Orientamento magnetico: differenze tra le versioni

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Correzione lessicale nella sezione sul raccoglimento della luce
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Precisato il riferimento a Lu K'uan Yü sul centro tra e dietro gli occhi e sul raccoglimento della luce
 
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anizza in una forma che attrae nuovo movimento e viene a sua volta mantenuta da ciò che converge. Il vortice rende comprensibile l'intensificazione della fascinazione e il carattere autoalimentato di alcune configurazioni relazionali.
nizza in una forma che attrae nuovo movimento e viene a sua volta mantenuta da ciò che converge. Il vortice rende comprensibile l'intensificazione della fascinazione e il carattere autoalimentato di alcune configurazioni relazionali.


== Raccoglimento della luce e fascinazione ==
== Raccoglimento della luce e fascinazione ==


Un confronto operativo importante riguarda le pratiche dell'[[Alchimia cinese|alchimia interiore cinese]] nelle quali si cerca di «raccogliere» o «arrestare la luce». Il praticante stabilizza l'attenzione e l'assetto oculare verso un punto mediano, spesso il terzo occhio oppure la punta del naso. La dispersione percettiva diminuisce e la mente tende ad acquietarsi.
Un confronto operativo importante riguarda le pratiche dell'[[Alchimia cinese|alchimia interiore cinese]] nelle quali si cerca di «raccogliere» o «arrestare la luce». Lu K'uan Yü (Charles Luk), traducendo l'insegnamento di Chao Pi Ch'en in ''Taoist Yoga: Alchemy and Immortality'', situa la «cavità originaria dello spirito» al centro del cervello, tra e dietro gli occhi: i due occhi devono rivolgersi interiormente verso questo centro e poi chiudersi, acquietando il mentale sino alla manifestazione della luce della natura essenziale. Altre istruzioni taoiste impiegano anche la punta del naso come punto di stabilizzazione. In entrambi i casi la dispersione percettiva diminuisce e la mente tende ad acquietarsi.


Nella [[Fascinazione|fascinazione magnetica]] il supporto iniziale è invece esterno e relazionale: il soggetto fissa lo sguardo dell'operatore. La letteratura dei fascinatori, soprattutto nella linea dello sguardo diretto illustrata da Charles Lafontaine, descrive segni oculari ricorrenti. Quando, dopo una fissazione sufficientemente intensa, le palpebre si chiudono, gli occhi possono continuare spontaneamente a orientarsi verso l'alto — talvolta lasciando apparire il bianco — oppure convergere verso il naso.
Nella [[Fascinazione|fascinazione magnetica]] il supporto iniziale è invece esterno e relazionale: il soggetto fissa lo sguardo dell'operatore. La letteratura dei fascinatori, soprattutto nella linea dello sguardo diretto illustrata da Charles Lafontaine, descrive segni oculari ricorrenti. Quando, dopo una fissazione sufficientemente intensa, le palpebre si chiudono, gli occhi possono continuare spontaneamente a orientarsi verso l'alto — talvolta lasciando apparire il bianco — oppure convergere verso il naso.
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== Bibliografia essenziale ==
== Bibliografia essenziale ==


* Lu K'uan Yü (Charles Luk), ''Taoist Yoga: Alchemy and Immortality'', traduzione di ''The Secrets of Cultivating Essential Nature and Eternal Life'' di Chao Pi Ch'en, 1970.
* Nicolas Bergasse, ''Considérations sur le magnétisme animal, ou sur la théorie du monde et des êtres organisés'', 1784.
* Nicolas Bergasse, ''Considérations sur le magnétisme animal, ou sur la théorie du monde et des êtres organisés'', 1784.
* Marco Paret, ''The Magnetic Gaze'', 2011.
* Marco Paret, ''The Magnetic Gaze'', 2011.