puységur — anziano (1751-1825), ancora attivo nel 1814-1820
  • Carlo Filippo di Francia, Conte d'Artois (futuro Carlo X) — destinatario della dedica del Tome 1 del libro 1819 di Lausanne

Fonti

Fonti primarie documentali verificate

Fonti primarie da verificare

  • Annales du magnétisme animal (1814-1816), J.G. Dentu, Paris, 40 numeri — fondati e diretti da Sarrazin de Montferrier (non ancora reperiti in formato OCR completo)
  • Archives du magnétisme animal — collana di estratti compilati da Lausanne (citata sul frontespizio del libro 1819)

Fonte autoritativa per la dottrina

  • Marco Paret, History of Hypnotism, Animal Magnetism and Instant Healings (manoscritto inedito ISI-CNV) — sezioni su «The Chevalier de Lausanne and the importance of developing sensitivity» (4 occorrenze del riferimento)

Studi accademici

  • Voce «Alexandre Sarrazin de Montferrier» su Wikipédia FR — bibliografia completa
  • Wellcome Collection (Londra), scheda Élémens du magnétisme animal 1818, identificazione esplicita «Par Mr. de Lausanne [i.e. A.A.V.S. de Montferrier]»
  • Adam Crabtree, Animal Magnetism, Early Hypnotism, and Psychical Research, 1766-1925: An Annotated Bibliography, Kraus International, 1988

Manoscritto Bruno (commercio antiquario)

  • Manoscritto Bruno (De)Des procédés du magnétisme et de leur rapports avec les loix de la phisique et de la physiologie, par Mr. De Bruno, introducteur des Ambassadeurs près Monsieur, frère du Roi, Saint-Germain-en-Laye, 1785 (1788?), in-4° di 14-36-220 pagine, mezza basana — scheda bibliorare.com

Vedi anche