La pratica migliore secondo Petrus Baragnon: differenze tra le versioni

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Frenologia: i due punti costanti (obbedienza, venerazione) + altri organi; aggiunti aneddoti in prima persona di Baragnon
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Frenologia: dove si trovano i punti (localizzazione Baragnon) + estasi magnetica indotta (esempio concreto)
 
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Descrive con precisione i ''passes'': ci si pone di fronte al soggetto, si allungano le braccia verso la fronte, le mani piatte che si sfiorano coi pollici; misurata la distanza, si alzano le braccia sopra il viso e le si abbatte «molto vivamente», i palmi rivolti al paziente, tracciando nell'aria due mezze circonferenze.
Descrive con precisione i ''passes'': ci si pone di fronte al soggetto, si allungano le braccia verso la fronte, le mani piatte che si sfiorano coi pollici; misurata la distanza, si alzano le braccia sopra il viso e le si abbatte «molto vivamente», i palmi rivolti al paziente, tracciando nell'aria due mezze circonferenze.


== La frenologia: i due punti che danno «risultati costanti» ==
== La frenologia: i due punti costanti e dove si trovano ==


Baragnon afferma di poter provocare in un sonnambulo, «a sua insaputa e senza contatto», stati definiti — farlo «ridere, cantare, impaurirsi, andare in collera» — e che questi effetti «irresistibili» durano finché non li distrugge, ottenuti «per la localizzazione del fluido» su precisi punti del capo.
Baragnon afferma di poter provocare in un sonnambulo, «a sua insaputa e senza contatto», stati definiti — farlo «ridere, cantare, impaurirsi, andare in collera» — «per la localizzazione del fluido» su precisi punti del capo, «così e ben più che se avesse le protuberanze naturali»: il che, dice, «prova e verifica al tempo stesso il sistema di Gall e di Spurzheim».


Ma precisa un limite netto: «'''non vi sono che due punti frenologici che danno risultati costanti: il punto dell'obbedienza e quello della venerazione'''». Per l'uno «si ottiene la sottomissione ed effetti di memoria»; per l'altro «la preghiera e l'estasi magnetica». L'azione fluidica sul punto della venerazione, «il cui sviluppo predispone al culto di Dio», genera «la comprensione del suo essere e la felicità nella religione» (ne fa il tipo Fénelon).
Ma pone un limite netto: «'''non vi sono che due punti frenologici che danno risultati costanti: il punto dell'obbedienza e quello della venerazione'''». Per l'uno «si ottiene la sottomissione ed effetti di memoria»; per l'altro «la preghiera e l'estasi magnetica».


'''Gli altri organi accennati.''' Baragnon aggiunge che altri effetti sono più difficili da eccitare «all'istante voluto», ma ne descrive alcuni: per il '''riso''' agiscono due facoltà affettive, la «meraviglia» (amore del nuovo, dello strano, del misterioso — genera la superstizione) e la «causticità» (spirito di censura); i due tipi che cita sono «il narratore Hoffmann e il satirico Voltaire». Per il '''canto''' indica la «poetica, facoltà del cuore» e la «musica, facoltà dello spirito». In pratica, i fenomeni che riesce a suscitare in modo netto sono «memoria, paura, canto, riso, collera, preghiera ed estasi». Tratta tutto ciò come «effetti fisiologici delicati di localizzazione» e «successi frenologici dei più rari», da non affidare agli inesperti.
=== Dove si trovano i punti (secondo Baragnon) ===
Baragnon indica la posizione di ciascun punto sul capo del soggetto:
* '''Venerazione''' (preghiera, estasi) — «tutto in cima alla testa, il punto culminante del cranio»; vi si appoggiano le dita perpendicolari, riunite a punta senza toccarsi, dando «piccoli getti di fluido».
* '''Obbedienza''' (sottomissione, memoria) — azione «sul punto centrale della fronte».
* '''Riso''' — attaccando «la protuberanza dello spirito di arguzia (''merveillosité'', ''causalité''), verso la radice dei capelli, perpendicolarmente sopra l'occhio».
* '''Paura''' — «un dito dietro la testa, alla nascita del cervelletto; l'altro (medio e indice) un po' sopra l'orecchio, verso la distruttività».
* '''Canto''' — azione «sul lato della testa, dietro la tempia (''poetica'' e ''mimica'')».
* '''Collera''' — «da una parte e dall'altra del cervello, sulle protuberanze della ''difensività'' e della ''fermezza'', ai lati, a distanza uguale dal punto della venerazione».


== La magia: ''La Magie dévoilée'' di du Potet ==
=== Regole pratiche ===
Gli «esperimenti frenologici» sono «di un'estrema delicatezza, raramente completi e spesso impossibili»: vanno tentati solo «dopo un sonno dei più lenti e calmi, con una temperatura perfetta, e in assenza di ogni fenomeno fisico» (perché gli spostamenti di fluido per i fenomeni fisici «disturbano il sistema nervoso al punto da obliterare gli istinti intellettuali»). Bisogna «localizzare esattamente con un dito o due, dare dolcemente, senza scosse, e per poco più di un minuto». Le protuberanze, aggiunge, «sono simmetriche», ma abituandosi a stimolare un lato del cervello vi resta «una suscettibilità locale» che rende più probabile la riuscita delle prove ripetute.


Nella sua rassegna storica Baragnon registra l'evoluzione di [[Baron du Potet — Stub (fonti Donato)|du Potet]] verso l'occulto: «M. Du Potet tende a unire l'esistenza della magia a quella del magnetismo» e «pubblica, dopo diverse sedute sull'argomento, ''La Magie dévoilée'', opera che è venduta solo sotto giuramento dell'acquirente di non comunicarla». Baragnon riporta il fatto nel quadro degli sviluppi del 1850-1851, accanto all'«''électro-biologie'' ovvero il magnetismo travestito» e alle ricerche di [[Reichenbach]] su un «nuovo agente imponderabile»: segno di un'epoca in cui il confine fra magnetismo, scienza e magia era oggetto di contesa. (Per l'evoluzione completa di du Potet «du magnétisme à la magie», si veda la sua pagina.)
== L'estasi magnetica indotta (un esempio concreto) ==
 
Descrivendo l'azione sul punto della venerazione, Baragnon racconta la sequenza che ne ottiene: prima «un sentimento di benessere» con «leggeri fremiti», poi «l'anima si eleva verso Dio, gli occhi si aprono lentamente e sembrano ingrandirsi»; il soggetto «cade in preghiera in ginocchio, la testa curva». E nota un fatto che colpisce: «'''quali che siano i costumi, i principi, la religione''' di un sonnambulo spinto a tale stato, l'espressione della preghiera è sempre simile: umile e raccolta». Spingendo oltre, dalla preghiera si passa «alla contemplazione estatica»: il soggetto «si leva come trasfigurato», non ha più sguardo «o piuttosto ha un occhio luminoso che non vede più quaggiù».


== Aneddoti raccontati da Baragnon ==
== Aneddoti raccontati da Baragnon ==