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M. de Lausanne

Da Wiki Progetto di Ricerca Metodo Paret.
Versione del 24 mag 2026 alle 18:22 di WikiBot (discussione | contributi) (Lausanne riscritta con fonte primaria Gallica BnF: identificazione 'M. de Lausanne' = Alexandre Sarrazin de Montferrier (1792-1863) marchese matematico giornalista liberale fondatore Annales du magnétisme animal 1814 + identificazione 'Bruno' = introducteur des ambassadeurs Conte Artois manoscritto 1785 + cronologia seconda generazione magnetismo francese Restaurazione + rete magnetisti parigini 1814-1820 (Beauregard Puysegur Deleuze Sarrazin Du Potet))

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I. Identità e contesto: «M. de Lausanne» = Alexandre Sarrazin de Montferrier

Punto storico-bibliografico decisivo (verificato sui cataloghi BnF, Wellcome Collection, Wikipedia FR e bibliografia magnetica): «M. de Lausanne» o «Chevalier de Lausanne» — l'autore del trattato magnetico in due volumi del 1819 citato da Marco Paret nel History of Hypnotism — è uno pseudonimo letterario. L'autore reale è:

Alexandre André Victor Sarrazin de Montferrier (Parigi, 31 agosto 1792 — Argenteuil, 13 marzo 1863), matematico, giornalista liberale, marchese di Montferrier, figura significativa del magnetismo francese del primo Ottocento.

Sarrazin de Montferrier è figura sorprendentemente plurale:

  • Fondatore dei Annales du magnétisme animal (1814-1816) — la prima rivista magnetica francese dell'epoca della Restaurazione, in cui pubblicò anche Brice de Beauregard (wiki magnetica + wiki ermetica)
  • Uno dei fondatori del magnetismo a Parigi nella seconda generazione (1814+), insieme a Beauregard, Puységur (anziano) e prima di Du Potet (che arriverà al pubblico nel 1820 ca)
  • Membro della Société du Magnétisme de Paris (frontespizio dei suoi libri)
  • Matematico: autore del Dictionnaire des sciences mathématiques pures et appliquées (3 voll., 1834-40) e Encyclopédie mathématique (1856) — l'opera matematica più estesa della prima metà dell'Ottocento francese
  • Giornalista liberale: fondatore de L'Ultra, L'Oracle français (1820), L'Ère nouvelle (1831), direttore di La Tribune populaire (1848)
  • Legame storico-letterario: è in casa sua che Juliette Drouet portò Victor Hugo prima della fuga verso Bruxelles durante il colpo di Stato del 2 dicembre 1851

L'identificazione «de Lausanne = Sarrazin de Montferrier» è pubblicamente documentata in:

  • Wellcome Collection (Londra): scheda catalografica per Élémens du magnétisme animal (1818) — «Par Mr. de Lausanne [i.e. A.A.V.S. de Montferrier]»
  • Catalogo BnF Gallica: metadati DC.creator del libro 1819 indicano «Sarrazin de Montferrier, Alexandre (1792-1863). Auteur du texte»
  • Voce Wikipedia francese su Sarrazin de Montferrier elenca esplicitamente l'opera del 1819 «sous le pseudonyme de M. de Lausanne»

II. «Bruno» — l'autore del manoscritto pubblicato da Sarrazin

Punto altrettanto decisivo: il «Bruno» di cui Lausanne descrive il metodo nel suo trattato del 1819 — quello che Marco Paret riporta come metodo magnetico in 6 passi — è anch'esso un personaggio storico documentabile e non un mistico pre-mesmerico né un mesmerista anonimo.

I metadati Gallica BnF indicano Bruno, De come «introducteur des ambassadeurs du Cte d'Artois» — Auteur du texte (autore secondario del Tome 2 del 1819).

Identità di Bruno: Introducteur des Ambassadeurs presso Monsieur, frère du Roi, cioè presso il Conte d'Artois — Carlo Filippo di Francia (1757-1836), futuro re Carlo X di Francia (1824-1830), fratello di Luigi XVI e di Luigi XVIII. Il «Conte d'Artois» — chiamato anche «Monsieur» a corte — era il terzo principe in linea di successione alla corona francese sotto Luigi XVI.

