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Fascinazione Frazionata — Metodo di Otello Ghigi

Da Wiki Method Paret.
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Fascinazione Frazionata — Metodo di Otello Ghigi
ID tec_fascinazione_frazionata_ghigi
Categoria fascinazione
Prima comparsa 2016
Corsi Master IT, Mesmerismus®, Advanced, Ibiuna

La Fascinazione Frazionata — Metodo di Otello Ghigi (o Ghigi-Paret method nella nomenclatura internazionale) è una tecnica di induzione ipnotica per frazionamento derivata dalla tradizione del fascinatore italiano Otello Ghigi, integrata nel Method Paret a partire dal 2016 circa.

Il principio centrale è la reinduzione per alternanza di stati: il soggetto viene condotto ripetutamente dalla coscienza passiva (stretta) all’autocoscienza (autopensante) e di nuovo in stato ipnotico. Ogni ciclo costruisce e approfondisce la relazione unica tra operatore e soggetto. Il risultato finale è che il soggetto smette di reagire alla parola e inizia a rispondere alle intenzioni non verbali dell’operatore.

La chiave di Ghigi: subcoscienza e relazione unica

Per comprendere la tecnica bisogna partire dalla definizione di Ghigi del sonno ipnotico:

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La parola chiave è nell’ultima parte: le funzioni di relazione. Lo stato ipnotico non è un’assenza: è la sospensione delle relazioni con il mondo esterno tranne che con l’operatore. Tutto il lavoro — la selezione, la fissazione, la caduta, il ciclo stretta/autopensante — va nella direzione di costruire questa relazione unica e assorbente attraverso gli occhi.

Catturare con lo sguardo: la mente primitiva risponde alle intenzioni

Il punto di svolta della tecnica, spiegato nelle lezioni di Paret, è questo: quando il soggetto inizia a rispondere alle intenzioni — non alle parole, alle intenzioni — tutto diventa più facile.

Come indicato nelle slide originali del Dr. Paret:

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Il primo passo della sequenza operativa è esplicito:

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Non si tratta di obbedire a un ordine verbale. Si tratta di attivare nel soggetto quella parte della mente che non ragiona, non analizza, non resiste: la mente primitiva, che risponde direttamente alla presenza e all’intenzione dell’operatore.

Questo è il nucleo della fascinazione come la intende Paret: non un’ipnosi verbale travestita, ma il recupero di un canale di comunicazione più antico della parola. Nelle relazioni umane più profonde — tra madre e neonato, tra innamorati, tra maestro e allievo in un momento di trasmissione vera — la comunicazione avviene a questo livello. La parola viene dopo. Il corpo, lo sguardo, la presenza vengono prima.

Andare al di là della parola: la comunicazione non verbale come meta

L’obiettivo dichiarato della tecnica nelle slide Paret è che il soggetto alla fine segua senza pensare:

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Questa è la soglia: quando il soggetto segue senza attivare la mente superiore, siamo entrati in un territorio dove la parola non è più il canale principale. L’operatore comunica attraverso lo sguardo, il movimento, il respiro, la presenza — e il soggetto risponde a questi segnali direttamente, senza passare per l’elaborazione cosciente.

Questo coincide con ciò che Paret descrive come gli stati interiori dell’ipnosi non verbale e primitiva:

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Queste cinque chiavi descrivono lo stato del soggetto che ha smesso di essere nel suo mondo mentale ordinario e si è unito al ritmo dell’operatore. È uno stato che non si ottiene con le parole: si ottiene con la presenza e con lo sguardo.

La sequenza operativa completa

La sequenza della fascinazione frazionata secondo il metodo Paret, tratta dalle slide didattiche originali:

  1. Stabilire il contatto — “Look at me”: creare attenzione, catturare con lo sguardo prima ancora di parlare
  2. Attivare la mente primitiva — chiedere al soggetto di capire e seguire le intenzioni dell’operatore (non gli ordini: le intenzioni)
  3. Sequenza segui la mano — “Follow my hand”, avvicinare la mano al soggetto. Opzionale: sussurro o tocco leggero per aiutare la comprensione non verbale
  4. Il soffio — crea lo stupor, la transizione rapida da coscienza vigile a coscienza passiva. Ogni ciclo si chiude e si riapre con il soffio
  5. Ripetere il pattern senza parole — la sequenza si ripete, progressivamente eliminando le istruzioni verbali. Il soggetto segue l’intenzione, non la parola
  6. Test con il respiro — l’operatore fa un respiro profondo e muove la mano simultaneamente: se il soggetto risponde, la connessione non verbale è stabilita