L'«introducteur des ambassadeurs» era una carica di corte aristocratica — il funzionario che presentava gli ambasciatori esteri al principe. Bruno era dunque un alto funzionario di corte della casa del Conte d'Artois, attivo nel periodo finale dell'Ancien Régime (1780-89).

Il manoscritto originale di Bruno (citato dai cataloghi del commercio antiquario francese) è datato 1785 (o 1788 in altra redazione) — quindi contemporaneo a Mesmer (1779), Puységur (1784) e alla Société de l'Harmonie Universelle (1783-1789). Bruno è dunque un magnetista della prima generazione attivo nei circoli aristocratici di Versailles e della casa di Artois nei tardi anni del regno di Luigi XVI.

Struttura del manoscritto di Bruno (1785)

In-4° di 14-36-220 pagine (rilegatura posteriore in mezza basana), il manoscritto presenta:

  • Prefazione di 14 pagine
  • Introduzione di 36 pagine
  • 7 capitoli (220 pagine):
  1. Dei procedimenti
  2. Delle correnti e sensazioni interne ed esterne
  3. Dellentrainement (trascinamento) delle correnti e attrazioni magnetiche
  4. Dell'esplorazione e dell'uso delle sensazioni esterne e dei trattamenti magnetici
  5. Delle sensazioni del malato
  6. Del baquet magnetico
  7. Dei sonnambuli e del sonnambulismo

Manoscritto precedente la diffusione delle scoperte di Puységur sul sonnambulismo (4 maggio 1784) o contemporaneo alle prime ramificazioni della Société de l'Harmonie. Il fatto che Bruno tratti del sonnambulismo nel cap. VII indica che il manoscritto in versione 1788 è post-Puységur e ne integra la scoperta — coerente con il fatto che Bruno operasse a corte di Artois che era nella rete della Société.

III. Il «Chevalier de Lausanne» dello pseudonimo

Lo pseudonimo «Chevalier de Lausanne» o «M. de Lausanne» — usato da Sarrazin de Montferrier — può essere letto in modo plurale:

  1. Riferimento geografico alla città svizzera di Losanna come centro magnetico minore (la Svizzera francofona aveva un ruolo nella trasmissione magnetica fra Francia e Germania, e Charles Lafontaine sarà un magnetista franco-svizzero della generazione successiva)
  2. Riferimento iniziatico a una Loggia magnetica losannese del XVIII secolo (ipotesi non documentata ma possibile)
  3. Riferimento simbolico-aristocratico — «Chevalier» è titolo della Libera Muratoria templare degli alti gradi (Régime Écossais Rectifié, Stretta Osservanza); il vero Sarrazin de Montferrier era marchese, quindi titolato

IV. Il metodo di Bruno in sei passi

[VERIFICATO] Marco Paret nel History of Hypnotism (sez. Lausanne) riporta direttamente dal libro di Sarrazin de Montferrier (1819) — che a sua volta pubblica il manoscritto di Bruno — il protocollo magnetico in sei passi che costituisce uno dei primi metodi codificati della pratica magnetica del XVIII secolo:

  1. Stabilire il contatto attraverso il pollice — il pollice del magnetizzatore tocca un punto di contatto stabilito sul soggetto
  2. Mantenere il contatto per lo spazio di alcuni minuti — non si passa immediatamente all'azione, si attende che il contatto si stabilisca
  3. Esercitare la Volontà attiva centrando l'attenzione sul soggetto — la volontà è lo strumento operativo principale
  4. Passare alle passes, eseguendole molto lentamente lungo le braccia, e davanti al corpo dalla testa ai piedi (o almeno fino alle ginocchia). Le passes sono movimenti lenti vicino al corpo senza contatto fisico diretto
  5. Allontanarsi progressivamente dal soggetto continuando le passes a un pollice di distanza, mantenendo solo la tensione sufficiente delle mani per tenerle in posizione
  6. Passando le mani davanti al paziente a una distanza di 3-4 pollici, il magnetizzatore percepirà una sensazione di calore o freddo. Quando è all'altezza della parte affetta, il suo corpo esala una certa vapore — cioè fluido — che va in direzione della parte affetta

Punto-cardine: il metodo Bruno-Sarrazin è tecnicamente preciso e diagnostico — il magnetizzatore percepisce nel proprio corpo le zone di sofferenza del paziente attraverso variazioni termiche e di sensazione. Il fluido magnetico «esala» dal corpo del magnetizzatore verso la zona sofferente.