Ogni ciclo alterna:

  • Stato di alta attenzione guidata (alta attenzione, il soggetto segue la mano)
  • Coscienza passiva — onde alfa, mente imitativa, veglia rilassata
  • Stupor — transizione immediata tramite il soffio
  • Autopensante — il soggetto è di nuovo “sveglio” ma l’orbita dell’operatore non è interrotta

La fissazione e la caduta

L’ingresso nello stato avviene attraverso la fissazione con le dita a V:

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La caduta — avanti o indietro, guidata dall’operatore — è il primo segnale fisico visibile che la relazione unica si è instaurata. Non è un effetto collaterale: è la conferma che il soggetto ha smesso di essere ancorato al mondo esterno e si è spostato nel campo dell’operatore.

La terminologia di Ghigi: stretta e autopensante

Nel libro Guardami negli occhi, Ghigi distingue due stati fondamentali:

  • Stretta: il soggetto opera sotto la volontà dell’ipnotista. Coscienza passiva, funzioni di relazione concentrate sull’operatore.
  • Autopensante: il soggetto ritorna ad apparire sveglio, in autocoscienza. Ma la relazione unica non è interrotta: è momentaneamente allentata.

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Gradi di fascinazione e progressione

Nelle slide Paret sono descritti i gradi progressivi di risposta del soggetto:

  1. Primo grado — fascinazione degli occhi aperti (o catalessi degli occhi)
  2. Secondo grado — catalessi del braccio
  3. Terzo/quarto grado — il soggetto segue l’operatore o un oggetto: a questo punto tutto diventa più facile

Con il terzo e il quarto grado la risposta alle intenzioni è completa: il soggetto non ha bisogno di istruzioni verbali. Risponde alla presenza e al movimento dell’operatore come in una danza in cui uno dei due ha ceduto la guida.

Differenza con il metodo Elman

La tecnica presenta somiglianze formali con il metodo di induzione-riduzione di Dave Elman (sequenza apri/chiudi gli occhi che genera approfondimento progressivo), ma l’origine è completamente differente.

Ghigi viene dalla tradizione magnetica europea: fascinatore veneziano del primo Novecento, la sua tecnica affonda le radici nel Mesmerismus® e nella magnetologia continentale. Elman era un ipnotista americano, il cui metodo nasce da una prospettiva clinica e verbale. Il principio del frazionamento — interrompere e riprendere lo stato più volte — li accomuna. Il perché e il da dove sono opposti.

Adattamento nel metodo Paret

Nel metodo Paret il risveglio con gli schiaffetti alle guance, caratteristico del contesto teatrale di Ghigi, è sostituito dal soffio e da altri segnali non verbali. Il principio resta: alternare coscienza passiva e autocoscienza più volte, ogni volta approfondendo la risposta non verbale. Il traguardo è il soggetto che risponde alle intenzioni dell’operatore senza che venga detto nulla: pura comunicazione primitiva, al di là della parola.

Corsi dove si insegna

  • Master IT (modulo induzioni avanzate)
  • Mesmerismus® (settimana tecniche rapide)
  • Advanced (giorno 4: Different Masters: Di Pisa — Lafontaine — Ghigi)
  • Ibiuna Advanced (Brasile, versione Ghigi-Paret semplificata)

Fonti

  • Dr. Marco Paret, Fractional Fascination (slide didattiche, versione EN e IT, archivio ISI-CNV Drive)
  • Dr. Marco Paret, Inner Keys of Non Verbal and Primal Hypnosis (slide)
  • Otello Ghigi, Guardami negli occhi. Giochidimagia Editore, ISBN 9788897922049. OCR archivio ISI-CNV
  • Program and Synthesis of the Advanced Course done in Ibiuna (archivio ISI-CNV)
  • M. Paret, Primi passi nell’ipnomentalismo e nell’ipnofascinazione, 2022

Vedi anche