V. Lo sviluppo della sensibilità magnetica

Sarrazin de Montferrier nel suo trattato del 1819 — citando l'esperienza di Bruno e la propria — insiste sullo sviluppo della sensibilità magnetica:

«The psychical qualifications of a Magnetiser would have to be developed in order to carry this process out in the true spirit of Bruno. Specifically you must develop the magnetic gaze and the sensitivity» (parafrasi di Paret dal testo di Lausanne 1819).

I due assi dello sviluppo del magnetizzatore:

  1. Lo sguardo magnetico (magnetic gaze) — capace di fissare il soggetto, dirigere il fluido, stabilire il rapporto. Argomento ripreso in tutta la tradizione magnetica successiva e nel Paret Method contemporaneo
  2. La sensibilità (sensitivity) — capacità di percepire le variazioni sottili nel proprio corpo che corrispondono allo stato del paziente. Senza sensibilità il magnetismo è cieco — ridotto a meccanica delle passes

Marco Paret riporta direttamente le istruzioni di Lausanne/Sarrazin de Montferrier sullo sviluppo della sensibilità:

«Here I will tell you what you will experience, in a manner more or less sensible, perhaps the first time, or maybe at the end of eight or ten sittings, or even only at the end of some months of practice. I am ignorant whether there are persons who have not the necessary temperament to obtain this end. To determine this, it would be requisite to know whether they who have never attained it, have not like me failed in patience and perseverance in their researches».

Punto-cardine: la sensibilità si sviluppa col tempo — alcuni la sentono dopo 8-10 sedute, altri dopo mesi di pratica. Persistenza e pazienza sono qualità essenziali. Sarrazin/Lausanne ammette di aver inizialmente «fallito in pazienza e perseveranza».

Nota dell'editore (Paret): «In our experience this sensitivity is something that everybody can awaken. It is a natural body capability».

VI. Tre fenomeni del metodo Bruno-Sarrazin

Il trattato del 1819 documenta tre fenomeni fondamentali che emergono dalla pratica del metodo:

  1. Sensazioni termiche e fluide nelle mani del magnetizzatore — calore, freddo, formicolio, sensazione di «esalazione» o «assorbimento» di fluido
  2. Diagnosi psichica — capacità di percepire la zona del corpo del paziente che ha bisogno di intervento, anche senza che il paziente la indichi
  3. Comunicazione fluidica a distanza — l'effetto magnetico continua anche quando il magnetizzatore si allontana dal paziente, purché mantenga l'attenzione

VII. Le opere magnetiche di Sarrazin de Montferrier

  1. 1814-1816: fondazione e direzione degli Annales du magnétisme animal — la prima rivista magnetica francese della Restaurazione, pubblicata da J.G. Dentu a Parigi. Nei suoi 40 numeri sono raccolti casi clinici, dottrine, dibattiti del milieu magnetico parigino del decennio. La pagina della wiki magnetica Le Chevalier de Beauregard — Magnetismo Esoterico e Tradizione Egiziana utilizza gli Annales come fonte primaria
  2. 1818: Élémens du magnétisme animal, ou Exposition succincte des procédés, des phénomènes, et de l'emploi du magnétisme (J.G. Dentu, Parigi, V-56 pp.) — manuale conciso introduttivo. Citazione testuale dellAvant-Propos: «Malgré les excellens ouvrages de MM. de Puységur et Deleuze, on sent encore le besoin d'un Traité élémentaire, court et précis, sur le Magnétisme animal». Sarrazin si pone esplicitamente come continuatore di Puységur e Deleuze nella seconda generazione magnetica
  3. 1819: Des principes et des procédés du magnétisme animal, et de leurs rapports avec les lois de la physique et de la physiologie, 2 voll., J.G. Dentu, Parigi — opera maggiore. Il Tome 2 contiene la pubblicazione (parziale) del manoscritto inedito di Bruno (1785), affiancato dall'apparato critico e dalle considerazioni di Sarrazin

VIII. Collocazione storica: la «seconda generazione» del magnetismo francese (1810-1830)

Sarrazin de Montferrier appartiene alla seconda generazione del magnetismo francese, che opera fra la dissoluzione della Société de l'Harmonie (post-1789) e l'arrivo di Du Potet sul pubblico parigino (1820+):

  • Prima generazione (1779-1815): Mesmer, Puységur, Barberin, Bergasse, Bruno, Beauregard — magnetisti pionieri
  • Seconda generazione (1810-1830): Sarrazin de Montferrier/Lausanne, Deleuze (sistematizzatore teorico) — codificatori e divulgatori della prima generazione, fondatori dei primi giornali specializzati, della Société du Magnétisme di Parigi
  • Terza generazione (1820-1860): Du Potet, Lafontaine, Cahagnet — esportatori del magnetismo in Europa e in Inghilterra, dove sarà osservato da James Braid a Manchester (1841)

IX. Il metodo Bruno-Sarrazin nella Scuola ISI-CNV

Marco Paret nel History of Hypnotism riprende esplicitamente il metodo di Sarrazin/Lausanne come fonte tecnica per la pratica della Scuola ISI-CNV. Punti convergenti:

  • Il pollice come canale iniziale di contatto — ripreso in numerose pratiche introduttive di sensibilizzazione magnetica
  • Le passes lente — pratica standard della Scuola
  • L'allontanamento progressivo con mantenimento dell'effetto — punto-cardine della Scuola: «people react at a distance as if the operator were near them» (Paret)
  • La diagnosi psichica attraverso percezione termica — sviluppata nella Scuola come sensibilità magnetica
  • Lo sguardo magnetico — sviluppato nel Paret Method contemporaneo

Sarrazin de Montferrier/Lausanne è dunque non solo figura storica documentale ma autore-fonte di tecniche operative ancora in uso nella tradizione magnetica europea che la Scuola ISI-CNV continua.

X. La rete dei magnetisti parigini intorno a Sarrazin de Montferrier (1814-1820)

Il quadro complessivo dei magnetisti parigini attorno alla Société du Magnétisme nei primi anni della Restaurazione include:

La Società del Magnetismo di Parigi è dunque un ambiente intellettualmente plurale — matematici (Sarrazin), aristocratici-religiosi (Beauregard), bibliotecari-naturalisti (Deleuze), nobili veterani (Puységur), futuri magnetisti idealisti (Du Potet) — che fa da cerniera fra il magnetismo settecentesco originario e quello ottocentesco divulgativo-internazionale.

Fonti

Fonte primaria documentale

  • Sarrazin de Montferrier, Alexandre (sous le pseudonyme de M. de Lausanne), Des principes et des procédés du magnétisme animal, et de leurs rapports avec les lois de la physique et de la physiologie, 2 voll., J.G. Dentu, Paris, 1819 — Tome 2 — Gallica BnF, dominio pubblico
  • Sarrazin de Montferrier (par A. de Lausanne), Élémens du magnétisme animal, ou Exposition succincte des procédés, des phénomènes, et de l'emploi du magnétisme, J.G. Dentu, Paris, 1818 — Gallica BnF
  • Annales du magnétisme animal (1814-1816), J.G. Dentu, Paris, 40 numeri — fondati e diretti da Sarrazin de Montferrier

Fonte autoritativa per la dottrina

  • Marco Paret, History of Hypnotism, Animal Magnetism and Instant Healings (manoscritto inedito ISI-CNV) — sezione su Chevalier de Lausanne e il metodo di Bruno, pp. 134-135

Studi accademici

  • Voce «Alexandre Sarrazin de Montferrier» su Wikipédia FR — bibliografia completa
  • Wellcome Collection (Londra), scheda Élémens du magnétisme animal 1818, identificazione esplicita «Par Mr. de Lausanne [i.e. A.A.V.S. de Montferrier]»
  • Adam Crabtree, Animal Magnetism, Early Hypnotism, and Psychical Research, 1766-1925: An Annotated Bibliography, Kraus International, 1988

Manoscritto Bruno (commercio antiquario)

  • Manoscritto Bruno (De)Des procédés du magnétisme et de leur rapports avec les loix de la phisique et de la physiologie, par Mr. De Bruno, introducteur des Ambassadeurs près Monsieur, frère du Roi, Saint-Germain-en-Laye, 1785 (1788?), in-4° di 14-36-220 pagine, mezza basana

Vedi anche